Salute 16 Gennaio 2024 15:33

Covid, in una porzione degli anticorpi monoclonali umani scovata la “chiave “per nuovi vaccini e terapie

I ricercatori della Fondazione Toscana life sciences hanno analizzato 482 anticorpi monoclonali umani identificati da tre diverse coorti di partecipanti allo studio. Svelate le potenzialità della risposta immunitaria indotta dalla porzione Fc degli anticorpi

Covid, in una porzione degli anticorpi monoclonali umani scovata la “chiave “per nuovi vaccini e terapie

Da quando è esplosa la pandemia da Covid-19 diversi studi scientifici hanno esaminato la reazione degli anticorpi al virus Sars-CoV2, concentrandosi soprattutto su quelle porzioni degli anticorpi che hanno un effetto scudo, ovvero in grado di legarsi al virus e neutralizzarne l’attività infettiva. Ora, i ricercatori hanno puntato il microscopio anche su un’altra parte degli anticorpi monoclonali umani, ovvero la porzione Fc (o frammento cristalizzabile) che, pur non essendo in grado di fare direttamente da scudo contro il virus, è capace di attivare tutte le cellule coinvolte nella risposta immunitaria. In altre parole, la porzione Fc potrebbe essere la chiave di volta per compensare la perdita della capacità neutralizzante da parte degli anticorpi. La risposta immunitaria al Covid-19 può ridursi sia con il trascorrere del tempo (almeno sei mesi) dall’inoculazione della dose di vaccino o di fronte alla comparsa di nuove varianti del virus.

Identificati e studiati 482 anticorpi monoclonali umani

Lo studio, pubblicato su Pnas, è stato con condotto dal Mad lab e dal Data science for health lab della Fondazione Toscana Life Sciences. “In particolare –  spiega la Fondazione – il gruppo di ricerca ha portato avanti un’analisi su 482 anticorpi monoclonali umani identificati da tre diverse coorti di partecipanti allo studio. La prima aveva ricevuto due dosi di vaccino, la seconda tre, e la terza presentava un’immunità ibrida data da una precedente infezione e da due dosi di vaccino a mRNA”. La ricerca ha confermato che, “nonostante alcuni anticorpi avessero gradualmente ridotto o perso la capacità di neutralizzare le nuove varianti del virus, molti avevano mantenuto le funzioni effettrici (la capacità di neutralizzare il virsu) mediate dalla porzione Fc”.

Le prospettive: dallo sviluppo di vaccini di seconda generazione a nuove terapie

Il paper, a firma di Ida Paciello, Giuseppe Maccari, Elisa Pantano, Emanuele Andreano e Rino Rappuoli, potrebbe segnare un importante svolta per lo sviluppo di nuove terapie contro il Sars-Cov-2, proprio partendo dalla capacità della porzione Fc degli anticorpi monoclonali umani di attivare tutte le cellule coinvolte nella risposta immunitaria. “Attraverso queste attività di ricerca abbiamo voluto ampliare la prospettiva dello studio degli anticorpi monoclonali – spiega Ida Paciello, prima firmataria dello studio – scoprendo le grandi potenzialità della risposta immunitaria indotta dalla porzione Fc degli anticorpi. Tutto questo ci lascia ben sperare, soprattutto nell’ottica dello sviluppo di vaccini di seconda generazione e – conclude la ricercatrice – di nuovi anticorpi da usare per profilassi o terapia”.

 

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