Salute 22 Maggio 2020

Covid-19 e HCV, la proposta: «Abbinare ai test sierologici gli screening per l’Epatite C»

«L’opportunità di effettuare questi test per rilevare la presenza di HCV non ha precedenti. Auspichiamo un Paese senza Covid, ma anche senza Epatite C. E per questo, più persone potremo curare, più ci avvicineremo all’obiettivo», evidenzia il Prof. Massimo Galli

Abbinare ai test sierologici per il Coronavirus stabiliti dal Governo anche gli screening per l’Epatite C. è la proposta delle società scientifiche AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato e SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, di concerto con l’Associazione Pazienti EpaC onlus, riunite sotto l’acronimo ACE – Alleanza Contro l’Epatite.

«Abbiamo una grande opportunità – sottolinea il Prof. Massimo Andreoni – Visto che anche il Covid pone l’esigenza di uno screening di massa per riconoscere la diffusione del virus nella popolazione, possiamo mettere insieme le due cose. Gli studi epidemiologici per la diffusione del Covid prevedono test su tutto il territorio nazionale al fine di raggiungere una numerosità rappresentativa. Tecnicamente non ci sono difficoltà a fare ambedue i test sul campione di sangue prelevato. Ma bisogna organizzarsi in tempi brevi perché la sierologia per il Covid sta partendo. Potrebbe emergere un quadro significativo dell’incidenza di entrambe le patologie nelle singole regioni. Naturalmente il campione di partenza è ristretto, ma è destinato ad ampliarsi e sarebbe comunque utile per avere un approccio propositivo».

«L’auspicio degli infettivologi è che si possa affiancare all’indagine sulla Covid un’ampia rilevazione su HCV – evidenzia il Prof. Massimo Galli – Il campione da testare sarebbe certamente, almeno in parte, diverso, ma lo sforzo organizzativo ed economico potrebbe essere unificato, inducendo utili sinergie. Oltre a garantire una valutazione realistica della distribuzione e dell’entità dell’infezione da HCV, un’iniziativa di questo tipo darebbe un fondamentale impulso all’emersione del sommerso, se accompagnata da un’adeguata campagna informativa. L’opportunità che ci è data di effettuare test per rilevare la presenza di HCV non ha precedenti. Auspichiamo un Paese senza Covid, ma anche senza Epatite C. E per questo più persone potremo curare, più ci avvicineremo all’obiettivo».

LEGGI ANCHE: COVID-19, 43MILA INFEZIONI DI ORIGINE PROFESSIONALE DENUNCIATE ALL’INAIL. IL 72% DA SANITÀ E ASSISTENZA SOCIALE

«Dobbiamo cogliere le opportunità che scaturiscono da questa crisi. La possibilità di effettuare un doppio test, per il Covid e per l’HCV, rappresenta uno stimolo a fronteggiare l’emergenza di queste settimane e a mantenere gli impegni presi. Spetta alla politica il compito di mettere in pratica gli screening. Dobbiamo completare il dispositivo attuativo per consentire che i fondi già stanziati possano essere concretamente disponibili per un’azione incisiva nei confronti sia di un virus che si può vincere sia dell’altro che risulta ancora da sconfiggere», commenta l’On. Elena Carnevali, membro della XII Commissione (Affari Sociali), presentatrice dell’emendamento.

«È imprescindibile trovare chi è affetto da Epatite C per poterlo curare. Per questo ho sostenuto da subito l’emendamento al Decreto Milleproroghe per lo stanziamento di un fondo per gli screening, che permetterà di andare avanti nella ricerca e nell’eradicazione del virus nella popolazione italiana. È necessario non abbassare la guardia: in questi mesi il covid19 ha attirato su di sé tutte le attenzioni, ma non dobbiamo dimenticare le altre patologie, soprattutto laddove esista un percorso già ben avviato come nel caso dell’HCV. Per questo continuerò a vigilare e a impegnarmi in tal senso», così l’On. Beatrice Lorenzin, ex Ministro della Salute e Responsabile del Forum Salute del PD.

 

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