Salute 3 Luglio 2018

Consenso informato, l’avvocato Pittella: «Per medico meno responsabilità civile o penale»

«I giudici in caso di contenzioso chiedono al paziente se è stato correttamente informato. Ma come si fa a saperlo? Un video, un audio, un consenso scritto in presenza dei testimoni? Questo è quello che vorremmo sapere» così il Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi sulla Legge 219 del 2017

Immagine articolo

«Mai più casi come Eluana Englaro» commenta l’avvocato Domenico Pittella, esperto in responsabilità sanitaria e diritto assicurativo, riferendosi alla Legge n. 219 del 2017 sul “Consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento” emanata circa sei mesi fa. Una Legge che «attribuisce un nuovo diritto», spiega l’avvocato e che «in altri Paesi come la Germania è già in vigore dal 2013. Bisognerebbe che i nostri organi politici e istituzionali facessero riferimento alla riforma tedesca ed a come questa è stata attuata».

LEGGI ANCHE: IN VIGORE IL “BIOTESTAMENTO”: COSA CAMBIA PER I MEDICI DAL 31 GENNAIO

Non solo Eluana, ma anche Walter Piludu, Piergiorgio Welby, Davide Trentini, Dominique Velati e infine Dj Fabo, sono tutti nomi che fanno parte di quella schiera di pazienti terminali che hanno fatto riflettere l’opinione pubblica sulla necessità o meno di chiedere una morte dignitosa. «Il problema è che trattandosi di una Legge che ricorre a pochi mesi fa – prosegue Pittella – è ancora in fase di prima attuazione, ed è per questo che molti aspetti rimangono poco chiari, soprattutto per i medici. Sicuramente questa legge protegge il professionista da un coinvolgimento sia penale che civile perché il consenso del paziente fornisce una garanzia, ma è anche vero che certi aspetti della normativa vanno chiariti».

«La possibilità del paziente di autodeterminarsi è fondamentale», interviene Filippo La Torre, Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC). «Tuttavia per il medico, in particolare per il chirurgo, la legge rimane oscura in alcuni parti. È importantissimo che il medico sia chiaro nei confronti del paziente e lo debba informare dovutamente. Il problema è che non esiste ancora una linea guida su come fare. Il dialogo con il paziente va bene, l’informazione corretta va bene, il problema principale è delineare esattamente quando questo consenso è veramente corretto. I giudici in caso di contenzioso la prima cosa che fanno è chiedere al paziente se è stato correttamente informato, come si fa a saperlo? Una videata, una registrazione, un consenso scritto e controfirmato in presenza dei testimoni? Questo è quello che vorremmo sapere di preciso».

«La legge non ha chiarito tutti gli aspetti perché è stata emanata a fine legislatura – spiega l’avvocato Pittella -. Se non fosse stata approvata in quel momento non lo sarebbe stata più, quindi il legislatore ha preferito formare una legge che regolasse i punti più importanti su cui c’era concordia anziché rinviare ancora a data da destinarsi».

LEGGI ANCHE: PAZIENTE INFORMATO? ECCO COME DIVENTARLO

In questo quadro sembrerebbe essere l’obiezione di coscienza il tema più complicato che alle spalle ha un vuoto normativo e procedurale ancora lontano dall’essere definito. «Il medico può rifiutare i trattamenti richiesti dal paziente qualora contrastino con il suo credo religioso e culturale?», chiede l’avvocato. «Su questo la legge ancora non si pronuncia. Pensiamo al caso dei testimoni di Geova che rifiutano le emotrasfusioni: se lo faranno con delle DAT andrà rispettata quella scelta oppure no? Io credo che il medico debba rifiutare trattamenti incongruenti oppure contrastanti con il codice deontologico che lo riguarda, ma sono problemi delicatissimi che non si possono risolvere facilmente, le soluzioni eventuali andranno vagliate e studiate approfonditamente».

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Fine vita, Gaudio (Sapienza): «Serve formazione adeguata, tema non può essere lasciato ai mass media»
Il Rettore del primo ateneo romano si mostra cauto sulla possibilità di un intervento normativo: «Le norme da un lato possono dare maggiori certezze, dall’altro rischiano di irrigidire dei processi che non sono mai uguali l’uno con l’altro»
Fine vita, docenti concordi: «Serve formazione ad hoc o medici resteranno indietro»
Per Macrì (Consulta deontologia FNOMCeO) il medico «deve essere aperto a recepire istanze di tutela della dignità, di riservatezza e soprattutto della libertà di autodeterminazione dei trattamenti sanitari». Familiari (Sant’Andrea): «Profilo formativo biomedico-psicosociale fondamentale. Nel Codice deontologico c’è tutto»
«È stata una battaglia per la libertà di tutti. Mi è mancato il sostegno di medici e infermieri». Parla la compagna di Dj Fabo
Applausi e standing ovation alla Sapienza per Valeria Imbrogno, la compagna di Fabiano Antoniani, il ragazzo tetraplegico e cieco che nel 2017 decise di togliersi la vita in Svizzera: «Bisogna essere liberi di poter scegliere in qualsiasi momento della propria vita». Dopo l’intervento della Consulta chiede che «il legislatore si dia una mossa» sul fine vita
Suicidio assistito, eutanasia, DAT: cosa cambia nella responsabilità per il medico?
La Sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita pone nuovi interrogativi ai medici in ambito di responsabilità professionale. Alcuni chiarimenti con il contributo del Prof. Pasquale Macrì della Prof. Paola Frati, a margine del convegno dell’Università La Sapienza.
Biotestamento, è al Sud il rapporto peggiore DAT-popolazione. Associazione Coscioni: «Motivo non è culturale, manca informazione»
I Comuni con il peggior rapporto DAT/popolazione sono per il 35% al Sud, il 25% al centro, il 20% nelle Isole. «I medici siano più formati, servirebbe l'impegno degli Ordini, al momento disinteressati alla tematica» sottolinea Matteo Mainardi, componente della Giunta dell’Associazione Luca Coscioni
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 25 settembre, sono 32.234.685 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 983.042 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 25 settembre: Ad oggi in...
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...
Formazione

Test di Medicina 2020, ecco come è andata: la cronaca dalle università di Roma, Firenze, Milano, Napoli e Bari

Oltre 66 mila candidati per 13.072 posti disponibili. Tra speranze, sogni, proteste e irregolarità, anche quest’anno il Test di medicina ha fatto parlare di sé. Pubblicate le risposte corrette al ...