Salute 27 Luglio 2018 14:58

“Bimbi in auto: vision zero”, la campagna di sensibilizzazione del Governo. Il Ministro Grillo: «Incidenti stradali prima causa di morte dei bambini»

Claudio D’Amario, dg Prevenzione Ministero della Salute: «In Italia, nel 2017, oltre 8 mila bambini sono rimasti feriti in incidenti stradali, molti dei quali hanno riportato gravi invalidità»

di Isabella Faggiano
“Bimbi in auto: vision zero”, la campagna di sensibilizzazione del Governo. Il Ministro Grillo: «Incidenti stradali prima causa di morte dei bambini»

«Gli incidenti stradali sono la principale causa di invalidità acquisita e la prima causa di morte dei bambini. Per questo il Ministero della Salute si farà promotore di nuove iniziative legislative e di campagne di informazione per diffondere la cultura della prevenzione degli incidenti stradali». Lo ha detto il Ministro della Salute, Giulia Grillo, in occasione della presentazione della campagna di sensibilizzazione “Bimbi in auto: vision zero”, iniziativa nata per promuovere la cultura della sicurezza sulle strade.

Ogni anno, in Italia, si verificano circa 175 mila incidenti stradali, che coinvolgono centinaia di bambini. Spesso, sono proprio i più piccoli ad avere la peggio: perdono la vita o riportano lesioni, talvolta gravissime e permanenti. Nella gran parte dei casi la causa di questi infortuni è il mancato o cattivo uso dei seggiolini.

Eppure l’art. 172 del Codice della strada parla chiaro: seggiolino obbligatorio per bimbi fino al metro, cinquanta d’altezza e cinture di sicurezza per i ragazzini più grandi. Prescrizione rispettata da meno del 50% della popolazione italiana. Secondo un recente studio del ministero, che ha messo sotto controllo l’impiego di questi dispositivi di sicurezza, infatti, la media nazionale di utilizzo è del 47%, con picchi del 60% al nord, percentuale che scende al 50% al centro Italia, fino a toccare i 17 punti percentuali nelle regioni a sud della Penisola.

«Ogni anno, in Europa – ha spiegato Claudio D’Amario, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute – gli incidenti stradali causano oltre 27 mila decessi. In Italia, nel 2017, 25 bambini sotto i 14 anni hanno perso la vita sulla strada, oltre 8 mila sono rimasti feriti riportando anche gravi invalidità. I più piccoli rappresentano l’1,4% del totale dei feriti sulle strade che, lo scorso anno,  hanno toccato quota  17.309».

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Mettere un freno a questa strage continua per D’Amario «è un obiettivo di salute prioritario», ma non solo. «Le conseguenze invalidanti degli incidenti stradali – ha continuato il Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute – hanno anche un impatto sulla società e sull’economia del Paese. Le ultime stime dimostrano che, in nazioni con Sistemi Sanitari avanzati, questo problema assorbe finanze pubbliche pari al 3% del Pil».

La campagna di sensibilizzazione “Bimbi in auto: vision zero” sarà diffusa negli ambulatori pediatrici, negli ospedali, consultori, centri vaccinali e sui principali mezzi di comunicazione: «con l’aiuto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Polizia di Stato e le società e associazioni scientifiche pediatriche (Sip, Simeup, Sipps, Acp) – ha detto D’Amario – ci impegneremo ad informare tutti i componenti delle famiglie, dai genitori, ai nonni, fino agli zii ai fratelli e alle persone che si dedicano alla cura dei bambini. Organizzeremo seminari, workshop e distribuiremo materiale cartaceo nei principali luoghi pubblici».

«I sistemi di sicurezza vanno adottati sempre durante i viaggi in auto, lunghi o brevi che siano. Solo così – ha aggiunto D’Amario – potremmo raggiungere il nostro obiettivo: ridurre significativamente le vittime  degli incidenti stradali».

Anche il Ministro della Salute punta tutto sulla prevenzione e per farlo chiede aiuto agli specialisti del settore: «per diffondere una migliore cultura della prevenzione degli incidenti stradali –  ha spiegato il ministro della Salute – valorizzeremo il ruolo di coloro che ogni giorno si rapportano con i cittadini, faccia a faccia. In prima linea –  ha concluso Grillo – pediatri e medici di medicina generale».

 

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