Politica 29 Settembre 2021 15:24

Alcol e prevenzione, la proposta di Fratelli d’Italia: etichette sulle bottiglie per mettere in guardia dai rischi

Il Ddl, a prima firma della deputata Maria Teresa Bellucci, prevede tre distinte avvertenze grafiche sui rischi derivanti dall’assunzione di alcol. Previste campagne informative sui social e sui media. Migliaia i bambini colpiti da FAS, fetal alcohol syndrome, che colpisce i nascituri a causa dell’esposizione all’alcol

di Francesco Torre
Alcol e prevenzione, la proposta di Fratelli d’Italia: etichette sulle bottiglie per mettere in guardia dai rischi

Apporre sulle etichette delle bevande alcoliche tre distinte avvertenze grafiche sui rischi derivanti dall’assunzione di alcool, un po’ sul modello delle sigarette dove la scritta “nuoce gravemente alla salute” è stampata su tutti i pacchetti. È l’idea lanciata dalla deputata di Fratelli d’Italia Maria Teresa Bellucci che ha depositato alla Camera un Disegno di legge sul tema, richiamandosi a una risoluzione del Parlamento europeo del 2015. Al momento, infatti, per i produttori europei non esiste alcun obbligo in questo senso, tanto che sulle bottiglie e sulle confezioni di bevande alcoliche raramente sono riportate informazioni presenti, invece, sugli altri prodotti alimentari.

«Questo Ddl rientra nel più ampio piano di prevenzione e cura delle dipendenze patologiche: le alcoldipendenze, le tossicodipendenze, le dipendenze da internet su cui ho presentato altre proposte di legge a mia prima firma – sottolinea Bellucci a Sanità Informazione -. La prima fra tutte è la proposta di legge di riforma del DPR 309 del 1990, testo unico sulle sostanze stupefacenti in cui chiedo la costituzione di una delega alle politiche di contrasto delle dipendenze patologiche e di creare un fondo dedicato alla prevenzione e all’organizzazione dei servizi potenziando sia quelli pubblici, i SED, che i servizi del privato sociale accreditato come le comunità terapeutiche. Questo Ddl nasce dalla constatazione che non c’è sufficiente consapevolezza rispetto ai danni causati dall’alcol, soprattutto da parte delle donne in gravidanza».

La diffusione tra giovani e giovanissimi

A preoccupare l’esponente del partito di Giorgia Meloni ci sono due fenomeni sociali che destano allarme: in primis, quello noto della crescente diffusione dell’uso di bevande alcoliche tra le nuove generazioni con tutte le implicazioni sanitarie del caso con l’aggravate dal preoccupante abbassamento dell’età di inizio dell’assunzione di tali bevande. L’alcol è, indirettamente, una delle prime cause di morte per i giovani a causa degli incidenti stradali: nel 2019 sono stati 5.117 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza su un totale di 58.872 incidenti (l’8,7%).

I rischi per le donne in gravidanza

C’è però un altro fenomeno che non va sottovalutato e di cui si parla ancora troppo poco: la FAS, fetal alcohol syndrome, che colpisce i nascituri a causa dell’esposizione all’alcol. La FAS è la più grave disabilità permanente che si manifesta nel feto esposto, durante la vita intrauterina, all’alcol consumato dalla madre in gravidanza. In particolare, l’alcol ingerito dalla madre giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, che, però, non è in grado di metabolizzare l’alcol perché è privo degli enzimi adatti a questo compito e, di conseguenza, l’alcol e i suoi metaboliti si accumulano nel suo sistema nervoso e in altri organi danneggiandoli.

In Italia, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, su 450mila bambini nati nel 2018, circa 3.600 sono affetti da FAS, 16mila da FAS parziale e oltre 20mila da FASD (Disturbo dello Spettro Fetale Alcolico). Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nell’Unione europea l’82 per cento delle donne beve alcolici (percentuale in forte aumento) e, considerato che quasi la metà delle gravidanze non è programmata (il 42 per cento), il rischio di consumo di alcool durante le prime fasi della gestazione è altissimo.

Prevenzione ed etichettatura, cosa prevede il Ddl

L’unico modo per prevenire questi problemi è agire sulla prevenzione. Per questo il ddl dell’onorevole Bellucci prevede l’obbligo per i produttori e gli importatori delle bevande alcoliche di apporre sulle etichette di ciascuna confezione, e sull’eventuale imballaggio esterno, tre distinte avvertenze grafiche sui rischi derivanti dall’assunzione di alcol. Inoltre, spiega nel dettaglio cosa deve esserci sulle etichette: l’immagine di una donna in stato di gravidanza con un bicchiere in mano e di una macchina, sbarrate da una linea obliqua, e l’immagine del numero 18+.

«Non è la soluzione del problema – conclude la deputata di Fratelli d’Italia – ma all’interno di un sistema di attenzione alle dipendenze patologiche e quindi alla cura e al trattamento di queste, noi crediamo che una corretta informazione possa fornire un grande aiuto. Negli Stati Uniti l’etichettatura che mette in guardia dai rischi già esiste. I produttori con cui ci siamo interfacciati hanno detto che adeguarsi non sarebbe un problema perché chi esporta i propri prodotti alcolici oltreoceano deve già inserire l’etichetta. In Italia alcuni già inseriscono queste campagne di prevenzione ma lo fanno in maniera individuale. Inserendolo per legge si può contribuire a salvare vite e prevenire danni per la salute».

Fondamentali sono poi le campagne di prevenzione: il Ddl prevede che il Ministro della Salute, di concerto con le regioni e con gli enti locali, promuova campagne di sensibilizzazione e di informazione istituzionale sui danni causati dall’uso di bevande a contenuto alcolico sugli organi di stampa, sui canali radiofonici e televisivi e sulle principali piattaforme multimediali, oltre ad organizzare incontri e ogni altra utile iniziativa nelle scuole di ogni ordine e grado.

L’Italia non sarebbe il primo paese europeo ad intervenire sul tema: la Francia si è già dotata di un apposito logo che richiama l’inidoneità di queste bevande per le donne in gravidanza, mentre in Irlanda vige l’obbligo di apportare nell’etichetta informazioni sui rischi legati al consumo di alcolici, per la popolazione, in generale, e per le donne in stato di gravidanza. Misure simili sono in vigore anche in Russia, Stati Uniti, Israele.

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