Salute 4 Settembre 2020 15:54

Via libera alle visite dei parenti nelle Rsa, ma niente abbracci. Le regole dell’Iss

Designare un solo parente per le visite, definire percorsi e incontri all’aperto. Tutte le misure da adottare per il ritorno dei visitatori nelle Rsa

Via libera alle visite dei parenti nelle Rsa, ma niente abbracci. Le regole dell’Iss

Si potrà tornare a visitare i propri parenti nelle residenze sanitarie assistenziali. Il via libera è arrivato dall’Istituto Superiore di Sanità, con la pubblicazione delle “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS e socioassistenziali“. All’interno un aggiornamento delle norme previste nelle Rsa per frenare i contagi in queste comunità così fragili, con il ritorno dei visitatori di un periodo di probabile altra circolazione del virus.

LE INDICAZIONI ISS PER VISITARE I PARENTI IN RSA

La priorità per ottenere un ambiente sicuro resta la sensibilizzazione e la formazione, sia dei residenti che dei visitatori autorizzati, da parte del personale. Attraverso attività di animazione e socio-educative, consiglia il documento Iss, per essere sicuri di veicolare il messaggio in maniera efficace. Chiarendo sei punti fondamentali:

  • I visitatori nelle Rsa dovranno evitare strette di mano, baci e abbracci e di assistere direttamente i residenti, rimanendo per un massimo di 30 minuti.
  • Igiene costante delle mani, in particolare dopo aver usato il bagno e prima di mangiare, asciugandosi sempre con una salvietta monouso.
  • Igiene respiratoria: tossire o starnutire in un fazzoletto di carta per lo smaltimento immediato, o nella piega del gomito.
  • Mantenere sempre la distanza di un metro.
  • Usare sempre la mascherina chirurgica in presenza di sintomi di infezione respiratoria, indipendentemente dalla distanza per i pazienti. Usarla per tutta la durata della permanenza per i visitatori.
  • Evitare la condivisione di qualsiasi oggetto con i residenti.

Si consiglia di definire un protocollo scritto per gestire le visite e renderlo disponibile per la consultazione dei familiari. Preparare quindi la struttura all’accoglienza con aree definite per entrata e uscita, percorsi che limitino il transito delle persone esterne e aree dedicate agli incontri, preferibilmente all’aperto e con servizi igienici dedicati. Ogni visita dovrà essere preceduta da una prenotazione in anticipo e da un triage sulle condizioni di salute del visitatore. Le famiglie sono invitate a identificare un solo familiare che compirà le visite, per evitare troppe persone con accesso alla struttura. La struttura dovrà tenere traccia di tutti gli ingressi per almeno 14 giorni successivi.

D’ANCONA: «INCONTRARE I PARENTI È IMPORTANTE PER STATO SALUTE PAZIENTI»

«Il benessere degli anziani e delle persone fragili, di coloro che vivono lontani dai nuclei familiari per motivi di non autosufficienza, è intimamente collegato anche alla loro sfera emotiva – ha spiegato Paolo D’Ancona, ricercatore dell’ISS e coordinatore del gruppo di lavoro multidisciplinare che ha realizzato il Rapporto -. La possibilità di poter incontrare i propri cari e di alimentare la loro vita relazionale non è ininfluente sul loro stato di salute e perciò, oggi che la situazione epidemiologica lo permette, dopo gli sforzi fatti per frenare i contagi, è necessario imboccare una strada che riporti gradualmente alla normalità».

 

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