Salute 4 Settembre 2020

Via libera alle visite dei parenti nelle Rsa, ma niente abbracci. Le regole dell’Iss

Designare un solo parente per le visite, definire percorsi e incontri all’aperto. Tutte le misure da adottare per il ritorno dei visitatori nelle Rsa

Immagine articolo

Si potrà tornare a visitare i propri parenti nelle residenze sanitarie assistenziali. Il via libera è arrivato dall’Istituto Superiore di Sanità, con la pubblicazione delle “Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS e socioassistenziali“. All’interno un aggiornamento delle norme previste nelle Rsa per frenare i contagi in queste comunità così fragili, con il ritorno dei visitatori di un periodo di probabile altra circolazione del virus.

LE INDICAZIONI ISS PER VISITARE I PARENTI IN RSA

La priorità per ottenere un ambiente sicuro resta la sensibilizzazione e la formazione, sia dei residenti che dei visitatori autorizzati, da parte del personale. Attraverso attività di animazione e socio-educative, consiglia il documento Iss, per essere sicuri di veicolare il messaggio in maniera efficace. Chiarendo sei punti fondamentali:

  • I visitatori nelle Rsa dovranno evitare strette di mano, baci e abbracci e di assistere direttamente i residenti, rimanendo per un massimo di 30 minuti.
  • Igiene costante delle mani, in particolare dopo aver usato il bagno e prima di mangiare, asciugandosi sempre con una salvietta monouso.
  • Igiene respiratoria: tossire o starnutire in un fazzoletto di carta per lo smaltimento immediato, o nella piega del gomito.
  • Mantenere sempre la distanza di un metro.
  • Usare sempre la mascherina chirurgica in presenza di sintomi di infezione respiratoria, indipendentemente dalla distanza per i pazienti. Usarla per tutta la durata della permanenza per i visitatori.
  • Evitare la condivisione di qualsiasi oggetto con i residenti.

Si consiglia di definire un protocollo scritto per gestire le visite e renderlo disponibile per la consultazione dei familiari. Preparare quindi la struttura all’accoglienza con aree definite per entrata e uscita, percorsi che limitino il transito delle persone esterne e aree dedicate agli incontri, preferibilmente all’aperto e con servizi igienici dedicati. Ogni visita dovrà essere preceduta da una prenotazione in anticipo e da un triage sulle condizioni di salute del visitatore. Le famiglie sono invitate a identificare un solo familiare che compirà le visite, per evitare troppe persone con accesso alla struttura. La struttura dovrà tenere traccia di tutti gli ingressi per almeno 14 giorni successivi.

D’ANCONA: «INCONTRARE I PARENTI È IMPORTANTE PER STATO SALUTE PAZIENTI»

«Il benessere degli anziani e delle persone fragili, di coloro che vivono lontani dai nuclei familiari per motivi di non autosufficienza, è intimamente collegato anche alla loro sfera emotiva – ha spiegato Paolo D’Ancona, ricercatore dell’ISS e coordinatore del gruppo di lavoro multidisciplinare che ha realizzato il Rapporto -. La possibilità di poter incontrare i propri cari e di alimentare la loro vita relazionale non è ininfluente sul loro stato di salute e perciò, oggi che la situazione epidemiologica lo permette, dopo gli sforzi fatti per frenare i contagi, è necessario imboccare una strada che riporti gradualmente alla normalità».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

Articoli correlati
RSA, accordo tra sindacati e Regione Lazio per strutture pubbliche e investimenti straordinari
Quattro punti per ripensare le RSA e rilanciare l’assistenza domiciliare per gli anziani e i soggetti più fragili
Il mondo delle RSA lancia un appello a Regione Lombardia: «Senza risorse costretti a chiudere»
Degani (Uneba): «Col Covid perdite per 200 milioni, e nei prossimi 6 mesi previsti 12 milioni di spese in più. Servono finanziamenti al privato sociale»
di Federica Bosco
«RSA a rischio senza screening a tappeto e linee guida per ospiti e personale»
Degani (UNEBA): «I contagiati sono più giovani perché si fanno tamponi a chi rientra dalle vacanze, ma attenzione alla popolazione anziana, che resta la più fragile»
di Federica Bosco
Covid-19 e scuole, le indicazioni ISS per la gestione di casi sospetti
In caso di studenti o operatori scolastici positivi al Covid, sarà il Dipartimento di Prevenzione a valutare la possibilità di chiudere la scuola. Per l'ISS, un solo caso non è un motivo sufficiente a determinarne la chiusura
Covid-19 in Italia, Fondazione GIMBE: «Nell’ultima settimana casi aumentati del 141% rispetto a un mese fa»
Il report settimanale della cabina di regia: «Età media dei contagiati scesa a 30 anni. Fondamentale mantenere le misure di precauzione»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 30 settembre, sono 33.646.813 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.007.839 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 30 settembre: Ad oggi ...
Contributi e Opinioni

«Tamponi Covid sui bambini: troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali»

di prof. Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze
di Filippo Festini, Professore Associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche, Università di Firenze
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...