Salute 9 Giugno 2023 12:58

Infarto, nel lockdown ritardi e mancati accessi agli ospedali hanno ridotto di 2 anni aspettativa di vita

Per i ritardi nelle cure accumulati durante il lockdown meno anni vita anche a chi era in perfetta salute

Infarto, nel lockdown ritardi e mancati accessi agli ospedali hanno ridotto di 2 anni aspettativa di vita

Aver avuto un infarto durante il lockdown si associa a due anni di aspettativa di vita in meno rispetto a pazienti analoghi che hanno avuto un infarto in periodo pre-pandemico. Lo rivela uno studio sull’European Heart Journal-Quality of Care and Clinical Outcomes e condotto da William Wijns dell’Universià  di Galway, in Irlanda che si è basata su dati britannici e spagnoli.

Gli attacchi di cuore

Gli attacchi di cuore richiedono un trattamento urgente con stent  per aprire l’arteria bloccata e ripristinare il flusso di sangue che trasporta ossigeno. I ritardi, e la conseguente mancanza di ossigeno, provocano danni irreversibili al muscolo cardiaco. Durante la prima ondata pandemica, circa il 40% in meno di pazienti colpiti da infarto si è recato in ospedale, per paura di contrarre il virus; inoltre alcune cure di emergenza sono state interrotte. Rispetto a chi ha ricevuto un trattamento tempestivo, i pazienti rimasti a casa hanno avuto più del doppio delle probabilità  di morire, quelli che hanno ritardato il ricovero in ospedale quasi il doppio delle probabilità di complicanze gravi evitabili.

Lo studio

In questo studio è stata stimata la sopravvivenza a lungo termine, la qualità  della vita e i costi legati all’infarto. L’analisi britannica ha confrontato il periodo dal 23 marzo (a inizio del lockdown) al 22 aprile 2020 con il periodo equivalente del 2019. L’analisi spagnola ha confrontato il marzo 2019 con il marzo 2020. Le proiezioni di sopravvivenza hanno preso in considerazione l’età, lo stato di ospedalizzazione e il tempo di trattamento utilizzando i dati pubblicati per ciascun Paese. Ad esempio, è stato stimato che il 77% dei pazienti nel Regno Unito è stato ricoverato prima della pandemia rispetto al 44% durante il lockdown. I tassi equivalenti per la Spagna erano del 74% e del 57%. I pazienti che hanno avuto un infarto grave durante il primo lockdown del Regno Unito avrebbero perso in media 1,55 anni di vita rispetto ai pazienti che hanno avuto lo stesso tipo di infarto prima della pandemia, e un anno e due mesi in perfetta salute. Le cifre equivalenti per la Spagna erano 2,03 anni di vita persi e circa un anno e sette mesi di vita in perfetta salute persi.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Mieloma multiplo. Aspettativa di vita in aumento e cure sul territorio, il paradigma di un modello da applicare per la prossimità delle cure

Il mieloma multiplo rappresenta, tra le patologie onco-ematologiche, un caso studio per l’arrivo delle future terapie innovative, dato anche che i centri ospedalieri di riferimento iniziano a no...
Salute

Parkinson, la neurologa Brotini: “Grazie alla ricerca, siamo di fronte a una nuova alba”

“Molte molecole sono in fase di studio e vorrei che tutti i pazienti e i loro caregiver guardassero la malattia di Parkinson come fossero di fronte all’alba e non di fronte ad un tramonto&...
di V.A.
Advocacy e Associazioni

Oncologia, Iannelli (FAVO): “Anche i malati di cancro finiscono in lista di attesa”

Il Segretario Generale Favo: “Da qualche anno le attese per i malati oncologici sono sempre più lunghe. E la colpa non è della pandemia: quelli con cui i pazienti oncologici si sco...