Professioni Sanitarie 5 Settembre 2022 16:52

TSRM a Congresso dal 23 al 25 settembre, le richieste di Galdieri (CdA)

Al Congresso si parlerà di PNRR e delle questioni irrisolte della professione. La presidente della Cda Carmela Galdieri commenta il rinnovo del contratto del comparto: «Bene sulla valorizzazione ma molte perplessità sulla parte economica». Poi chiede di rivedere l’iter formativo

di Francesco Torre

Un momento di condivisione, di unione per creare un senso di appartenenza alla professione e giocare un ruolo da protagonisti nella sanità che verrà. È questo uno degli obiettivi del Congresso dei Tecnici di Radiologia Medica che si svolgerà a Vicenza dal 23 al 25 settembre. Un’occasione anche per fare il punto sulle sfide future della professione, che oggi rientra nelle 19 professioni del maxi ordine TSRM PSTRP, alla luce anche di un contratto appena rinnovato che vede importanti novità e di una riforma della medicina territoriale in cui i TSRM possono giocare un ruolo importante. «Il PNRR offre la possibilità di potenziare sul territorio le attività di screening mammografico e permettere di implementare la radiologia domiciliare, spostando, per casi ben predefiniti, la possibilità di fare diagnostica direttamente in casa di chi necessita di un esame radiografico o all’interno delle RSA» spiega la presidente della commissione d’Albo nazionale dei TSRM Carmela Galdieri che a Sanità Informazione commenta anche il nuovo contratto del comparto sanità:  nuovo contratto del comparto sanità: «Possiamo esprimere una moderata soddisfazione riguardo all’impostazione del nuovo CCNL, ma siamo perplessi sulla parte economica: gli aumenti sono ampiamente al di sotto dei rincari del costo della vita dovuti all’inflazione». Al Congresso anche il tema della formazione, con la richiesta di rivedere al più presto l’iter formativo, in particolare con la richiesta di sviluppo delle carriere accademiche.

Presidente, dal 23 al 25 settembre si svolgerà il 19° Congresso dei TSRM. Quali sono le novità più rilevanti?

«Dopo ormai quattro anni di assenza, intervallati da un congresso, forzatamente virtuale nel 2020, finalmente avremo il 19° Congresso nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica che si svolgerà, in presenza, a Vicenza presso il “Vicenza convention centre”. L’evento sarà caratterizzato prevalentemente da due momenti interconnessi: il primo politico-istituzionale ed il secondo tecnico-scientifico.

La novità assoluta di questo Congresso è rappresentata dal nuovo assetto istituzionale che la legge n.3 del 2018 ci ha consegnato. Non più quindi la FNCPTSRM a rappresentare la professione TSRM, bensì la Commissione di albo nazionale dei TSRM costituita all’interno della FNO TSRM E PSTRP.

All’evento sono stati invitati personaggi di spicco del mondo sanitario e non, per confrontarsi sulle azioni politiche da mettere in campo al fine di ottenere un maggiore e giusto coinvolgimento della nostra professione nelle scelte dei decisori. Ritengo che vi siano ancora nodi da sciogliere per il pieno riconoscimento della nostra autonomia professionale e l’obiettivo che ci poniamo in questo Congresso è proprio confrontarsi sulle questioni irrisolte. Penso, ad esempio, a coloro che ancora oggi, nel 2022, ritengono di poter mettere in discussione il nostro ruolo e, con operazioni di lobby, puntano a creare dipendenze gerarchiche della nostra professione subordinandole ad altre professioni sanitarie.

Durante le giornate congressuali affronteremo, inoltre, i temi presenti nella Missione 6 del PNRR che darà maggiore impulso alla teleradiologia e alla telemedicina e una nuova organizzazione politico-sanitaria orientata ad una sanità di prossimità sempre più multidisciplinare e multiprofessionale. Come ho accennato, non mancherà la parte scientifica caratterizzata da eventi svolti in sessione plenaria alternati a focus specifici incardinati in sessioni parallele dedicate alle nostre Associazioni scientifiche di categoria di I e di II livello.

Questo Congresso rappresenterà per tutti noi sicuramente un momento di condivisione e unione, quel senso di appartenenza che spesso può apparire latente. Inoltre, l’evento prevederà una sessione diretta verso il futuro della categoria con la presenza di tanti studenti e neolaureati che concorreranno con le migliori tesi di laurea TRMIR del triennio precedente al Premio Paola Crocetti, giunto alla nona edizione. Infine, gli spazi espositivi offriranno la possibilità ai partecipanti di visionare le nuove tecnologie radiologiche, dando alle industrie e aziende di area radiologica la possibilità di entrare in contatto con i tanti Tecnici di radiologia e addetti ai lavori».

La riforma della sanità territoriale sta entrando nel vivo e sarà completata dal prossimo governo. Cosa vi aspettate per i TSRM?

«Ciascuna professione sanitaria possiede e mette a disposizione del Sistema salute una competenza peculiare e specifica. Quello che i TTSSRM possono fornire a chi si rivolge al SSN è legato soprattutto alle apparecchiature che utilizza. Un SSN di moderna concezione deve essere considerato come la confluenza di più sistemi (ospedali, territorio, casa), per i quali si possano definire standard strutturali, organizzativi e tecnologici omogenei su tutto il territorio nazionale, in primo luogo per quanto concerne l’ammodernamento del parco tecnologico; possiamo, quindi, considerare la sanità territoriale come comprensiva di case di comunità, ospedali di comunità e domicilio, ai quali chi necessita di assistenza sanitaria possa avvicinarsi a seconda della propria situazione clinica. L’inserimento all’interno delle succitate strutture di diagnostiche radiologiche dedicate ed equipe multidisciplinari permetterebbe di fornire prestazioni a pazienti cronici, tenendoli in ambienti extra-ospedalieri e riducendo il rischio di contrarre ulteriori patologie.

Il PNRR offre la possibilità, ad esempio, di potenziare sul territorio, in special modo nelle case di comunità, le attività di screening mammografico e permettere di implementare la radiologia domiciliare, spostando, per casi ben predefiniti, la possibilità di fare diagnostica direttamente in casa di chi necessita di un esame radiografico o all’interno delle RSA. In entrambi i casi, si potrebbe sfruttare appieno le potenzialità della teleradiologia, approntando rigidi protocolli di appropriatezza della prestazione e giustificazione dell’indagine radiologica, con contestuale implementazione delle infrastrutture telematiche che consenta di sfruttare una banda larga dedicata alla sanità».

È stato rinnovato da poco il contratto del comparto sanità. Vi soddisfa?

«Una novità importante riguarda la cancellazione delle vecchie categorie, B/BS, C e D/DS, in favore della creazione di cinque diverse “Aree”. Parallelamente, le fasce economiche sono sostituite con i differenziali economici di stipendio, con un aumento medio mensile di stipendio di 90 euro lordi per 13 mensilità, escluse le indennità. Tale aumento, con copertura economica complessiva di 241,6 milioni di euro, finanzierà l’indennità del personale assegnato ai servizi di pronto soccorso, il trattamento accessorio e il nuovo ordinamento professionale, riconoscendo la dedizione e la professionalità di chi, fra l’altro, ha dato un contributo fondamentale per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Le cinque nuove Aree raggrupperanno professionisti sanitari e funzionari (in cui sono compresi i TTSSRM), assistenti, operatori personale di supporto, personale di elevata qualificazione. Viene rivisto anche il sistema degli incarichi, basato sui principi di maggiore responsabilità e di impegno realmente profuso, valorizzazione del merito e della prestazione professionale; vengono, inoltre, istituiti in tutti i ruoli incarichi di posizione, funzione organizzativa e funzione professionale.

Entrando nello specifico della figura professionale del Tecnico sanitario di radiologia medica, viene confermata l’Indennità di Rischio Radiologico, per tutte le figure esposte. Per i Tecnici di radiologia si conferma l’erogazione dell’indennità legata al profilo professionale. I 15 gg di riposo biologico (art. 110) vengono riproporzionati sulla base dei mesi di effettivo periodo di esposizione nel corso dell’anno, computandosi come mese intero i periodi superiori a 15. Le assenze per ferie e festività soppresse sono incluse nel computo dei 15 gg per raggiungere il mese intero.

In fase di trattativa, la Commissione di albo nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica aveva espresso il suo parere in merito a questi temi sottoscrivendo una nota indirizzata all’Aran e alle OOSS dall’oggetto: indennità di rischio radiologico – trattativa per il rinnovo contrattuale del CCNL del personale del comparto sanità relativo al triennio 2019/202.

Pertanto possiamo esprimere una moderata soddisfazione riguardo all’impostazione del nuovo CCNL. Si percepisce l’intenzione di tracciare una nuova strada che va nella direzione di valorizzare le professioni sanitarie, ma rimangono le perplessità che riguardano l’aspetto economico: gli aumenti proposti sono ampiamente al di sotto dei rincari del costo della vita dovuti all’inflazione. In estrema sintesi, sembrerebbe che alcune professioni siano più importanti di altre. Non si comprende, ad esempio, la differenziazione tra indennità di specificità infermieristica per i profili di infermiere e indennità di tutela del malato e promozione della salute per altri profili del ruolo sanitario e socio-sanitario».

Uno dei temi del congresso sarà quello della formazione universitaria dei TSRM. Come dovrebbe evolvere il percorso di studi?

«È ormai unanimemente riconosciuto che l’iter formativo delle professioni sanitarie non sia più adeguato, per qualità e quantità in funzione dell’evoluzione scientifica, tecnologica e ai nuovi bisogni sanitari derivanti dal mutato quadro epidemiologico e demografico, acuito anche dall’attuale fase pandemica. La conferma di questa necessità arriva anche dai percorsi parlamentari avviati dal DDL 2396 per il riordino della formazione universitaria e l’iter di revisione dei profili professionali promosso dal Consiglio superiore di sanità in seno al ministero della salute la scorsa estate.

La professione del Tecnico sanitario di radiologia medica è una professione che nel corso dei tempi ha subito enormi cambiamenti essendo legata a stretto giro alla digitalizzazione e alla tecnologia, sempre avanzante, delle macchine radiologiche e radioterapiche. Questo ha inciso in maniera importante sull’adeguamento dei percorsi formativi, al punto che la nostra istituzione già da diversi anni si è adoperata per arrivare a definire degli standard formativi nelle principali discipline caratterizzanti, costantemente revisionati ed aggiornati, al fine di offrire una formazione, dal punto di vista qualitativo, sempre al passo con i tempi. Il tema della qualità è alla base del riordino della formazione universitaria e già da diversi anni alimenta il nostro sentimento concreto di quanto il percorso triennale sia stretto per comprendere un sapere specifico all’avanguardia. L’espressione qualitativa del percorso universitario del TSRM non può prescindere anche da una riforma degli impianti organizzativi dei corsi di studi che riguardi le figure incardinate all’interno di esso: in tal senso sono necessari importanti investimenti per rivedere prontamente i protocolli d’intesa tra regioni ed università, sollecitare la riforma dei settori scientifico disciplinari, rivisitare le carriere accademiche e prevedere per alcune figure, ad esempio il direttore dell’attività didattico-professionalizzanti, la possibilità di svolgere l’impiego a tempo pieno.

In particolare, il tema dello sviluppo delle carriere accademiche è un tema che riteniamo particolarmente rilevante. In un corso di laurea in Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia (TRMIR) il peso in termini di CFU delle attività didattiche identificate nel nostro settore scientifico disciplinare di riferimento, il MED/50, occupa più di 1/3 di un ordinamento didattico. Ciò nonostante, ad oggi, non esistono docenti TSRM di ruolo appartenenti a questo SSD. Il dato è significativo perché evidenzia quanto la carriera accademica sia disseminata di ostacoli, spesso insormontabili, come l’assenza di un SSD dedicato, la presenza delle affinità, la frammentazione dei percorsi di studi, l’assenza dei profili professionali all’interno dei dipartimenti, gli scarsi investimenti sulla ricerca e sui percorsi di dottorato e post dottorato specifici per alcune figure sanitarie».

 

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