Professioni Sanitarie 15 ottobre 2018

FNOPI, arriva il codice di condotta ‘social’ per gli infermieri. Sanzioni per chi non lo rispetterà

Un documento firmato dai 102 presidenti degli Ordini provinciali regolerà l’uso dei social da parte dei 440mila infermieri in Italia. La FNOPI – Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha deciso di stilare un codice di condotta per i suoi iscritti. Guai quindi all’infermiere che qualificandosi tale agisce sui social e sul web, magari […]

Un documento firmato dai 102 presidenti degli Ordini provinciali regolerà l’uso dei social da parte dei 440mila infermieri in Italia. La FNOPI – Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche ha deciso di stilare un codice di condotta per i suoi iscritti. Guai quindi all’infermiere che qualificandosi tale agisce sui social e sul web, magari creando anche un profilo fake, mancando di decoro, di rispetto, usando turpiloquio, rinunciando a ogni possibilità di confronto costruttivo e sereno, parlando senza cognizione di causa sia in merito a evidenze scientifiche sia in merito a una consapevolezza ragionata dei fenomeni di cui discute: la Federazione interverrà sul piano disciplinare.

LEGGI ANCHE: FNOPI PRONUNCIAMENTO SOCIAL

«La scelta di un posizionamento ufficiale che preveda maggior rigore nei confronti di chi utilizza i social qualificandosi come infermiere minando l’immagine di tutta la comunità professionale che ne esce mortificata sul piano etico, deontologico, culturale e frenando la credibilità politica istituzionale delle rappresentanze nei confronti della società civile, politica, professionale – si legge in una nota FNOPI –  nasce dai troppi casi in cui ultimamente una compattezza professionale avrebbe potuto ottenere vantaggio dalla comunicazione social mentre l’atteggiamento e l’uso improprio di alcuni sono diventati vetrina di una minoranza professionale livorosa, aggressiva e violenta che danneggia tutti.

La FNOPI e tutti gli Ordini provinciali ritengono quindi indispensabile dotarsi di una policy (o anche di condividere una netiquette – la buona educazione in rete – con i propri utenti) per poter moderare in modo corretto e trasparente le discussioni generate dai post pubblicati e comprendere che non tutti i contenuti sono adatti a Facebook: le immagini possono trovare spazio su Instagram, i video su Youtube, i posizionamenti istituzionali su Twitter, gli approfondimenti e i documenti ufficiali sul sito istituzionale e così via.

Cinque i passaggi mutuati dal Codice Deontologico vigente da rispettare se ci si qualifica come infermiere su ogni piattaforma comunicativa: 1) tenere conto dei valori etici, religiosi e culturali, del genere e delle condizioni sociali della persona; 2) impegnarsi a cercare il dialogo, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche; 3) perseguire uno spirito di collaborazione e confronto con i colleghi o con altri professionisti sanitari e non; 4) riconoscere e valorizzare lo specifico apporto degli altri attori che operano nell’equipe; 5) tutelare il decoro personale e il proprio nome e salvaguardare il prestigio della professione. Se i mezzi di comunicazione oggi ci hanno dato libertà di parola su ogni argomento e in ogni contesto – sottolinea nel documento la FNOPI – questo non significa che tale libertà sia esente da conseguenze anche disciplinari. Per questo Federazione e Ordini hanno deciso di agire. Ogni comportamento che leda la professione e l’immagine dei professionisti attraverso i social sarà punito: la rappresentanza professionale si impegna a essere guida ed esempio per un buon uso dei social».

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