Professioni Sanitarie 6 Dicembre 2022 10:25

Liste di attesa e carichi di lavoro, i progetti dei TSRM per nuovi modelli organizzativi

In un convegno all’Unicamillus i Tecnici di Radiologia di Roma lanciano nuovi modelli organizzativi per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini-pazienti e anche a quelle dei colleghi. Di Feo (ASIMS): «In questo momento i professionisti sono molto in difficoltà e molti lasciano il SSN. Dobbiamo guardare anche alla valorizzazione economica e alla progressione di carriera»

Nella sanità del futuro ci saranno sicuramente professionisti con capacità organizzative e di management. Per questo è importante iniziare una adeguata formazione, come stanno facendo i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica di Roma che hanno organizzato all’Università Unicamillus l’evento “Sanità 4.0:  Management, tecnologie e skill” in collaborazione con la commissione di Albo dei TSRM di Roma e ASIMS, Associazione Scienze dell’Imaging Sanitario, a cui è intervenuta anche la presidente della FNO TSRM PSTRP Teresa Calandra: «La nostra professione ha reso evidente quanto sia fondamentale una competenza specifica e una formazione sui temi – ha detto Calandra -. Siamo sempre stati al passo con i tempi. Io vedo un sistema salute che sappia da una parte mettere al centro il cittadino e dall’altra valorizzare le professioni sanitarie. Non si può pensare a un sistema che non coinvolga le professioni sanitarie. Occorre integrazione tra territorio e ospedale, tra sociale e sanitario. L’interdisciplinarità è essenziale per garantire la salute ai cittadini e il benessere nostro e dei nostri figli».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Andrea Lenza, presidente della commissione di Albo dei TSRM di Roma: «Ai professionisti sanitari vengono richieste competenze sempre più avanzate per far fronte alle esigenze della cittadinanza. La pandemia ha messo a nudo i limiti e le criticità del nostro sistema sanitario, non garantendo l’accesso alle prestazioni ai più fragili e ai maggiormente vulnerabili».

Nel corso del convegno sono intervenuti anche due rappresentanti di Cittadinanzattiva, Alessia Squillace e Maria Vitale, che hanno ricordato come le liste di attesa rappresentino ancora uno dei più grandi problemi per il sistema salute: oggi si arriva anche a 720 giorni di attesa per una mammografia e la rinuncia alle cure supera il 20%.

«In questo momento la cittadinanza ha difficoltà di accesso alle cure, durante il periodo pandemico molte delle prestazioni che sono state sospese non sono state ancora recuperate – spiega il presidente ASIMS e membro della CdA dei TSRM nazionale Daniele Di Feo -. Questo è un problema nei percorsi di cura. Da questo punto di vista l’organizzazione sanitaria può impattare in modo positivo creando dei nuovi modelli organizzativi che passano dal potere decisionale dei professionisti. In questo senso abbiamo l’onere ma soprattutto la possibilità di migliorare il Sistema sanitario in tema di accessibilità».

Resta anche il tema dei carichi di lavoro, perché i turni massacranti non sono una prerogativa solo di infermieri e medici: «Come commissione d’Albo nazionale – spiega Emanuele Fiorito, vice presidente della CdA nazionale dei TSRM – stiamo lavorando su un progetto in cui viene valutata a 360 gradi la presa in carico del paziente, dalla Tac alla risonanza e alla radiologia convenzionale. La fase 2.0 sarà quella che comprenderà un po’ tutta la radiodiagnostica con la radioterapia e la medicina nucleare per capire e quantificare il volume di lavoro correlato al paziente e all’operatore sanitario».

«In questo momento i professionisti sono molto in difficoltà – conclude Di Feo -. E dato che sono una risorsa enorme dovremo affrontare delle strategie per garantire delle qualità di vita e un clima organizzativo migliore rispetto a quello attuale. I carichi di lavoro non sono l’unico elemento critico ma bisogna guardare anche alla valorizzazione economica e alla progressione di carriera e di progetto dei professionisti».

 

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