Professioni Sanitarie 25 Maggio 2023 11:52

Giornata Nazionale del Sollievo. Cure palliative, FNOPI: «Senza infermieri non c’è assistenza»  

Le proposte della FNOPI per la Giornata del Sollievo: «Subito Hospice a gestione infermieristica e specializzazioni sulla terapia del dolore. La carenza impedisce lo sviluppo dell’assistenza sul territorio come prescritto dal PNRR»

Giornata Nazionale del Sollievo. Cure palliative, FNOPI: «Senza infermieri non c’è assistenza»   

Cure palliative, terapia del dolore, umanizzazione: questi i tre cardini scelti per la Giornata del Sollievo 2023. E l’infermiere ne è protagonista. Lo è per responsabilità professionale, ma anche per prescrizione del suo Codice deontologico: «Per gli infermieri umanizzare l’assistenza è un valore irrinunciabile», dice Maurizio Zega, consigliere del Comitato centrale FNOPI che ha rappresentato la Federazione alla presentazione della Gionata del Sollievo 2023.

Il Codice deontologico

L’articolo 24 per le cure palliative prescrive che “L’infermiere presta assistenza infermieristica fino al termine della vita della persona assistita. Riconosce l’importanza del gesto assistenziale, della pianificazione condivisa delle cure, della palliazione, del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale e spirituale. L’infermiere sostiene i familiari e le persone di riferimento della persona assistita nell’evoluzione finale della malattia, nel momento della perdita e nella fase di elaborazione del lutto”.

L’assistenza domiciliare oggi

Tutto questo è già evidente in ciò che avviene quotidianamente nell’assistenza. L’ultimo dato del ministero della Salute sull’assistenza domiciliare (ADI), fondamentale per i pazienti terminali, mostra che nel 2021 gli infermieri hanno erogato più del triplo di ore di assistenza e accessi per caso delle altre professioni sanitarie: oltre 100mila pazienti terminali assistiti, per il 70% dagli infermieri con oltre 1,6 milioni di ore di assistenza e quasi 2 milioni di accessi.

La carenza

Purtroppo, la carenza di infermieri – ne mancano almeno 65mila di cui oltre la metà per l’assistenza sul territorio –  ha pesato molto sull’assistenza e per un’ADI che si rispetti e raggiunga il 10% del servizio erogato dall’attuale 4-6%, come prescrive il decreto 77/2022 sul riordino dell’assistenza territoriale in applicazione del PNRR, dovrebbero essere dedicati migliaia di infermieri in più di quelli che attualmente possono svolgere il servizio (anche solo adempiere alla previsione dello standard di un infermiere di famiglia e comunità ogni 3mila abitanti si traduce in un fabbisogno di almeno 20mila professionisti): per colpa della carenza il tempo per ogni accesso domiciliare si è ridotto drasticamente in funzione dell’aumento degli accessi e per consentire ai porofessionisti di non lasciare solo nessuno.

Le proposte FNOPI

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, per attuare nella pratica una reale assistenza di qualità sia dal punto di vista clinico, che relazionale e dell’umanizzazione delle cure, propone di ampliare le esperienze di Hospice a gestione Infermieristica dimostratisi assolutamente efficaci per l’assistenza. Poi «è il momento di riconoscere le specializzazioni infermieristiche; in questo caso dare spazio alla professione infermieristica sulla gestione della terapia del dolore – aggiunge Zega .- . In questo modo – ha detto – quanto richiesto al comma 83 della legge di Bilancio 2023 cioè arrivare al 2028 con una copertura dell’assistenza del 90% della popolazione interessata diviene un risultato sfidante e non impossibile”.

Il tempo di relazione è tempo di cura

«Il valore della professione infermieristica – conclude Zega – non deriva semplicemente dall’insieme dei gesti tecnico/scientifici che gli infermieri attuano, ma dalla relazione che veicola ogni gesto di cura e dal senso che ne deriva e che per la loro qualità possono fare la differenza. Racchiudono un valore ancora più prezioso: diventano il mezzo attraverso cui è possibile contribuire a restituire o a far riscoprire il senso e il significato del tempo che rimane valorizzando ogni singolo momento che può continuare a riempirsi di vita. Per gli infermieri un’affermazione del loro Codice è prioritaria: il tempo di relazione è tempo di cura».

 

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