Professioni Sanitarie 30 Giugno 2020 10:28

Chinesiologi, Berloffa (UNC): «Inserire la nostra categoria tra le professioni socio-sanitarie»

Il presidente dell’Unione Nazionale Chinesiologi: «La prima richiesta è datata 11 novembre 2018. Negli anni ne sono seguite molte altre. Se entro settembre non otterremo una risposta procederemo per vie legali»

di Isabella Faggiano

«Il movimento umano è una delle maggiori fonti di benessere, capace di ridurre l’insorgenza di patologie fino al 30%». Lo dice Giorgio Berloffa, presidente dell’Unione Nazionale Chinesiologi, motivando la richiesta avanzata dalla categoria di essere inseriti nell’ambito delle professioni socio-sanitarie.

Una richiesta presentata per la prima volta nel 2018, anno in cui è stata approvata la legge che ha riformato il sistema ordinistico delle professioni sanitarie, la cosiddetta legge Lorenzin.

«L’11 novembre 2018 è la data riportata sul primo documento presentato alle Istituzioni – sottolinea Berloffa -. Da quel momento abbiamo redatto diverse istanze, senza ottenere mai una risposta. Se a settembre le nostre richieste formali continueranno a rimanere inascoltate saremo costretti a procedere per vie legali».

LEGGI ANCHE: AUTISTI SOCCORRITORI, ‘EROI’ DIMENTICATI DELL’EMERGENZA. MONTANARI (CO.E.S.): «FUORI DAI TAVOLI E DAL FONDO DI SOLIDARIETÀ, SOLO MATTARELLA SI È RICORDATO DI NOI»

Sono circa 120mila i professionisti in attesa di risposta. «Fanno parte della categoria sia i diplomati Isef (Istituto superiore di educazione fisica), che i laureati in scienze motorie. Il chinesiologo – continua il presidente dell’Unione Nazionale -, così come sancito dalla norma UNI, è uno studioso del movimento. Tra le sue competenze è l’AFA (l’attività fisica adattata) a rivestire il ruolo fondamentale ai fini dell’inserimento nell’ambito delle professioni socio-sanitarie».

La norma UNI definisce chinesiologo “il professionista che opera nel campo del movimento umano attivo (chinesiologia) con lo scopo di promuovere il benessere psicofisico della persona che sia essa normodotata o disabile”.

«Tra i professionisti di categoria – commenta Berloffa – circa il 30% lavora tra palestre e strutture dilettantistiche o si occupa della preparazione degli atleti. Tutti gli altri sono inseriti tra il personale docente». Ma anche nel campo della scuola i chinesiologi vorrebbero poter conquistare più terreno: «Gli studenti cominciano ad essere seguiti da un professionista del movimento soltanto alle medie, quando hanno già sviluppato la propria capacità motoria. La presenza di specialisti dovrebbe, invece, essere garantita fin dalla scuola dell’infanzia – dice il chinesiologo – periodo fondamentale per lo sviluppo dell’individuo».

E cosa cambierebbe, dunque, per i professionisti di categoria ottenendo l’inserimento nell’ambito socio-sanitario? «Poco o nulla dal punto di vista pratico, molto di più sotto il profilo formale – risponde il presidente Berloffa -. I professionisti, infatti, già operano nel pieno rispetto delle proprie mansioni, ribadite sia nel piano triennale della riabilitazione (2011-2014), che in un protocollo d’intesa firmato con il ministero della Salute, il Miur e l’associazione dei fisioterapisti. In quest’ultimo, in particolare, sono stati concordati i settori operativi di competenza del laureato in scienze motorie per il trattamento delle patologie croniche: se il paziente presenta una stabilizzazione della malattia, anche se momentanea, potrà essere assistito dal chinesiologo, se la patologia si aggrava la sua cura tornerà ad essere di competenza sanitaria».

«Da un punto di vista formale, invece, questo riconoscimento – dice Berloffa – significherebbe una presa di coscienza dell’importanza che il movimento umano ha per la salute del cittadino. Con la nostra richiesta intendiamo mutare la visione comune alla maggior parte delle persone: finora si è sempre pensato che il movimento umano faccia bene a prescindere da come e quando venga praticato. Ma non è così: il movimento fa bene se eseguito con accortezza, sotto la supervisione dei professionisti del settore che la norma UNI identifica nella figura del chinesiologo. Il movimento se praticato in modo scorretto – conclude il presidente dell’Unione Nazionale Chinesiologi – può creare danni permanenti e irreversibili».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
TNPEE. Bonifacio (CDAN): «Il 20% dei soggetti in età evolutiva ha bisogno di noi. Distribuzione più equa e capillare sul territorio nazionale»
Il presidente della Commissioni d’albo nazionale dei TNPEE: «La costituzione di un Ordine unico delle professioni sanitarie è un passo importante che permetterà di intensificare la lotta all’abusivismo professionale, offrendo al cittadino le coordinate per scegliere la cura più adeguata alla sue esigenze»
di Isabella Faggiano
Covid-19, Miraglia (ONB): «Ancora tanti biologi non vaccinati, eppure siamo in prima linea»
Il Vicepresidente dell’Ordine dei Biologi Pietro Miraglia denuncia: «C’è molta confusione perché quando hanno dato le linee guida sulla vaccinazione la parola ‘biologo’ non compariva». Poi conferma disponibilità per la campagna vaccinale ma spiega: «Serve una norma che ci consenta di inoculare i vaccini, ora possiamo fare solo prelievi»
Tecnici di neurofisiopatologia: «In prima linea per la valutazione dei sintomi neurologici da Covid e da lungo allettamento»
Insegnamenti e criticità della pandemia: «La medicina territoriale può fare la differenza nella gestione degli ammalati: siamo arrivati direttamente al letto dei pazienti Covid-free. Penalizzati gli studenti universitari che hanno dovuto rinunciare alla formazione sul campo»
di Isabella Faggiano
Professioni sanitarie, al via iter di ratifica della Costituzione Etica della FNO TSRM e PSTRP
«Dopo l'approvazione da parte della Commissione, in poco più di due mesi, a seguito dei vari passaggi formali, si giungerà alla sua adozione definitiva» ha sottolineato il Presidente Alessandro Beux
Gli Operatori socio-sanitari festeggiano il ventesimo compleanno
Il regalo più atteso, Minghetti (Migep): «Chiediamo il riconoscimento tra le professioni dell’area socio-sanitaria per regolamentare competenze, posizione economica e formazione e un registro regionale con iscrizione obbligatoria contro l’abusivismo»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

All’8 marzo, sono 116.859.911 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.593.931 i decessi. Ad oggi, oltre 300,10 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elabo...
Cause

Dermatologa condannata a pagare 90mila euro, l’assicurazione le nega la copertura: «Colleghi, attenzione alla clausola claims made»

In Italia succede che un medico possa pagare per anni un’assicurazione che poi, nel momento in cui riceve una richiesta risarcitoria, non vale più. Una stortura che potrebbe essere risolt...
Voci della Sanità

Covid-19, Comitato Cure Domiciliari vince ancora al Tar: «Medici devono poter prescrivere farmaci che ritengono opportuni»

Sconfessata la nota Aifa del 9 dicembre 2020 contente i “principi di gestione dei casi Covid-19 nel setting domiciliare”, che prevede nei primi giorni di malattia la sola “vigile att...