Professioni Sanitarie 17 Luglio 2020 15:26

Assistenti sanitari: «Siamo professionisti preparati ad agire nelle comunità scolastiche e infantili»

«Leggiamo con stupore – spiega l’Associazione Nazionale Assistenti Sanitari – della nuova proposta di implementare la figura dell’infermiere scolastico senza prevedere alcuna formazione specifica ulteriore rispetto alla laurea di primo livello»

«Mentre da più parti emergono critiche e richieste di chiarimenti su ruolo, formazione e inserimento dell’infermiere di famiglia e/o di comunità, in un contesto così complesso e articolato come quello delle cure primarie, domiciliari e territoriali, leggiamo con stupore della nuova proposta, da parte di più soggetti (De Palma – Nursing Up, De Caro – CNAI, Falli – OPI La Spezia 1, Falli – OPI La Spezia 2) che, accanto all’infermiere di famiglia, venga implementata e sostenuta quella dell’infermiere scolastico, addirittura già a partire dal prossimo settembre e senza prevedere alcuna formazione specifica ulteriore rispetto alla laurea di primo livello». Così l’Associazione Nazionale Assistenti Sanitari in una nota.

«Ciò che colpisce di questa proposta – spiegano  – è soprattutto l’approssimazione e l’autoreferenzialità che la connotano, in una materia pur così importante e delicata, che meriterebbe ben altro approccio. Come si può pensare di avanzare proposte credibili e congrue in tale campo, prescindendo da una, seppur essenziale, analisi storica e normativa dei servizi di medicina scolastica e degli attuali contesti organizzativi, ruoli e funzioni del medico specialista pediatra di libera scelta e dei servizi di pediatria di comunità e dell’organizzazione dipartimentale dell’area materno-infantile, nonché, nell’ambito dell’istituzione scolastica, del ruolo e funzioni del docente referente per l’educazione alla salute e delle modalità di programmazione e di elaborazione dei progetti di promozione ed educazione alla salute nelle scuole?».

«Come si può ritenere di proporre l’infermiere con laurea di primo livello nei ruoli per l’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado – chiedono – quando oggi solamente i laureati magistrali in Scienze infermieristiche ed ostetriche, in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie, Scienze delle professioni sanitarie tecniche diagnostiche e Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione, possono accedere esclusivamente ai concorsi per l’insegnamento nella Classe A-15 “Discipline sanitarie” e purché il piano di studi abbia compreso almeno 48 crediti nel settore scientifico disciplinare MED, di cui almeno 12 in MED/34, almeno 24 in MED/42, almeno 12 in MED/45?»

«Analoghe considerazioni – proseguono – si potrebbero sviluppare sulle proposte relative alle “norme basilari di pronto  soccorso, alla civica responsabilità sociale” e “ai bambini in difficoltà, ai portatori di handicap, agli studenti con patologie croniche”, sulle quali per il momento sorvoliamo per brevità. In Italia la situazione è molto chiara e non c’è bisogno di inventarsi nuove professioni o nuove specializzazioni perché la professione sanitaria della prevenzione dell’Assistente sanitario, nata nel 1919 – oltre 100 anni fa – come Assistente Sanitaria Visitatrice, ha sempre operato nell’assistenza scolastica, negli asili, nelle scuole, negli istituti, nelle colonie climatiche, nei consultori ed ha costruito e gestito per decenni in questo Paese, insieme ai Medici scolastici, i servizi di Medicina scolastica, come anche previsto dal proprio mansionario di cui al DPR 225/1974».

«Eppure, un poco di memoria storica alcuni (anche appartenenti alle stesse istituzioni che stanno promuovendo la figura dell’infermiere scolastico!) sembrano averla. È proprio la dott.ssa Cecilia Sironi (past president CNAI) ad aver affermato di recente: “Possibile che nessuno si ricordi – almeno fra chi è “stagionato come me” – del ruolo fondamentale nelle scuole (e non solo!) delle Assistenti sanitarie visitatrici degli anni dai Trenta agli anni Novanta del secolo scorso?”».

«Da allora, naturalmente, molte cose sono cambiate – precisano – nel sistema sanitario e scolastico italiano, ma non c’è dubbio alcuno che l’Assistente sanitario è confermato, dal D.M. n. 69 del 17 gennaio 1997, “Regolamento concernente l’individuazione della figura e relativo profilo professionale dell’assistente sanitario” e dalle Leggi nn. 42/1999, 251/2000, 43/2006 e 3/2018, nonché dagli ordinamenti didattici degli specifici corsi di laurea in Assistenza sanitaria L/SNT/4 della classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione (DM 19 febbraio 2009) e dallo specifico Codice deontologico, come la Professione sanitaria che per mandato istituzionale è specificamente addetta e preparata per operare (anche) nel mondo della scuola a tutti i livelli. Il nostro invito, quindi, è a preservare un rispetto reciproco, limitando i voli pindarici e collaborando nel condiviso intento di servire i Cittadini secondo i principi del saper essere e del saper fare» concludono.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Assistenti sanitari, AsNAS ricorda il valore della prevenzione e della promozione della salute per la comunità
A Cremona 140 Assistenti sanitari da tutta Italia riuniti per approfondire il percorso delle politiche di prevenzione e la condivisione di metodologie, pratiche e strumenti utili per continuare ad essere “costruttori di salute” all’interno delle comunità
Prevenzione, Cavallo (Assistenti Sanitari): «La lotta al tabagismo parta dalle scuole. Il target è arrivare al 5% di fumatori»
La presidente della commissione di Albo degli Assistenti Sanitari Maria Cavallo spiega il ruolo della professione nelle campagne di prevenzione. E ricorda: «Siamo stati i primi professionisti a contatto con la popolazione quando abbiamo distribuito il vaccino anti polio». Sui no vax: «Devono essere oggetto di confronti diversificati perché ogni tipologia di scetticismo necessita un approccio diverso»
Covid e scuole, il Report Gimbe: «Troppo rischioso abbandonare la mascherina»
La Fondazione pubblica un nuovo report con una sintesi delle evidenze scientifiche sull’efficacia degli interventi per migliorare la sicurezza Covid-19 nelle scuole. Le priorità: aumentare coperture vaccinali, non abbandonare la mascherina, potenziare screening e investire su aerazione e ventilazione
Salvare i nonni colpiti dall’Ictus si può con Fast Heroes
Al via nelle scuole primarie milanesi, in collaborazione con l’’associazione A.L.I.Ce, il progetto che insegna ai bambini delle scuole primarie a riconoscere i sintomi e ad attivare il numero di emergenza
di Federica Bosco
Covid, Gimbe: «Scendono ancora nuovi casi e ricoveri. Misure insufficienti nelle scuole»
Il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe conferma un ulteriore calo di tutte le curve, ad eccezione dei decessi che si confermano stabili. L’esitazione vaccinale persiste negli over 50 e frena la fascia 12-19: 1,5 milioni di ragazzi non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...
Advocacy e Associazioni

Malattia renale cronica, Vanacore (ANED): “La diagnosi precoce è un diritto: cambia la storia dei pazienti e il decorso della patologia”

Il Presidente dell’ANED: “Questa patologia, almeno agli esordi, non dà segni di sé, è subdola e silenziosa. I primi sintomi compaiono spesso quando la malattia renale ...