Politica 17 Novembre 2016 11:23

OPINIONE | Alessandro De Angelis (Huffington Post): «Sanità, le ragioni del mio No»

Il notista politico della testata on line: «Un pasticcio. La parola magica, per capire l’impatto della riforma su ambiti cruciali come sanità e tutela della salute è “ricentralizzazione”. Le Regioni restano dei grandi centri di spesa ma vengono svuotate di contenuti»

di Alessandro De Angelis

alessandro-de-angelisPer capire il “pasticcio”, ovvero l’impatto della riforma sulla Sanità, oggi in capo alle Regioni, occorre partire da Palazzo Madama. Perché il Senato, presentato nella riforma come il Senato delle autonomie, di potere sulle autonomie ne ha poco. Anche se sarà formato da consiglieri regionali e sindaci che, una volta varcata la soglia, beneficeranno dell’immunità parlamentare. Il che non è un dettaglio, considerato che le Regioni – principali “centri” di spesa pubblica – sono state in questi anni anche i principali “centri” di scandali e inchieste. Proprio l’attuale “carica dei 102” (tanti sono gli indagati nelle attuali Regioni) nominerà i nuovi senatori senza alcun criterio vincolante: le modalità di elezione dei nuovi Senatori saranno stabilite in un futuro incerto e affidate a leggi regionali. Tradotto: fino al 2023 ci saranno Senatori nominati dagli attuali consigli. I Senatori delle autonomie si occuperanno poco delle autonomie e del loro governo, nel senso di regole e potere sulla capacità di spesa. Ugo De Siervo, ex presidente della Corte Costituzionale, spiega: «Appare davvero strano che il nuovo Senato si debba occupare di politica comunitaria ma non di come si suddividono i poteri e i finanziamenti tra Stato e Regioni».

La parola magica, per capire l’impatto della riforma su ambiti cruciali come sanità e tutela della salute, è “ricentralizzazione” rispetto alla costituzione odierna. Oggi, lo Stato ha solo la competenza sulla “definizione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti sull’intero territorio nazionale” (2° comma, art. 117 Cost.), oltre alla fissazione dei principi fondamentali della materia sulla “tutela della salute” (3° comma, art. 117 Cost.), mentre tutto quanto attiene all’organizzazione sanitaria rientra nelle competenze regionali. La riforma cambia radicalmente questa impostazione. Elimina la competenza concorrente, ritenuta fonte di contenzioso tra Stato e Regioni, e centralizza in capo allo Stato tutte le materie di competenza concorrente, compresa la “tutela della salute”, settore nel quale il legislatore nazionale sarà sovrano. Un’impostazione frutto anche del mutato clima politico, passato in un decennio dalla moda federalista, ai tempi della Padania di Bossi, a quella centralista (anche Salvini ora tenta la via di una Lega nazionale).

Per parecchi costituzionalisti, questa centralizzazione avverrebbe in maniera eccessiva. Sostiene De Siervo: «Mentre finora le Regioni manterrebbero alcuni loro spazi legislativi ed organizzativi, ora le disposizioni generali e comuni potrebbero limitare pienamente i poteri delle regioni in materia e addirittura far rinascere una forte burocrazia statale. Poi, e qui siamo davvero al paradosso, questa ricentralizzazione non si applicherebbe alle regioni a Statuto speciale, che vengono spesso identificate come quelle più discutibili». Detta in modo grezzo, Emilia e Lombardia vengono trattate come grandi province e peggio che la Sicilia e la Sardegna, i cui sistemi sanitari sono notoriamente più carenti. Ricapitolando. I consiglieri regionali, elevati a rango di Senatori del Senato delle autonomie, non hanno poteri sulle autonomie. Al tempo stesso, queste restano dei grandi centri di spesa, con le loro burocrazie e i loro costosi contenitori, ma vengono svuotate di contenuti. Un po’ come le Province e un po’ come il Senato. Per togliere potere reale alle Regioni, l’alternativa sarebbe stata accorparle in macro-aree, ma presumibilmente il processo avrebbe alimentato resistenze dei ceti politici e dei loro apparati. Si è scelta un’altra via, che porta ad ingrossare il livello burocratico statale.

Questo intervento è tratto dalla testata Consulcesi News, n. 1, Anno 3° Ottobre 2016

 

Articoli correlati
Covid-19 e lockdown, l’avvocato: «Serve un bilanciamento tra diritto alla salute e altri diritti fondamentali»
Intervista all’avvocato Elena Dragagna, collaboratrice del blog “Pillole di Ottimismo” curato dal virologo Guido Silvestri: «La Corte Costituzionale ha sottolineato esplicitamente che ci vuole un bilanciamento dei vari diritti. E anche la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha sancito che la limitazione della libertà dev’essere l’extrema ratio»
Giovani medici in piazza con FNOMCeO. Cosa sta succedendo con i 13mila posti di Medicina e “l’imbuto formativo”
1500 posti in più e il rischio di allargare il bacino dei laureati precari. In piazza Giovani Medici con FNOMCeO e Anaao: «Chiediamo al Ministro contratti in rapporto 1:1 con le lauree, come in altri Paesi europei». Consulcesi: «Si tenga conto anche della meritocrazia. Ogni anno 18mila ricorsi per irregolarità ai test»
Celebrazione 60 anni Anaao Assomed, Troise: «Il futuro del sindacato è in mano ai giovani e alle donne»
«Una grande storia collegata all’Art. 32 della Costituzione. Rivendichiamo più occupazione e meno precarietà: la qualità delle cure dipende dal lavoro stabile e da investimenti in termini di crescita, sicurezza e formazione». Le parole del segretario Carlo Palermo ai festeggiamenti del 60° anniversario del sindacato
Sicurezza operatori sanitari, approvato in Senato il Ddl Anti-aggressioni
Dopo il primo via libera arrivato dalla Commissione Igiene e Sanità arrivato lo scorso 9 luglio, la crisi di governo aveva fatto temere un accantonamento del provvedimento tanto atteso dai professionisti della salute
Speranza riparte dalla Costituzione: «Superare l’attuale carenza di medici e infermieri»
Il neoministro alla Salute, Roberto Speranza in una lunga intervista al Corriere della Sera: «Garantire cure di qualità. Nei prossimi 5 anni ci sarà un picco dei pensionamenti che aggraverà il problema»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 18 ottobre, sono 241.152.349 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 4.906.104 i decessi. Ad oggi, oltre 6,65 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Ecm

Formazione ECM, Sileri: «Tre mesi per recuperare trienni passati, poi controlli e sanzioni a irregolari»

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ricorda la scadenza della proroga dei trienni formativi 2014-2016 e 2017-2019 prevista per il 31 dicembre 2021, e chiarisce: «Non ci saranno altre...
Lavoro

Esonero contributivo Enpam, c’è tempo fino al 31 ottobre. Come funziona

Chi può accedere all'esonero contributivo per gli iscritti Enpam che arriva fino a 3mila euro?