Politica 5 Novembre 2019

Manovra 2020, luci e ombre del testo: dai Lea al personale. Tutte le voci della sanità…

Intanto, dal testo su cui lavoreranno entrambi i rami del Parlamento emerge quello che, molto probabilmente, sarà l’indirizzo finale della Legge, soprattutto per quel che riguarda la sanità

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Entra nel vivo la discussione sul testo della Manovra appena approdata in Commissione Bilancio al Senato. Una maratona che inizia con qualche settimana di ritardo ma che dovrebbe portare all’approvazione del Disegno di Legge, con eventuali modifiche, entro il 31 dicembre 2019. Intanto, dal testo su cui lavoreranno entrambi i rami del Parlamento emerge quello che, molto probabilmente, sarà l’indirizzo finale della Legge, soprattutto per quel che riguarda la sanità. Con la coincidenza temporale del nuovo Patto della Salute che dovrà essere licenziato, anch’esso, entro fine anno.

Si parte dall’incremento del Fondo sanitario nazionale di 2 miliardi per il prossimo anno e l’aumento di 2 miliardi dei fondi per l’edilizia. Abolizione superticket e revisione dell’intera normativa sulle esenzioni, ma anche fondo per la disabilità, accise su tabacchi e bevande zuccherate. Fa discutere, invece, l’assenza di fondi specifici sui farmaci innovativi.

LEGGI: MANOVRA 2020 APPRODA IN AULA, CONFERMATI GLI STANZIAMENTI IN SANITÀ. DETRAZIONI ANCHE SE SI USANO I CONTANTI

Scelte che trovano le associazioni di categoria divise nel giudizio, tra chi si ritiene soddisfatto dell’aumento degli stanziamenti nel comparto e chi invece vede gli stessi come troppo esigui per le necessità del settore. «Lo sblocco dei nuovi Lea è fondamentale e il personale ovviamente bisogna riqualificarlo adeguatamente – spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE, in un botta e risposta con il Viceministro Sileri ai microfoni di Sanità Informazione – oltre che rimotivarlo perché i Lea non sono “auto-eroganti” e quindi ci vuole un’adeguata motivazione del personale sanitario altrimenti rischiamo che questi giovani che noi andremo a formare un domani andranno via dall’Italia, io credo che sia arrivato il momento veramente di rilanciare il Servizio sanitario nazionale e credo che questo Governo sia già partito bene e speriamo che possa durare nel tempo».

«Sicuramente quelle su Lea e personale sono delle giuste critiche – risponde il Viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri – che consentono di aggiustare il tiro. Anche se io credo che con questa manovra abbiamo già ottenuto moltissimo, vedi l’abolizione del superticket, quindi l’eliminazione di una disuguaglianza, sicuramente sul personale dovremo fare molto a partire dalle borse di specializzazione, per cui puntiamo a 2mila posti in più, per aumentare gli specialisti nei prossimi anni e non trovarci con una carenza».

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LE REAZIONE DEL MONDO MEDICO

FNOPO – Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica
«Vi è attesa, ma anche una buona dose di ottimismo per la prossima Manovra finanziaria nella quale, grazie all’impegno del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha sostenuto un maggior stanziamento di risorse, è prevista una maggiore attenzione per il comparto sanità rispetto al passato attraverso la previsione di un incremento di risorse» lo affermano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO).

«A tale ottimismo si accompagna anche l’auspicio che il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale veda protagoniste allo stesso modo e sullo stesso piano tutte le professioni sanitarie, senza che prevalga una, o più d’una, sulle altre. Solo attraverso la cooperazione di tutte le professioni, ciascuna con la propria specificità, sarà possibile offrire la migliore assistenza ai cittadini, con efficienza, sicurezza e qualità di intervento – spiegano le rappresentanti nazionali della Categoria ostetrica -. Rafforzare e migliorare la sostenibilità della sanità italiana significa, ad esempio, dare attuazione al protocollo d’intesa siglato tra FNOPO e Conferenza Stato Regioni attivando tavoli di confronto con gli Ordini provinciali e interprovinciali per lo sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali e competenze avanzate e specialistiche anche alla luce del nuovo CCNL del personale del comparto sanità e delle responsabilità definite dalla legge 24/2017; definire il fabbisogno formativo delle Ostetriche e gli standard del personale dipendente del SSR della professione ostetrica anche in considerazione della riduzione degli organici per il blocco del turn over; sviluppo professionale e di carriera, formazione ed aggiornamento del personale del SSR delle professioni sanitarie e formazione manageriale».

«Affrontare e rendere concrete le suddette tematiche è il viatico per una assistenza in grado di rispondere al meglio ai concreti bisogni dei cittadini e, nel caso specifico, delle donne avendo come obiettivo il miglioramento del loro stato di salute contrastando e riducendo fenomeni come la denatalità che rischia di diventare strutturale nel nostro Paese. È indispensabile – concludono i vertici FNOPO – operare in stretta collaborazione con le altre professioni socio sanitarie che afferiscono alla salute della donna e del nascituro, per promuovere la prevenzione, in particolare ribadendo l’importanza delle vaccinazioni, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse dell’allattamento e operando sinergicamente per campagne di informazione e di intervento contro le sostanze di abuso, come alcol e droga e, non meno importante, la ludopatia».

FIMMG – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale
«Quando la politica si configura come un momento di sintesi delle migliori istanze provenienti dal territorio si possono raggiungere risultati importanti. Beh, per l’intero Sistema Sanitario Nazionale quella di oggi può essere considerata una giornata importante, perché finalmente si apre la strada ad un cambiamento orientato ad un’assistenza di prossimità, snella e capace di farsi carico delle cronicità». Lo dice il Segretario Nazionale FIMMG Silvestro Scotti, commentando l’iniziativa del ministro della Salute Roberto Speranza di dotare i medici di medicina genarle di strumentazioni diagnostiche di primo livello, destinando a questo scopo una specifica voce di budget individuata in finanziaria.

«Una decisione – prosegue Scotti – che ci rende molto soddisfatti, visto che ricalca una strada che FIMMG ha tracciato già da tempo, ma che sino ad oggi non aveva trovato riscontro concreto nell’agenda istituzionale. Da tempo ci spendiamo affinché la Medicina di Famiglia possa essere dotata di una diagnostica “in-office”, il che significa portare negli studi della Medicina Generale un pacchetto modulabile di strumenti diagnostici di primo livello che possano integrare l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e la telemedicina, a seconda delle esigenze del singolo professionista e della forma associativa, secondo la logica del micro-team professionale. Ma non solo, in quanto parliamo di una diagnostica in “bag” ovvero disponibile nella borsa del medico di medicina generale come risposta al potenziamento della domiciliarità, vera sfida del medico di famiglia di oggi e di domani».

La soddisfazione espressa dal Segretario Scotti riguarda anche la condivisione della proposta del Ministro Speranza mostrata da tutto il Governo su questo tema, intesa che lascia trasparire la volontà netta, che siamo certi troverà altrettanta condivisione trasversale nella discussione parlamentare, di un cambio di passo anche sul tema della gestione delle cronicità. E oggi le cronicità rappresentano, e sempre più rappresenteranno, un tema centrale nel rispetto dell’Articolo 32 della Costituzione. Ad entrare a far parte della dotazione di studio dei medici di medicina generale, strumenti dal costo ridotto, circa 2.000 euro, capaci di generare un enorme vantaggio per l’intero sistema ed in primis per la salute dei pazienti. «All’ultimo congresso FIMMG – conclude Scotti – avevamo chiesto di darci un segnale, di farci vedere una luce e di avere fiducia: oggi abbiamo in più speranza».

COSMED – Confederazione sindacale della dirigenza del pubblico impiego
«Il Disegno di legge per il bilancio 2019, nonostante alcuni spunti interessanti, delude le aspettative blindando l’esistente, limitandosi a dichiarazioni di principio e differendo a un futuro incerto provvedimenti e finanziamenti innovativi. Il finanziamento del rinnovo contrattuale per il 2019-2021 del pubblico impiego viene implementato di 225 milioni per il 2020 e di 1,4 miliardi per il 2021. Tale incremento consentirebbe un aumento contrattuale pari al 1,30% per il 2019, al 1,92% per il 2020 e del 3,49% per il 2021. Si tratta dello stesso modesto incremento a regime dell’ultimo contratto 2016-19, ancora da erogare, e che non ha recuperato nemmeno l’inflazione reale di oltre 10 anni di blocco contrattuale». Così in un comunicato la Cosmed, la Confederazione sindacale della dirigenza del pubblico impiego.

«Al di là dell’esiguità delle risorse, non è prevista nessuna delle ipotesi formulate negli scorsi mesi, in particolare: la detassazione degli aumenti contrattuali, la detassazione del salario accessorio legato all’incremento della produttività, l’abolizione del meccanismo di riduzione automatica delle retribuzioni (scala ignobile) dei dipendenti pubblici con sottrazione della retribuzione legata all’anzianità dei cessati, il superamento dell’art. 23 della legge di riforma della P.A».

«Un contratto scaduto il 31.12.2018 vede il finanziamento diluito e differito, continuando una politica disincentivante e punitiva per il settore pubblico senza alcuna iniziativa o innovazione della struttura contrattuale. Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale viene sostanzialmente confermato nella misura prevista dalla precedente legge di bilancio. Sulla sanità poche novità in due striminziti articoli: abolizione dal 1 settembre del cosiddetto superticket con rifinanziamento delle Regioni e un finanziamento di circa 250 milioni per fornire apparecchiature sanitarie in uso ai medici di medicina generale, unico provvedimento, per abbattere le liste d’attesa».

«Nessun investimento o incentivo sulle risorse umane ospedaliere indispensabili per contenere le liste d’attesa, dimenticata la carenza di medici e sanitari specialisti cruciale per la sopravvivenza e la credibilità del Ssn. Eppure questa legge di bilancio aveva acceso il faro sulla lotta all’evasione fiscale che genera deficit, distrugge lo stato sociale e crea diseguaglianze inaccettabili. Ridimensionato il recupero fiscale, differiti al 2021 gli incentivi all’uso dei pagamenti tracciabili, mantenuti i privilegi della flat tax per il lavoro autonomo, resta il conforto per l’assenza di ulteriori condoni».

«Viene affrontato il tema della riduzione del carico fiscale dei lavoratori dipendenti, che da anni mantengono in piedi lo stato sociale pagando per tutti. Tuttavia le risorse stanziate pari a 3 miliardi per il 2020 e 5 miliardi per il 2021 consentirebbero ai 18 milioni di lavoratori dipendenti un recupero pro capite rispettivamente di 167 e 277 euro annui (pari a 13 e 21 euro mensili). Una buona agenda con effetti talmente inadeguati da rendere il messaggio, pur condivisibile, debolissimo. Sulla previdenza proroga dell’opzione donna ma solo per un anno, ripristinato il recupero dell’inflazione sulle pensioni ma solo dal 2022, nel frattempo parziale recupero di 3 euro al mese. Ignorate le raccomandazioni della Corte costituzionale sul sequestro delle liquidazioni dei dipendenti pubblici per lo meno nei confronti degli ultra-sessantasettenni con pensioni di vecchiaia».

«Affrontato il tema dello scorrimento delle graduatorie, ma limitato al 30% dei posti a concorso, un provvedimento inefficace specialmente nel Ssn, anche se l’istituzione di un portale centralizzato è una buona idea per limitare gli sprechi per le procedure concorsuali e i ritardi nelle assunzioni. Tuttavia mancano norme cogenti per le assunzioni e il corretto turnover nei servizi pubblici ormai al collasso. Ecco perché è urgente e indispensabile modificare la legge di bilancio 2020 inserendo tutti i correttivi necessari per dar soluzione ai problemi elencati, e cioè incrementando il finanziamento delle risorse per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego, ed inserendovi, se non vi è più il tempo di provvedere direttamente, il rinvio cogente a provvedimenti normativi urgenti in tema di detassazione, assunzione di personale ospedaliero, eliminazione del sequestro delle liquidazioni per quiescenza», conclude la Cosmed.

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