Politica 16 Maggio 2019 10:33

Lombardia, sospeso lo stato di agitazione dei sindacati medici. Incontro in Regione fissato per il 24 maggio

«È dal mese di marzo che attendiamo una risposta da Fontana e Gallera, – spiega Danilo Mazzacane CISL Medici – fino ad allora non parteciperemo ad altri incontri. Abbiamo l’esigenza di capire l’indirizzo di Regione Lombardia e far passare ai medici il messaggio su quanto contano per le Istituzioni»

di Federica Bosco
Lombardia, sospeso lo stato di agitazione dei sindacati medici. Incontro in Regione fissato per il 24 maggio

Sospeso lo stato di agitazione indetto nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali della Dirigenza Medica, Veterinaria, Sanitaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa del servizio Sanitario Regionale Lombardo. Al termine dell’incontro tenutosi due giorni fa in Prefettura dinnanzi al Viceprefetto Giuseppa Massa, nel tentativo di conciliazione delle parti, i sindacati hanno deciso di fare un passo indietro in attesa dell’incontro politico con il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera, che si svolgerà il 24 maggio in regione Lombardia. 

«Abbiamo deciso di sospendere lo stato di agitazione – spiega Danilo Mazzacane CISL Medici al termine di un lungo dibattito conclusosi nella serata di martedì – in attesa di una convocazione formale. Per questo non abbiamo partecipato all’incontro di ieri pomeriggio in Regione Lombardia. È dal mese di marzo che attendiamo una risposta da Fontana e Gallera, fino ad allora non parteciperemo ad altri incontri. Abbiamo l’esigenza di capire l’indirizzo di Regione Lombardia e far passare ai medici il messaggio su quanto contano per le Istituzioni».

Una presa di posizione, smorzata nei toni dal rappresentante sindacale, che l’assessore di Regione Lombardia al Welfare, Giulio Gallera spiega con sorpresa. «Comprendo le difficoltà che i medici stanno affrontando – dichiara – ma la Regione ha sempre agito a tutela e sostegno del buon funzionamento del sistema di welfare nel suo complesso. Le motivazioni di alcune scelte sono dettate da norme nazionali che limitano la capacità di incremento del fondo per il personale sanitario e che hanno di conseguenza ridotto il numero di borse di studio per gli specializzandi. Norme contro le quali ci siamo battuti – aggiunge Gallera – fino ad avviare un percorso per il riconoscimento di una maggiore autonomia in materia sociosanitaria. Non solo – prosegue – Regione Lombardia ha intrapreso una serie di provvedimenti forti e coraggiosi per migliorare le condizioni lavorative negli ospedali e per valorizzare la professionalità dei medici. Il riferimento è l’ampliamento dell’Istituto della cosiddetta Intramoenia allargata. Abbiamo altresì condotto una battaglia epocale– ricorda Gallera – vincendola, per l’impiego autonomo degli specializzandi negli ospedali. Senza dimenticare le borse di studio finanziate direttamente da Regione Lombardia che sono quasi raddoppiate passando tra 30 a 55 e nel 2019 se ne aggiungeranno altre 20». Tutte iniziative che non sono sufficienti, secondo quando sostenuto dalle sigle sindacali dinnanzi al Prefetto.  «Certo – prosegue l’assessore al Welfare – lo scorso anno abbiamo chiesto un piccolo sacrificio a medici ed infermieri sulle risorse integrative regionali (R.A.R integrativa presente in pochissime regioni) al fine di recuperare risorse da destinare a nuove assunzioni. Quest’anno stiamo valutando di fare lo stesso con dirigenti medici a fronte di un interesse di sistema più elevato che consentirebbe di ripopolare corsie e reparti negli ospedali. Alla luce di tutte queste iniziative – conclude Gallera – la contrapposizione nei nostri confronti risulta essere ancora più incomprensibile».

Diversa la lettura del tema fatta dalle sigle sindacali che hanno preso parte all’incontro in Prefettura. Secondo ANAAO- ASSOMED, CIMO, AAROI, CGIL MEDICI, FVM, FASSID, CISL MEDICI, UIL MEDICI E FEDIRETS, infatti alla base dello stato di agitazione, per il momento rientrato, ci sarebbe:

  • una situazione compromissoria in cui versa il sistema sanitario regionale per la carenza di medici specialisti nel settore pubblico
  • ritmi di lavoro sempre più stressanti e irrispettosi delle norme sull’orario di lavoro
  • le criticità commesse da Regione nell’attuare la riforma che non ha favorito l’integrazione, ma ha peggiorato lo stato precedente
  • gli esisti negativi degli incontri tenutisi nei mesi scorsi per la definizione dei fabbisogni del personale, agli indirizzi sull’attività libero professionale e all’erogazione delle risorse aggiuntive regionali per l’anno 2019
  • la perdurante incertezza delle relazioni sindacali caratterizzata da informazioni assenti e lacunose
  • la mancata risposta alla richiesta di incontro inviata in data 25 marzo e indirizzata al Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Giulio Gallera.

«Il settore pubblico – rimarca Danilo Mazzacane nel motivare la scelta di non partecipare all’incontro odierno in Regione – ha perso appetibilità per i giovani non solo per una questione economica, ma anche di qualità del lavoro. Non bisogna dimenticare, ad esempio, gli spiacevoli fenomeni di aggressione che coinvolgono i medici e che sono sintomatici di un problema di fondo che evidenzia la necessità di riqualificare la figura professionale del medico».

 

Articoli correlati
Task shifting da medici a personale sanitario? I sindacati: «Rischio contenziosi»
ANAAO-ASSOMED e CIMO-FESMED scrivono alla Corte dei Conti. I due sindacati della dirigenza medica intendono chiedere un interpello all’ARAN
Ospedalità privata, l’appello dei medici al prossimo Governo: «Non dimenticatevi di noi»
Quici (CIMO-FESMED): «Intollerabili le discriminazioni tra medici del pubblico e medici del privato convenzionato». De Rango (CIMOP): «Introdurre contratto quadro per sanare ingiustizia»
In Veneto 100 euro l’ora per gli straordinari in Pronto soccorso. CIMO-FESMED: «Estendere accordo in tutta Italia»
Un accordo, quello raggiunto tra la Regione e le organizzazioni sindacali, che prova a rendere nuovamente attrattiva l’area di Emergenza-Urgenza
Senato, la sanità perde la sua Commissione ad hoc. La protesta di CIMO-FESMED
A partire dalla prossima legislatura le competenze dell'attuale dodicesima Commissione Igiene e Sanità del Senato confluiranno nella nuova decima Commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale”. Una scelta che non convince la Federazione CIMO-FESMED
Pierino Di Silverio, ritratto e obbiettivi del nuovo segretario Anaao-Assomed
Ora alla guida del sindacato Anaao, Pierino Di Silverio delinea la situazione del SSN e i prossimi punti per riportare i professionisti ad amare il proprio lavoro. Una categoria speciale, la defiscalizzazione, nuovi orari di lavoro, riorganizzazione del sistema emergenziale e un sistema di cause sempre più verso il no fault. Poi si rivolge alla politica: «Scenderemo in piazza!»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...
Advocacy e Associazioni

Malattia renale cronica, Vanacore (ANED): “La diagnosi precoce è un diritto: cambia la storia dei pazienti e il decorso della patologia”

Il Presidente dell’ANED: “Questa patologia, almeno agli esordi, non dà segni di sé, è subdola e silenziosa. I primi sintomi compaiono spesso quando la malattia renale ...