Politica 14 Dicembre 2019

Il premier Conte lancia la sfida: «10 miliardi per la sanità entro fine legislatura»

L’annuncio durante la conferenza stampa di presentazione dei primi 100 giorni del Ministero della Salute a guida Roberto Speranza. Soddisfatto il presidente FNOMCeO presente all’iniziativa. Affidate le deleghe a Sileri e Zampa

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«Non era mai successo che un presidente del Consiglio venisse al Ministero della Salute e credo sia il segnale di un investimento importante che tutto il Governo vuole fare sulle materie della salute». Lo sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza in apertura della conferenza stampa di presentazione dei primi 100 giorni alla guida della sanità pubblica, alla presenza del premier Giuseppe Conte, del Viceministro Pierpaolo Sileri e della sottosegretaria Sandra Zampa.

Dagli investimenti sul Fondo sanitario nazionale, a quelli per l’edilizia, passando dall’abolizione del superticket ai provvedimenti che riguardano incremento e stabilizzazione del personale sanitario. Il ministro Speranza ha passato in rassegna i risultati ottenuti in questi primi mesi e tiene a precisare come «i provvedimenti sono già stati tradotti in emendamenti e quindi con l’approvazione della Legge di Bilancio e con l’approvazione del decreto Fiscale diventeranno legge dello Stato». In particolare, il Governo punta ad «un investimento di 10 miliardi per la sanità da qui alla fine della legislatura» come tiene ad annunciare lo stesso Conte che aggiunge si tratta di «un impegno storico».

«Abbiamo bisogno di mettere più medici e personale nei nostri presidi. Nel 2020 abbiamo aumentato i fondi per assumere ma serve una riforma perché i tetti e i silos alla spesa in sanità non servono più. Inoltre – ha proseguito il ministro – il 19 dicembre verrà finalmente sottoscritto il contratto dei medici per il Ssn: 130mila persone che non avevano il contratto rinnovato da ben 10 anni. Una svolta importante, il segnale di uno Stato che investe sulle risorse umane».

«La stessa operazione la stiamo facendo per la sanità privata, il cui contratto – prosegue il Ministro – non è rinnovato da 12 anni. Abbiamo chiamato al tavolo sindacati e operatori privati, si è sbloccata la trattativa e ci sono tutte le condizioni nelle prime settimane dell’anno per firmare e rinnovare anche questo nuovo contratto che riguarda ben 100mila persone».

Più soldi e nuove regole sui tetti, ha detto Speranza, ma «c’è l’emergenza di immettere personale nel più breve tempo possibile. Faremo dei concorsi – ha annunciato – ma nel frattempo abbiamo deliberato in legge di bilancio la possibilità di poter scorrere le graduatorie ed assumere gli idonei».

Nuove risorse sono state investite anche per affrontare il problema delle cronicità. Secondo il ministro Speranza serve «rafforzare il territorio» attraverso il sostegno della medicina generale e delle farmacie. «Stanziamo 235 milioni perché ciascuno degli oltre 50mila studi dei medici e pediatri di famiglia si dotino di una strumentazione utile per la diagnostica di primo livello. Elettrocardiogramma, spirografia: l’idea di fondo è di sfruttare questa potenzialità straordinaria di capillarità. Anche nei centri più piccoli c’è una farmacia, sono 19mila, e uno studio medico. Una scelta che avrà anche la conseguenza non secondaria di ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e le visite specialistiche. E con altri 50,6 mln di euro in due anni finanzieremo le farmacie dei servizi consentendo loro di svolgere alcune funzioni, come i test di glicemia o di gravidanza o per il colesterolo».

La conferenza stampa è stata l’occasione anche per annunciare le nuove deleghe conferite al Viceministro Pierpaolo Sileri e il sottosegretario Sandra Zampa. Il primo si occuperà di ricerca, università, dispositivi medici e sanità-ambiente. Per il sottosegretario Sandra Zampa, invece le materie riguardanti minori, salute mentale, immigrazione, medicina di genere e intelligenza artificiale.

«Giudizio assolutamente positivo» è stato espresso dal presidente FNOMCeO, Filippo Anelli presente alla conferenza stampa. «L’annuncio della fine della stagione dei tagli – continua – rappresenta per noi un momento di svolta importante». Per il futuro? «Ci aspettiamo una riforma. Credo che ci siano i presupposti per riformare il Sistema sanitario nazionale. Oggi dopo queste prime misure è possibile avviare un ragionamento per una rimodulazione dei modelli organizzativi, perché l’altra vera sfida è colmare le diseguaglianze».

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