Politica 2 Marzo 2020 07:00

Coronavirus, ecco cosa prevede il decreto del presidente del Consiglio

In Emilia Romagna, Lombardia e Veneto riprendono i concorsi in sanità, compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo. Sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e limitato l’accesso dei visitatori alle aree di degenza negli ospedali e nelle RSA. Inoltre, in tutta Italia e fino al 15 marzo, riammissione a scuola dopo assenze dovute a malattia infettiva solo con certificato medico

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha adottato un decreto che recepisce e proroga alcune delle misure già adottate per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e ne introduce ulteriori, volte a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale all’attuazione dei programmi di profilassi.

IL TESTO DEL DECRETO

In Emilia Romagna, Lombardia e Veneto riprendono i concorsi in sanità, compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo. Nelle tre regioni, le più colpite dall’epidemia, sono poi sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico ed è prevista la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza negli ospedali e nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti. Inoltre, in tutta Italia, vige fino al 15 marzo, l’obbligo della presentazione del certificato medico per la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia infettiva.

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Tra le altre misure previste:

Nei comuni della zona rossa (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D’Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo’), sono confermati il divieto di accesso e di allontanamento e la sospensione di eventi, attività didattiche, commerciali e degli uffici pubblici (fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità, quali quelli sanitari) e vige l’obbligo di accedere ai servizi pubblici essenziali (quali gli ospedali) indossando dispositivi di protezione individuale o adottando particolari misure di cautela individuate dall’azienda sanitaria competente.

Nelle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona sono sospesi, fino all’8 marzo, gli eventi sportivi (a meno che non si svolgano a porte chiuse), le attività didattiche (ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e per i tirocinanti delle professioni sanitarie), gli eventi in luogo pubblico e privato, le procedure concorsuali (ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo). Ristoranti, bar, pub e negozi rimangono aperti ma devono adottare misure volte ad evitare assembramenti e garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro. In Lombardia e nella provincia di Piacenza sospese anche le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere e centri termali.

Per le province di Bergamo, Lodi, Piacenza e Cremona si stabilisce la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari.

Infine, rimane l’obbligo, per chiunque abbia fatto ingresso in Italia, a partire dal 15 febbraio, dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, o sia transitato o abbia sostato nei comuni della “zona rossa”, di comunicare tale circostanza al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta o ai servizi di sanità pubblica competenti.

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