Politica 11 Ottobre 2019

Aggressioni, Speranza incontra Anelli (FNOMCeO) e il generale Lusi. Il Ministro: «Al più presto la legge»

Il Ministro della Salute ha partecipato alla prima riunione del ‘Tavolo permanente di lavoro sulla sicurezza degli operatori sanitari’. «Il tavolo permanente – fa sapere Speranza- continuerà a lavorare»

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«Siamo impegnati in questo e approveremo nel più breve tempo possibile un testo di legge che farà fare un passo in avanti a questo obiettivo». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della prima riunione del ‘Tavolo permanente di lavoro sulla sicurezza degli operatori sanitari e per la prevenzione degli episodi di violenza ai danni di tali operatori‘, che si è svolta oggi nella sede del dicastero in viale Trastevere. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, anche il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, e il generale Adelmo Lusi, comandante dei Carabinieri del Nas.

«Lo Stato deve prendersi cura di chi si prende cura di noi – ha proseguito Speranza- Le aggressioni, le violenze avvenute nei luoghi della salute, soprattutto a danno di chi ogni giorno si prende cura dei nostri cittadini, sono inaccettabili. Quindi c’è un impegno molto forte del ministero in questa direzione, in piena sintonia con chi rappresenta le persone che ogni giorno vivono all’interno delle strutture sanitarie del nostro territorio».

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«Il tavolo permanente – fa sapere Speranza- continuerà a lavorare in questo settore particolarmente importante. E si è riunito proprio oggi perché c’è in corso un iter di natura parlamentare. Abbiamo già approvato all’unanimità al Senato il testo e vogliamo migliorarlo nel passaggio alla Camera, approvando al più presto una legge che sia utile al nostro Paese».

Una legge, secondo il ministro della Salute, a difesa «di chi ogni giorno si prende cura dei nostri cittadini negli ospedali, nelle strutture sanitarie, negli studi medici. Abbiamo bisogno di dare un segnale molto forte – ha concluso Speranza- che lo Stato si prende cura di chi si prende cura di noi».

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