One Health 1 Settembre 2026 16:51

Più alberi intorno a casa e scuola, voti migliori per gli adolescenti

Una ricerca su oltre 5mila adolescenti londinesi collega una maggiore esposizione agli spazi verdi, soprattutto ai boschi, a migliori risultati scolastici e capacità cognitive

di Viviana Franzellitti
Più alberi intorno a casa e scuola, voti migliori per gli adolescenti

Crescere in un ambiente ricco di verde potrebbe avere effetti che vanno oltre il benessere e la possibilità di trascorrere più tempo all’aperto. Lo suggerisce uno studio condotto su 5.323 adolescenti dell’area di Londra, seguiti tra gli 11-12 e i 16 anni per valutare il rapporto tra esposizione agli ambienti naturali e rendimento scolastico. I ricercatori hanno confrontato la presenza di spazi verdi, aree boschive e altri ambienti naturali vicino ai luoghi frequentati dai ragazzi con i risultati ottenuti successivamente a scuola. L’analisi, pubblicata di recente sulla rivista Environment International, ha rilevato un’associazione tra una maggiore esposizione al verde e migliori risultati soprattutto in matematica. Per le aree boschive il rapporto è emerso anche per scienze e inglese, con un possibile ruolo delle capacità cognitive e delle funzioni esecutive.

Oltre 5mila adolescenti seguiti nel tempo

La ricerca ha utilizzato i dati dello SCAMP (Study of Cognition, Adolescents and Mobile Phones), una grande coorte britannica che segue lo sviluppo di migliaia di adolescenti nell’area londinese. Per questa analisi sono stati considerati 5.323 ragazzi, dei quali sono state valutate l’esposizione agli ambienti naturali durante la prima adolescenza e le successive performance scolastiche. Il disegno longitudinale ha permesso ai ricercatori di mettere in relazione le caratteristiche dell’ambiente in cui i partecipanti vivevano e trascorrevano il loro tempo a 11-12 anni con i risultati scolastici rilevati intorno ai 16 anni. Sono stati presi in considerazione diversi tipi di ambiente naturale, distinguendo in particolare spazi verdi, boschi e prati, oltre agli spazi caratterizzati dalla presenza di acqua.

Il verde è associato a risultati scolastici migliori

Il risultato più evidente riguarda la matematica: gli adolescenti maggiormente esposti agli spazi verdi hanno mostrato risultati scolastici migliori. L’associazione è risultata ancora più interessante quando i ricercatori hanno distinto i diversi tipi di ambiente naturale. Una maggiore esposizione alle aree boschive è stata infatti collegata a risultati migliori non soltanto in matematica, ma anche in scienze e inglese. Non è invece corretto interpretare il dato come una prova del fatto che vivere vicino agli alberi faccia automaticamente aumentare i voti: si tratta di una ricerca osservazionale e quindi non dimostra un rapporto di causa-effetto. Il risultato indica però una relazione statisticamente rilevante che merita di essere approfondita.

Perché proprio i boschi? Il possibile ruolo delle capacità cognitive

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda il tentativo di comprendere che cosa possa spiegare questa associazione. I ricercatori hanno analizzato diversi possibili meccanismi e hanno osservato un ruolo delle funzioni esecutive e dell’intelligenza fluida, cioè di alcune capacità che aiutano a mantenere l’attenzione, gestire le informazioni, pianificare e affrontare problemi nuovi. Queste capacità sembrano spiegare una parte del rapporto osservato tra esposizione alle aree boschive e risultati scolastici. In particolare, i modelli utilizzati nello studio hanno stimato che le funzioni cognitive considerate potessero spiegare una quota compresa tra il 12,5% e il 25,1% dell’associazione con i risultati scolastici. Il dato non significa che gli alberi migliorino direttamente le capacità cognitive, ma suggerisce che lo sviluppo cognitivo potrebbe essere uno dei percorsi attraverso cui l’ambiente naturale si collega all’apprendimento.

Non tutti gli ambienti naturali sembrano avere lo stesso effetto

La ricerca introduce anche una distinzione importante: parlare genericamente di “verde” potrebbe essere riduttivo. Gli effetti osservati sono infatti cambiati a seconda del tipo di ambiente naturale considerato. Le aree boschive hanno mostrato le associazioni più ampie con il rendimento scolastico, mentre i risultati relativi ai prati sono stati meno marcati. Questo potrebbe indicare che non conta soltanto la quantità complessiva di verde disponibile, ma anche come è strutturato e quali possibilità offre ai ragazzi. Un bosco, per esempio, può offrire un ambiente più ricco e diversificato rispetto a una semplice area erbosa, ma lo studio non permette di stabilire quali caratteristiche siano responsabili delle differenze osservate.

Il beneficio non sembra spiegarsi soltanto con meno inquinamento

Un’altra domanda affrontata dai ricercatori riguarda l’inquinamento atmosferico. È noto che l’esposizione a diversi inquinanti può avere conseguenze sulla salute e sullo sviluppo, e le aree verdi possono anche modificare le caratteristiche ambientali di un quartiere. Tuttavia, nell’analisi condotta sui ragazzi dello studio, l’inquinamento atmosferico non ha spiegato in modo significativo l’associazione osservata tra esposizione alle aree boschive e risultati scolastici. Anche le difficoltà comportamentali non sembrano rappresentare il principale meccanismo alla base del risultato. Questo rafforza l’interesse verso altre possibili spiegazioni, comprese quelle legate alle funzioni cognitive e all’esperienza diretta degli ambienti naturali.

Verde urbano e salute: una questione anche di prevenzione

Il risultato porta il tema oltre la scuola. Se l’ambiente in cui bambini e adolescenti crescono è associato allo sviluppo cognitivo e al rendimento scolastico, la disponibilità di spazi naturali può diventare anche una questione di salute pubblica e prevenzione. Parchi, alberi e aree verdi non sono infatti distribuiti allo stesso modo nelle città e l’accesso alla natura può dipendere dal quartiere in cui una famiglia vive. Intervenire sulla qualità degli spazi urbani significa quindi ragionare non soltanto di estetica o vivibilità, ma anche di opportunità di salute e di equità. Per le amministrazioni, questo tipo di evidenza può contribuire alla riflessione su come progettare quartieri e aree scolastiche più favorevoli al benessere e allo sviluppo dei più giovani.

Cosa cambia concretamente per famiglie e scuole

Lo studio non suggerisce che per migliorare i risultati scolastici sia sufficiente portare gli studenti in un bosco o aumentare gli alberi nel cortile della scuola. Il dato più importante è un altro: l’ambiente quotidiano può essere uno dei fattori che contribuiscono al benessere e allo sviluppo degli adolescenti. Per famiglie e scuole questo può tradursi nell’importanza di favorire, quando possibile, occasioni di contatto con la natura, attività all’aperto e utilizzo degli spazi verdi. Sul piano delle politiche pubbliche, invece, la questione riguarda soprattutto la possibilità di garantire un accesso equo ad ambienti naturali di qualità, evitando che la disponibilità di verde diventi un privilegio legato al quartiere o alle condizioni economiche della famiglia.

Il verde è collegato ai risultati scolastici, ma non è ancora provato il nesso

Il risultato va comunque interpretato con prudenza. La ricerca ha osservato una associazione tra esposizione agli ambienti naturali e rendimento scolastico, ma non ha assegnato casualmente gli adolescenti a quartieri più o meno verdi. È quindi possibile che entrino in gioco altri fattori non completamente misurati, legati alle caratteristiche delle famiglie, dei quartieri o alle opportunità educative. Serviranno ulteriori ricerche, possibilmente sperimentali o basate su interventi urbani concreti, per capire se e quanto aumentare il verde intorno alle scuole e alle abitazioni possa produrre effetti misurabili sullo sviluppo cognitivo e sull’apprendimento. Il messaggio, però, è già rilevante per la sanità pubblica: progettare città più verdi potrebbe significare investire non soltanto nella qualità dell’ambiente, ma anche nelle condizioni che favoriscono la crescita e il benessere delle nuove generazioni.


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