Pazienti 28 novembre 2017

L’anemia dà diritto all’invalidità?

Stanchezza, irritabilità, mal di testa, svenimenti: questi sono solo alcuni dei sintomi legati all’anemia. Spesso, chi ne soffre la confonde con un malessere generale passeggero, ma, se non curata o diagnosticata tempestivamente, l’anemia può causare dei problemi molto gravi. Negli stadi più avanzati, infatti, l’anemia può essere invalidante. A questo punto, è lecito chiedersi se […]

di pazienti.it

Stanchezza, irritabilità, mal di testa, svenimenti: questi sono solo alcuni dei sintomi legati all’anemia. Spesso, chi ne soffre la confonde con un malessere generale passeggero, ma, se non curata o diagnosticata tempestivamente, l’anemia può causare dei problemi molto gravi.

Negli stadi più avanzati, infatti, l’anemia può essere invalidante. A questo punto, è lecito chiedersi se l’anemia dà diritto all’invalidità o se si può chiedere il congedo temporaneo per malattia, proprio a causa di questo disturbo.

Vediamo quali sono i diritti del lavoratori colpiti da anemia.

Cos’è l’anemia?

L’anemia è una condizione medica caratterizzata da livelli troppo bassi di globuli rossi o di emoglobina. Generalmente, i normali livelli di emoglobina differiscono in base al sesso. Per gli uomini, i valori nella norma corrispondono a più di 13,5 g/dl, mentre nelle donne devono essere superiori a 12.

Quali sono i sintomi dell’anemia?

Alcuni individui che soffrono di anemia lieve non presentano sintomi. Altri possono avvertire:

  • astenia
  • colore pallido
  • palpitazioni
  • fiato corto
  • perdita dei capelli
  • sindrome da malassorbimento intestinale
  • problemi cardiovascolari

Tra le complicanze più gravi dell’anemia si ricordano:

  • cefalea e vertigini
  • svenimenti
  • insonnia
  • bruciore alla lingua a causa delle mucose irritate
  • dolore al petto
  • arti estremi freddi
  • formicolio

Cos’è l’anemia sideropenica?

L’anemia sideropenica è caratterizzata da mancanza di ferro, il principale componente dell’emoglobina. Le perdite ematiche croniche, di qualunque natura, sono la causa principale dei bassi livelli di ferro nell’organismo e ne esauriscono le scorte nel corpo per compensare la perdita continua di sangue.

Le donne più giovani sono più inclini a soffrire di anemia sideropenica, a causa delle perdite ematiche regolari dovute al ciclo mestruale.

Anemia e disabilità

Handicap”, cioè una condizione di svantaggio dell’individuo, e invalidità, ossia una riduzione delle capacità, sono regolati dalla Legge 104, che tuttavia non fa riferimento in modo automatico a condizioni patologiche ben definite, come ad esempio l’anemia.

Affinché sia riconosciuta una delle due condizioni dalla Asl, è necessario che la commissione faccia degli accertamenti per determinare l’entità sia della disabilità che dell’invalidità.

Per poter eseguire tali accertamenti, il personale Asl fa riferimento ad alcune tabelle che mettono in relazione la patologia alla percentuale di invalidità.

Infatti, l’infermità che influisce sulla capacità lavorativa viene determinata in base a una percentuale, fissa o variabile, per ogni problema fisico, sia di natura anatomico, come la mancanza di un arto, che funzionale.

Ma cosa avviene quando la patologia non è inserita nelle tabelle ministeriali?

La commissione deve valutare l’entità dei danni in base alle infermità simili incluse nelle tabelle, con lo stesso grado di gravità. Per quanto riguarda il caso specifico dell’anemia:

  • invalidità riconosciuta tra 61-80%, se l’anemia è causata da sindrome di malassorbimento enterogeno, con altre patologie scatenanti;
  • invalidità riconosciuta tra 61-100%, se l’anemia è provocata da patologie infiammatorie croniche intestinali;
  • 100% di invalidità, se l’anemia grave ha provocato un’insufficienza renale terminale, a seguito di un trattamento di emodialisi di tre settimane.

“Giorni di malattia” e anemia

È possibile chiedere dei giorni di riposo in più, oltre a quelli consentiti, o alcuni giorni di malattia per anemia, solo dopo che il medico curante avrà evidenziato i sintomi di grave entità che rendono il normale svolgimento lavorativo incompatibile con lo stato di salute, e avrà rilasciato un certificato medico di malattia, da inviare all’Inps con relativo numero di protocollo del lavoratore, da trasmettere in seguito al datore di lavoro.

L’anemia e le assenze lavorative per cure mediche

Il lavoratore che deve sottoporsi a delle cure a causa dell’anemia può assentarsi da lavoro per malattia se le suddette cure sono incompatibili con il lavoro da svolgere e con gli orari lavorativi. In pratica, l’Inps determina l’incapacità lavorativa, quando:

  • le cure mediche si svolgono in regime di day hospital e occupano tutta la giornata lavorativa;
  • il medico determina incompatibile le cure a cui il lavoratore si è sottoposto con l’attività lavorativa.

L’importante è che la struttura medica rilasci un certificato in cui si attestano generalità del lavoratore, data di rilascio, data di ricovero, firma del medico e diagnosi. Tale certificazione deve essere quindi inviata all’Inps nell’arco di 2 giorni lavorativi.

Se le cure per anemia sono cicliche, è possibile farsi rilasciare una documentazione singola per ogni ricovero oppure una documentazione unica che attesti la necessità di effettuare le cure. In questo caso, è necessario che il certificato medico indichi tutte le date in cui verranno effettuati i ricoveri e in seguito inviare una dichiarazione rilasciata dalla struttura di avvenuto ricovero.

Chi soffre di anemia può richiedere dei permessi per le visite mediche?

L’assenza per visita medica può essere retribuita in base al tipo di contratto. Esistono diversi permessi che possono essere richiesti:

  • permessi retribuiti, per indennizzo dell’assenza certificati dal medico;
  • scomputo delle assenze in base alle ore di lavoro non coperte da permessi, ROL e festività pregresse;
  • concessione di permessi non retribuiti.

La questione dei permessi è difficile da definire, perché dipende dal tipo di contratto a cui deve sottostare il lavoratore. Per esempio, in caso di visita medica un contratto può prevedere un permesso non retribuito, oppure persino un indennizzo del tempo impiegato per recarsi alla struttura medica.

Sarebbe bene informarsi presso datore di lavoro o azienda per definire queste situazioni ed evitare ogni incomprensione.

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