Salute 13 Ottobre 2025 11:37

Parkinson: al via “MOVE-BRAIN-PD”, progetto europeo su come fermare il declino cognitivo con lo sport

Al via “MOVE-BRAIN-PD”, progetto europeo che studia come l’attività fisica migliori la salute cerebrale e le funzioni cognitive nella malattia di Parkinson
Parkinson: al via “MOVE-BRAIN-PD”, progetto europeo su come fermare il declino cognitivo con lo sport

Circa un quarto dei pazienti con malattia di Parkinson presenta un lieve deterioramento cognitivo fin dalle prime fasi della malattia. In un considerevole numero di questi individui, negli anni successivi, il disturbo cognitivo può evolvere fino alla demenza. Attualmente non esistono terapie di provata efficacia per prevenire questa progressione. Gli stili di vita, l’attività fisica, il contesto familiare, le attività che richiedono concentrazione e impegnano la memoria incidono sul modo in cui il cervello invecchia. In altre parole, l’esercizio fisico può essere una vera e propria medicina che migliora le prestazioni della nostra mente. La Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS annuncia l’avvio del progetto MOVE-BRAIN-PD (Movement improves brain health and cognition in Parkinson’s disease), uno studio internazionale volto a dimostrare come l’attività fisica aerobica possa migliorare le funzioni cognitive e rallentarne il declino nella malattia di Parkinson.

Allo studio programma di allenamento aerobico domiciliare

Il progetto, finanziato nell’ambito del bando ERA4Health Joint Transnational Call for Proposals 2024 “Modulation of brain ageing through nutrition and healthy lifestyle” (NutriBrain), è coordinato da Paolo Calabresi, direttore dell’UOC di Neurologia della Fondazione Gemelli IRCCS e ordinario di Neurologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. MOVE-BRAIN-PD si propone di valutare l’efficacia di un programma di allenamento aerobico domiciliare, monitorato da remoto, su funzioni cognitive e sintomi motori in pazienti con malattia di Parkinson e lieve compromissione cognitiva (PD-MCI). Inoltre i ricercatori studieranno i biomarcatori di infiammazione e neurodegenerazione e le modifiche della proteina alfa-sinucleina, per comprendere i meccanismi biologici alla base dei benefici dell’attività fisica.

Si punta a sviluppare programmi educazionali personalizzati

Gli scienziati si occuperanno anche di capire i fattori che favoriscono o ostacolano l’aderenza all’esercizio fisico, per sviluppare programmi educazionali personalizzati che promuovano stili di vita salutari nella comunità dei pazienti. Nello studio i pazienti si impegneranno ad allenarsi almeno due volte alla settimana per un anno. Quindi verranno visitati e verranno sottoposti a un prelievo di sangue che permetterà di analizzare i marcatori che misurano l’andamento dell’infiammazione e del processo degenerativo.

Verso raccomandazioni nazionali sull’attività fisica

“Dimostrare che le persone con malattia di Parkinson possono e devono essere parte attiva della cura, modificando lo stile di vita per rallentare e mitigare i sintomi della malattia, è fondamentale”, spiega Calabresi. “I risultati del progetto serviranno per stilare delle raccomandazioni nazionali interloquendo con le istituzioni e le società scientifiche, per mettere in campo strategie di sensibilizzazione sul modello di quanto fatto nelle malattie cardiovascolari negli ultimi decenni”, aggiunge. In conclusione, MOVE-BRAIN-PD rappresenta un passo importante verso la definizione di protocolli di attività fisica mirati, sostenibili e scientificamente validati, potenzialmente in grado di modificare la traiettoria della malattia in un contesto di vita reale.

 

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