Pandemie 31 Maggio 2023 11:28

I giovani non credono alla prevenzione: «È un effetto del post Covid…»

I giovani non credono alla prevenzione: «È un effetto del post Covid…»

Nonostante le malattie cardiovascolari rappresentino ancora oggi la prima causa di mortalita’  nel nostro Paese, responsabili del 44% di tutti i decessi, con una prevalenza piu’  elevata della media europea, quasi la maggior parte dei giovani e’  convinta che la prevenzione sia inutile e che i comportamenti non influenzino la salute cardiovascolare. Lo dimostrano i dati di un un’indagine su 10mila studenti di eta’  compresa tra i 12 e 19 anni, condotta dall’Associazione Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard, in collaborazione con la Fondazione De Gasperis di Milano.    Ai partecipanti e’  stato chiesto quale fosse secondo loro la malattia piu’  diffusa e quale la piu’  grave tra quelle che causano maggiore mortalita’  tra tumore, malattie cardiovascolari, diabete e Covid-19. I risultati dell’indagine accolti con preoccupazione dagli esperti della Fondazione ‘Il Cuore Siamo Noi’, in occasione della giornata dedicata alla lotta ai fattori di rischio prevenibili, mostrano che i giovani dopo la pandemia sono diventati piu’  scettici riguardo alla prevenzione cardiovascolare e meno preoccupati della gravita’  e diffusione delle malattie cardiache.

Dal 2019 a oggi la percentuale dei ragazzi che non credono esistano comportamenti idonei a prevenire le malattie cardiovascolari. e’  aumentata dal 30% a oltre il 45%. Dimezzata invece la percezione della gravita’  delle patologie cardiache: in calo dal 30 al 16% tra quelle che causano maggior mortalita’ , tanto che i giovani ritengono il cancro ben 4 volte piu’  mortale. “Il Covid e la complessa situazione in cui i giovani si sono ritrovati a vivere in questi anni, hanno ridotto la fiducia dei ragazzi verso la prevenzione cardiovascolare e anche la percezione della gravita’  delle malattie cardiache, spingendoli ad abbassare la guardia – rileva Francesco Barilla’ , presidente della Fondazione ‘Il Cuore Siamo Noi’- Tutto cio’  ha comportato un eccesso di cibo compensativo, maggiore sedentarieta’ , aumento del consumo di alcol e fumo”. “Tutti questi comportamenti non fanno che esporre i ragazzi a rischi cardiovascolari molto seri una volta diventati adulti – sottolinea Pasquale Perrone Filardi, presidente della Societa’ italiana di cardiologia -. Ma e’  proprio partendo da corretti stili di vita che si puo’  invertire questo trend”.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Malattie ultrarare, la SPG50 entra nella sperimentazione clinica: la testimonianza di una madre

Dopo anni di diagnosi tardive, raccolte fondi e advocacy, arriva l’approvazione della sperimentazione clinica per la SPG50 in Italia. Jessica, presidente e fondatrice dell’associazione Un ...
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Frutta cotta, poca carne, legumi e 5 km al giorno: il menu di Garattini icona della longevità

A 97 anni, il fondatore dell’Istituto Mario Negri presenta il suo nuovo libro e racconta le scelte che scandiscono le sue giornate, dall’alimentazione quotidiana al movimento costante, mos...
di Viviana Franzellitti
Salute

Cervello, ‘fare’ i nonni lo protegge: il declino cognitivo frena quando ci si prende cura dei nipoti

Un nuovo studio dell’Università di Tilburg dimostra che i nonni che si occupano dei bambini ottengono punteggi più alti nei test di memoria e fluidità verbale, e le nonne mo...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano