Voci della Sanità 22 Novembre 2016 13:08

Umbria, obbligo vaccinazione per bambini che frequentano servizi socio-educativi

È stata presentata la proposta di legge che modifica la legge 30/2005 (Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia) introducendo l’obbligatorietà delle vaccinazioni prescritte dalla normativa vigente per i bimbi in età da 3 a 36 mesi che frequentano i servizi socio-educativi per la prima l’infanzia, sia pubblici che privati «Al fine di […]

È stata presentata la proposta di legge che modifica la legge 30/2005 (Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia) introducendo l’obbligatorietà delle vaccinazioni prescritte dalla normativa vigente per i bimbi in età da 3 a 36 mesi che frequentano i servizi socio-educativi per la prima l’infanzia, sia pubblici che privati

«Al fine di preservare lo stato di salute sia del minore sia della collettività con cui il medesimo viene a contatto, costituisce requisito di accesso al sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, pubblici e privati, l’avere assolto da parte del minore gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente. Ai fini dell’accesso, la vaccinazione deve essere omessa o differita solo in caso di accertati pericoli concreti per la salute del minore in relazione a specifiche condizioni cliniche»: si afferma nella proposta di legge dei consiglieri Giacomo Leonelli e Carla Casciari (Pd) che modifica quanto stabilisce la legge “30/2005” (Sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia) per quanto riguarda l’accesso ai servizi per la prima infanzia.
«L’obbligatorietà delle vaccinazioni per gli iscritti agli asili nido – spiega Leonelli –  tutela i bambini più deboli. Se il tasso di vaccinazioni scende sotto il 95 per cento, infatti, i bambini che non possono vaccinarsi per immunodeficienza o patologie rischiano di contrarre malattie debellate da decenni e che quindi sono più esposti a contagi. Anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha stigmatizzato la “grave involuzione” rappresentata dal calo vaccinazioni in base ad “affermazioni sconsiderate” sui presunti effetti dannosi. Rendere obbligatorio sul territorio regionale, vaccinare i bambini per la loro ammissione agli asili nudo è quindi una misura di civiltà a tutela della salute pubblica, e quindi delle nostre comunità».

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