Voci della Sanità 2 Novembre 2020

“Stop alla violenza a danno degli operatori della salute”: nel libro di Marina Cannavò indagine a 360 gradi sul tema delle aggressioni

Nel volume sono presentati anche i risultati di una ricerca che l’autrice ha condotto sugli effetti degli episodi di violenza sul  benessere e sulla salute degli operatori di un DEA di un ospedale romano

Un libro che indaga alla radice il tema delle aggressioni agli operatori sanitari e delle conseguenze sulla psiche in cui sono contenute proposte per il reinserimento del professionista al lavoro. È questo lo spirito del volumeStop alla violenza a danno degli operatori della salute. Prevenire e gestire la violenza sul lavoro” (Società Editrice Universo) scritto da Marina Cannavò, Dirigente medico psichiatra e psicoterapeuta.

Il volume, che vede la Prefazione a firma del Dr. Filippo Anelli, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici – Chirurghi ed Odontoiatri (FNOMCeO) e la Postfazione a cura del Prof. Giuseppe La Torre, Professore di Medicina del Lavoro, Sapienza Università di Roma, si compone di quattro capitoli.

Nel I Capitolo vengono chiariti i diversi significati dei termini aggressività, aggressione e violenza sul lavoro, le tipologie di violenza, le conseguenze sul benessere e sulla salute mentale delle vittime di violenza e le teorie che possono spiegare le motivazioni alla base dei comportamenti aggressivi.

Nel II capitolo si identificano i fattori di rischio predittivi di violenza, i fattori di prevenzione, le linee guida e gli interventi per la prevenzione e la gestione della violenza sul lavoro.

Nel III capitolo sono descritti i fattori predittivi e protettivi della depressione e gli interventi per la prevenzione e la gestione dello stress.

Nel IV Capitolo sono presentati i risultati di una ricerca che l’autrice ha condotto sugli effetti degli episodi di violenza sul  benessere e sulla salute degli operatori di un DEA di un ospedale romano. Lo studio ha messo in evidenza la presenza di conseguenze sul benessere e sulla salute mentale degli operatori sanitari e sociosanitari, “vittime di violenza”.

Cannavò sottolinea la necessità di un modello di intervento integrato e multidimensionale, che ponga attenzione alla prevenzione, alla cura e al reinserimento lavorativo dei professionisti della salute.

Infatti, se è importante tutelare la sicurezza dei lavoratori e la sicurezza delle cure per i cittadini, è fondamentale soprattutto proteggere la salute mentale degli operatori, perché il rischio di violenza è il più importante fattore predittivo di stress lavoro correlato e di patologie psichiatriche. Nei Paesi Europei ed in America  esistono già realtà dedicate alla cura degli operatori sanitari.

In Allegato al volume la Legge Antiviolenza e  il Documento di indirizzo della Regione Lazio sulla prevenzione e la gestione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.

 

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