Voci della Sanità 28 Gennaio 2021 15:56

Social, Regimenti (Lega): «Servono nuove stringenti norme per tutelare minori in Rete»

«L’Europa intervenga per evitare che la Rete diventi sempre più una giungla ingestibile», l’appello dell’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti

«Cyberbullismo, dipendenze online, pedopornografia, istigazione all’autolesionismo sono un pericolo costante per i minori, che devono essere quindi tutelati per poter fruire della Rete senza rischi. Serve una maggiore responsabilizzazione da parte di gestori di siti web e providers per favorire il controllo e la sorveglianza preventivi, nuove e più stringenti norme che possano rendere internet un luogo più sicuro». Così Luisa Regimenti, europarlamentare della Lega (Gruppo Identità e Democrazia), che sul tema ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea.

«Nei mesi scorsi – aggiunge– proprio la Commissione Ue aveva proposto una normativa provvisoria per consentire ai servizi di comunicazione di individuare più facilmente gli abusi sessuali, ma si tratta di una normativa incompleta e carente. Il legislatore, infatti, non ha considerato tutti quei casi in cui l’abuso sessuale è consumato direttamente online, ovvero, in cui il materiale pedopornografico è fornito direttamente dal minore, a seguito dell’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra il predatore e la vittima».

«Purtroppo – prosegue Regimenti – il fenomeno della pedofilia ha assunto connotazioni sempre più gravi e preoccupanti, generando conseguenze drammatiche sulla vita dei minori e il numero di crimini che si consumano sul web sono purtroppo elevati e in costante crescita. I recenti fatti di cronaca, come la ‘influencer’ siciliana denunciata per istigazione al suicidio dalla Polizia Postale per un video pubblicato sul social network Tik Tok, confermano poi una tendenza pericolosa e più ampia, che deve essere arginata al più presto. L’Europa intervenga – conclude l’esponente leghista – per evitare che la Rete diventi sempre più una giungla ingestibile, dove chiunque può sfruttare le debolezze di bambini e ragazzi, aggravate dal distanziamento sociale e dall’isolamento forzato che le restrizioni contro la pandemia impongono”.

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