OMCeO, Enti e Territori 26 Marzo 2019

Borse di specializzazione, Tuzi (M5S): «MIUR renda pubblico il numero di quelle abbandonate e non assegnate»

«Queste borse si aggiungeranno alla dotazione annuale già prevista consentendo un aumento dei contratti di specializzazione» sottolinea il medico e deputato M5S

«Accogliamo con favore le stime effettuate dalle associazioni mediche sulla battaglia per le borse perse. Come Movimento 5 Stelle, avevamo già individuato questa battaglia come prioritaria, infatti avevamo presentato un emendamento nel dl semplificazione sull’obbligo di pubblicazione del numero di borse di specializzazione medica abbandonate o non assegnate e sul vincolo di assegnazione delle risorse risparmiate al rifinanziamento di nuove borse». Così il deputato del Movimento Cinque Stelle Manuel Tuzi membro della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione.

«L’emendamento è stato uno di quelli tagliati da Mattarella in quel decreto, ora stiamo lavorando per reinserirlo nella prima finestra utile. Questa è una battaglia di civiltà per una classe medica che fino ad adesso è stata abbandonata dalla politica, portando alla creazione dell’imbuto formativo e alla nascita della generazione camici grigi – continua Tuzi – Stiamo lavorando affinché, prima di ogni concorso di specializzazione, il MIUR provveda a rendere pubblico il numero delle borse abbandonate o non assegnate. Non solo; queste borse si dovrebbero così aggiungere alla dotazione annuale già prevista consentendo un aumento dei contratti di specializzazione». Concludendo, Manuel Tuzi aggiunge: «Reintroduciamo la trasparenza nel settore medico e scongiuriamo l’insopportabile imbuto formativo del post lauream. L’ultima cosa che vogliamo è importare medici dall’estero, come ha intenzione di fare la Dott.ssa Lanzarin (Lega) in Veneto, non possiamo rinunciare ad investire nelle nostre giovani eccellenze».

Articoli correlati
Dal Ddl Vaccini alla legge antiviolenza, ecco tutti i provvedimenti a rischio in caso di elezioni
La fine anticipata della legislatura potrebbe mettere a rischio anche il finanziamento del fondo sanitario che per il 2020 era di 3,5 miliardi. Rischia lo stop anche la riforma del numero chiuso a Medicina e quella sulla sanità trasparente
Numero chiuso, il Consiglio di Stato riammette cento studenti esclusi per mancanza di posti
La sentenza mette in discussione la capacità ricettiva degli Atenei. Il Presidente Consulcesi, Massimo Tortorella: «A questo punto non si può credere neanche dell’esattezza del numero dei posti stabiliti per l’anno accademico 2019/2020. Di fronte a queste continue irregolarità Consulcesi è pronta a scendere in campo per tutelare il diritto allo studio dei futuri camici bianchi»
Numero chiuso, a Ferrara record di posti. Il Rettore Zauli: «Test d’accesso da rivedere, ecco come funzionerà nostra sperimentazione»
Quattro esami del primo anno stabiliranno chi entra a Medicina e chi no. Dal 2020, se il Miur darà l’assenso, a Ferrara ci sarà un semestre propedeutico ad accesso libero e poi, in base alla media degli esami, l’accesso alla Facoltà. Il Rettore a Sanità informazione: «C’è un gran bisogno di metter mano all’accesso a Medicina»
Numero chiuso, presentato testo della riforma. Il relatore Tuzi: «Studenti dimostrino loro impegno prima di essere esclusi»
Dal 2021 previsto lo spostamento del test alla fine di un primo anno comune tra facoltà di area sanitaria (tra cui medicina, odontoiatria, biotecnologie e farmacia). Numero chiuso abrogato per le altre facoltà non sanitarie che non presentano tirocini o laboratori propedeutici
Giovani medici, Pollifrone (Cao Roma): «Ecco come l’Ordine vi supporta e agevola nell’avviamento alla professione»
«Corsi formativi, il 50% della quota d’iscrizione per i primi tre anni, le consulenze legali e commerciali da parte nei nostri esperti e l’apertura di uno studio medico in sole 24 ore» così Brunello Pollifrone, Presidente Cao
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone