Voci della Sanità 31 Luglio 2020 15:58

Professioni sanitarie, Commissione Codice Etico al lavoro su multiprofessione, competenza, privacy ed equità. Presto nuova consultazione

Il gruppo di lavoro coordinato dall’avvocato Laila Perciballi si è confrontato anche con le tematiche derivate dalla pandemia, come l’accesso delle persone alle cure in condizioni di risorse sanitarie limitate: «Problema di grande complessità, che richiede di considerare e di contemperare principi diversi. Fondamentale centralità della persona»

Multiprofessione, competenza, privacy ed equità. Sono queste le quattro parole chiave al centro delle ultime riunioni del gruppo di lavoro “Etica, deontologia e responsabilità professionale quali comune codice denominatore” della FNO TSRM e PSTRP coordinato dall’avvocato Laila Perciballi che si è riunito il 29 luglio scorso per fare il punto della situazione. Continua, dunque, il lavoro di definizione dei principi cardini su cui si dovrà basare il Codice Etico unico delle 19 professioni sanitarie afferenti al maxi Ordine, che sarà un po’ la “Costituzione” degli ordini professionali, da cui poi ognuna potrà (se lo riterrà opportuno) ispirare il suo specifico Codice deontologico. Il gruppo sta lavorando per arrivare ad una prima bozza nell’autunno 2020.

Multiprofessione. Tutti d’accordo sul concetto di multiprofessione dato che «il professionista sanitario riconosce che l’integrazione e la collaborazione leale e corretta con le altre professioni è irrinunciabile per far fronte ai bisogni di salute della persona».

Equità. L’equità in salute implica che «idealmente ogni persona possa avere le stesse opportunità di raggiungere il medesimo livello potenziale di salute, cioè che nessuno debba essere svantaggiato nel raggiungere questo livello, quando ciò può essere evitato». Proprio per questo la Commissione ha sottolineato che il professionista sanitario deve assumere tra i valori etici fondamentali «il principio di equità inteso anche come giustizia sociale e distributiva, come l’empowerment individuale e di comunità, ossia il processo dell’azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenza sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l’equità e la qualità di vita».

Ampia condivisione anche sul concetto di privacy in base al quale «la riservatezza ed il segreto professionale costituiscono diritto e dovere primario della persona»  mentre, all’interno del concetto di competenza, è stato riconosciuto il valore dell’aggiornamento professionale e si dichiara che «il professionista sanitario riconosce che la sua reputazione è fondata sulla sua competenza ed integrità ed è pertanto tenuto ad osservare i principi etici, riconoscendo che il discostarsi da questi può incidere sulla fiducia della persona assistita, degli altri professionisti e della collettività».

In attesa delle Commissioni d’Albo Nazionali, e fino alla stesura del Codice Unico della Federazione, sulla cui base ciascuna professione stilerà il proprio Codice deontologico, si è ricordato che mantengono la propria validità i codici deontologici già in uso e predisposti dalle AMR delle professioni di appartenenza.

Nel corso dell’incontro si è descritto anche il successo dell’iniziativa della consultazione via webinar del 27 maggio scorso sul tema del Codice Etico che ha coinvolto 350 iscritti per oltre 5 ore. In programma dopo l’estate una seconda consultazione Codice etico che prevede la partecipazione dei Presidenti degli Ordini TSRM e PSTRP, dei Presidenti delle Commissioni d’Albo, dei Componenti del Comitato centrale, dei Componenti del Gruppo di lavoro Etica, deontologia e responsabilità professionale e di esperti di etica con cui confrontarsi.

Un passaggio importante della riunione ha riguardato il Fondo di solidarietà per i familiari degli operatori sanitari vittime del Covid: la FNO TSRM e PSTRP chiede l’avvio di un tavolo di consultazione quanto prima e ribadisce l’importanza che questo fondo operi «in osservanza dei principi valoriali di legalità e non conflittualità».

«Il progetto è nato nel maggio 2019 – ricorda l’avvocato Laila Perciballi -. La Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione si è posta l’ambizioso obiettivo di creare un’identità valoriale delle 19 Professioni Sanitarie in un unico Codice Etico.  Si tratta di un progetto di stimolo alla interrelazione ed alla collaborazione tra tutte le professioni sanitarie dato che la Federazione ritiene che se vi è un unico organismo rappresentativo delle 19 professioni sanitarie deve esservi anche un’unica Carta in cui le 19 professioni sanitarie condividano valori comuni. Voglio ringraziare sin da ora tutti i componenti della Commissione che si stanno dedicando con passione a questo progetto».

«Ora siamo pronti per le fasi successive – sottolinea Perciballi -. Il Gruppo di Lavoro Codice Etico deve trasformare e sintetizzare questi contenuti valoriali, raccolti nelle macroaree tematiche, in termini o espressioni il cui significato sia l’estrinsecazione di un principio etico così da creare una Raccolta di tutti i principi etici ed approdare alla bozza del Codice Etico unico entro l’anno».

La pandemia ha portato all’attenzione della Commissione anche altre questioni che non possono essere ignorate nell’elaborazione del Codice, come quello dell’accesso delle persone assistite alle cure in condizioni di risorse sanitarie limitate.

«Un problema di grande complessità, che richiede di considerare e di contemperare principi diversi, quali, tra gli altri, la protezione della vita e della salute, la libertà, la responsabilità, la giustizia, l’equità, la solidarietà, la trasparenza – spiega Perciballi -. La Commissione Codice Etico ha considerato questa riflessione prioritaria e necessaria, tenuto conto anche delle difficili scelte che sono stati chiamati a fare i medici e tutti i professionisti sanitari coinvolti. In questo ambito, la Commissione ha voluto ribadire l’importanza del riconoscimento del principio di “centralità della persona” e ha sottolineato che a tutti deve essere garantito, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie in attuazione del combinato disposto degli articoli 3 e 32 della Costituzione che devono trovare effettività nella sanità, con particolare riguardo alla terza età. Sul punto, per ribadire il “no” ad una sanità selettiva, sottolineo l’adesione del Presidente della FNO TSRM e PSTRP Alessandro Beux e di tutta la Federazione, all’appello lanciato dalla Comunità di Sant’Egidio “Senza anziani non c’è futuro”».

«La salute – si è detto nella riunione della Commissione – non è soltanto un bene individuale ma soprattutto una risorsa della comunità e, quindi, tutte le persone, senza distinzioni di età, hanno il diritto di accedere al Servizio Sanitario Nazionale, comunque denominato e organizzato sul territorio. Tale diritto deve essere garantito in qualsivoglia situazione sanitaria, anche in condizioni di eccezionale squilibrio tra necessità e risorse disponibili. I principi fondamentali di Universalismo, Uguaglianza e Solidarietà del SSN devono essere sempre affiancati dai principi organizzativi che sono basilari per la programmazione sanitaria, includendo gli interventi sul territorio. Il professionista sanitario, in qualità di soggetto attivo nella determinazione della politica professionale e sanitaria, assume un comportamento responsabile nella tutela e salvaguardia del diritto alla salute».

«Oggi – commenta Perciballi – tutti parlano della “centralità della persona” nell’erogazione delle cure. Noi già prima della pandemia lo avevamo collocato al primo posto tra le 10 parole chiavi (persona, salute, relazione, competenza, responsabilità, informazione, consenso, privacy, equità, multiprofessione) che saranno alla base del Codice Etico».

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