Prsegue l'ondata di calore sull'Italia: dopo le 16 città da bollino rosso di venerdì, da sabato saliranno a 19. Intanto il Ministero della Salute fa il punto sull'impatto delle temperature estreme
L’ondata di calore non concede tregua e, da sabato 18 luglio, interesserà una parte ancora più ampia del Paese. Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute, le città contrassegnate dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per il rischio sanitario legato alle temperature elevate, passeranno dalle 16 previste per venerdì alle 19 di sabato, a conferma di una situazione che continua a peggiorare. Le città interessate dal livello 3 di allerta saranno Torino, Milano, Brescia, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Viterbo, Rieti, Roma, Frosinone, Latina, Pescara, Campobasso, Cagliari e Palermo, alle quali sabato si aggiungeranno Ancona, Civitavecchia e Catania. Per venerdì sono inoltre previsti otto capoluoghi con bollino arancione – Verona, Ancona, Civitavecchia, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina e Catania – che diventeranno cinque nella giornata di sabato: Verona, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Messina.
Cosa significa il bollino rosso
Il bollino rosso (livello 3) indica condizioni di emergenza dovute a un’ondata di calore persistente, con temperature tali da rappresentare un rischio per la salute non solo delle persone fragili, ma anche di adulti giovani e in buone condizioni fisiche. Il bollino arancione (livello 2), invece, segnala un rischio soprattutto per le categorie più vulnerabili, come anziani, bambini piccoli e persone affette da patologie croniche.
Giugno 2026, il secondo più caldo mai registrato
L’evoluzione dell’ondata di calore è stata al centro della riunione della Cabina di regia interistituzionale convocata oggi dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Durante l’incontro sono stati analizzati, con il supporto del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio (DEP), i dati relativi al periodo compreso tra il 25 maggio e il 30 giugno. L’analisi conferma che giugno 2026 è stato il secondo mese di giugno più caldo mai registrato, sia a livello globale sia in Europa, confermando una tendenza che sta rendendo sempre più frequenti e intense le ondate di calore.
Torino la città più esposta
I sistemi nazionali di allerta hanno registrato condizioni di rischio di livello 2 e 3 in Italia dal 18 giugno fino alla fine del mese, con una media di:
Particolarmente significativa la situazione di Torino, dove nel periodo considerato si sono registrati 23 giorni con livelli di allerta arancione o rosso, pari al 63% dell’intero periodo monitorato.
Mortalità: eccesso contenuto tra gli over 65
Nonostante le temperature eccezionalmente elevate, i dati preliminari illustrati durante la Cabina di regia mostrano un impatto sanitario complessivamente contenuto. L’analisi della sorveglianza sulla mortalità giornaliera nelle persone con più di 65 anni evidenzia infatti che, tra il 25 maggio e il 30 giugno, l’eccesso medio di mortalità è stato del 3% nelle città monitorate. Secondo il Ministero della Salute, si tratta di un incremento contenuto, anche se confrontato con quanto osservato nello stesso periodo in altri Paesi europei.
Le raccomandazioni del Ministero
Con il protrarsi dell’ondata di calore, il Ministero della Salute rinnova l’invito ad adottare tutte le misure di prevenzione raccomandate, in particolare per anziani, bambini, persone con patologie croniche e lavoratori esposti all’aperto.
Tra i comportamenti consigliati figurano:
L’evoluzione delle temperature nei prossimi giorni continuerà a essere monitorata attraverso il sistema nazionale di sorveglianza, mentre resta attivo il sistema di allerta del Ministero della Salute che aggiorna quotidianamente il livello di rischio nelle principali città italiane.
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