Voci della Sanità 15 Giugno 2020

Piano Nazionale Cronicità e Coaching nelle strutture sanitarie: primi risultati dell’applicazione del modello interdisciplinare IPACS 

Pubblicati su HTA FOCUS i risultati della sperimentazione del modello interdisciplinare IPACS, basato sul valore delle competenze,  per sviluppare policy istituzionali

Lo studio osservazionale, condotto da Febbraio a Settembre 2019 su un campione di professionisti della Asl Roma 4 e dell’INMI Spallanzani, ha rivelato che con l’approccio IPACS il 65% dei partecipanti ha potenziato, oltre la predefinita soglia di eccellenza, 4 competenze chiave per il raggiungimento dei rispettivi obbiettivi istituzionali: orientamento all’obiettivo, negoziazione, comunicazione e teamworking.

Lo studio è il proseguimento naturale della survey di IPACS su 30 Asl e 5 regioni italiane realizzata nel 2018 sulla ricognizione dei bisogni formativi per l’attuazione del Piano Nazionale Cronicità e sull’importanza di sviluppare competenze trasversali.

Il potenziamento di competenze è necessario per favorire un ruolo multidisciplinare, che sappia costruire un pensiero integrato, co-creare decisioni, uscire dal paradigma di decisioni calate dall’alto e individuare soluzioni condivise.

L’obiettivo dello studio era dimostrare come un pacchetto integrato di Coaching potesse avere un impatto sullo sviluppo di soft e hard skills ovvero di competenze dei professionisti sanitari, principalmente volto a sviluppare la multidisciplinarietà e la multiprofessionalità, tale da influenzare positivamente il raggiungimento di obiettivi istituzionali nella Pubblica Amministrazione.

La sperimentazione del programma integrato di Coaching (3:3:1:5) condotto da IPACS ha coinvolto 41 operatori sanitari (18 della ASL Roma 4 e 23 operatori sanitari dell’INMI Lazzaro Spallanzani di Roma) e si è svolto da febbraio a settembre 2019.

Per tutte le competenze si sono registrati miglioramenti, sebbene con percentuali diverse, superiori per le competenze Orientamento al Risultato (71%) e Teamworking (61%) . Valutazioni che includevano anche le due competenze non inizialmente selezionate (Networking e Pianificazione) hanno evidenziato miglioramenti importanti per una sorta di spill-over effect.

In particolare, i miglioramenti complessivi per tutte le competenze valutati con TEST IN e OUT sono stati riscontrati nel 50% dei Coachee (27% di miglioramenti eccellenti). L’utilizzo delle schede di osservazione ha evidenziato miglioramenti addirittura nell’80% dei Coachee (65% di miglioramenti eccellenti).

L’applicazione del Coaching nel settore dell’assistenza sanitaria è sviluppata in Italia da IPACS (Institutional & Public Coaching Services) con una metodologia recentemente descritta e che, rispetto al consolidato sistema di istruzione e formazione specialistica si pone in modo innovativo. Infatti, è ormai maturata la consapevolezza che, soprattutto per affrontare i cambiamenti organizzativi di sistema, è utile affiancare all’aggiornamento specialistico programmi di sviluppo di competenze per migliorare in ciò che già si sa fare, orientando i professionisti e le comunità professionali rispetto ai contesti in mutamento .

La Dott.ssa Francesca Cioffi, Fondatrice di IPACS sostiene la necessità di misurare l’impatto dello sviluppo di competenze nelle Istituzioni Pubbliche a supporto dei team interdisciplinari: «Il potenziamento delle competenze permette di implementare programmi strategici in tempi brevi. I risultati del primo anno di osservazione sull’applicazione della metodologia IPACS ci dicono che è possibile raggiungere l’80% del piano di azione di un programma pubblico, e potenziare i professionisti in breve tempo (circa 6 mesi) nelle competenze trasversali».

Sostiene la necessità di aiutare i leader dei team a migliorare le competenze gestionali quali l’orientamento al risultato, soprattutto in condizioni di incertezza anche Marta Branca, Direttore Generale dello Spallanzani:  che afferma: «I Clinici esperti, in ambito scientifico, sono stati allenati a migliorare la loro capacità di orientamento all’obiettivo, raggiungendo nel 75% dei casi un risultato eccellente, che li ha aiutati nel periodo di COVID 19 ad essere focalizzati sulla strategia, sulla soluzione e sull’operatività». L’esperienza presso INMI è stata realizzata grazie al contributo non condizionato di Gilead Sciences.

Una delle prime esperienze di IPACS è stata condotta sugli operatori socio-sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ed era mirata ad aumentare la qualità della vita (QoL). In ambito clinico la QoL ha assunto un ruolo importante nella valutazione di farmaci e dispositivi medici, coprendo aree di analisi che esulano dai risultati fisici o di laboratorio. Nelle valutazioni HTA consente di definire parametri fondamentali come i QALY, anni di vita corretti per qualità, mentre le percezioni relative alla QoL in relazione alla tecnologia da introdurre in sanità dovrebbero essere esplicitate e considerate in ogni report.

Peraltro, la QoL e il burnout degli operatori sanitari hanno, come indicato in numerosi studi, una stretta relazione con la qualità percepita dell’assistenza e la soddisfazione dei pazienti e quindi sono parte integrante della Clinical Governance.

La sperimentazione riporta i risultati di un’applicazione concreta di utilizzo di un pacchetto integrato di Coaching, nella implementazione delle Macrofasi 3 “Presa in carico e gestione del paziente attraverso il piano di cura” e 4 “Erogazione di interventi personalizzati per la gestione del paziente attraverso il piano di cura” del PNC in due realtà locali della Regione Lazio: la ASL Roma 4 e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) Lazzaro Spallanzani di Roma.

«Il 43% dei professionisti coinvolti nello studio osservazionale ha ottenuto risultati eccellenti nel teamworking ed il 26% ha migliorato in maniera “eccellente” la capacità di negoziazione», ha aggiunto Giuseppe Quintavalle, Direttore Generale della ASL Roma 4, primo  in Italia a usare la metodologia di IPACS. «Esiste la necessità di aiutare i professionisti del territorio a migliorare la capacità di lavorare in gruppo, di fare emergere conflitti sommersi, di fare rete dentro e fuori dall’ASL di appartenenza».

La Dott.ssa Patrizia Magrini, già Direttore Sanitario dello Spallanzani nel periodo dello studio, ora Direttore Generale della ASL di Frosinone, ha utilizzato la metodologia IPACS,  per chiedere al Ministero della Salute di inserire le patologie infettive nel Piano delle Cronicità (quali HIV). «Un piano di azione non si ferma al chiedere ma include indicatori di supervisione e di monitoraggio dei risultati raggiunti in maniera proattiva e responsabile».

Il Prof. Federico Spandonaro sostiene l’importanza che la formazione venga misurata. «Tutti i corsi ECM, ed in generale le iniziative formative in ambito socio-sanitario, dovrebbero misurare con un test ed un ritest all’inizio ed alla fine del percorso, l’impatto della formazione sul professionista e sull’organizzazione come fa IPACS».

La Dott.ssa Marina Cerbo, esperto HTA, rileva l’importanza di «training interdisciplinari per la formazione di equipe multidisciplinari competenti integrate ospedale-territorio che valorizzino le diverse professionalità e i diversi ruoli, e consentano di misurare i risultati raggiunti nello sviluppo delle competenze. La misurabilità dei risultati, ancorata ad obiettivi specifici, con una metodologia robusta è requisito fondamentale per la valutazione comparativa dei diversi modelli di training».

IPACS, Start up innovativa a vocazione sociale offre pacchetti integrati di coaching con l’obiettivo di migliorare le competenze dei professionisti nelle Istituzioni e nella Pubblica Amministrazione, e l’attuazione di programmi pubblici quali il Piano Nazionale Cronicità. Nel 2020 sta portando avanti i seguenti progetti: “Sostegno Virale” con INMI Spallanzani, “A Scuola con le Istituzioni” con 5 Asl Laziali e “Ritratti di Welfare” con il X Municipio di Roma. IPACS promuove la Competence Economy(www.ipacs.it).

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