Voci della Sanità 29 Ottobre 2022 15:43

Istat, Cittadini (Aiop): «Rinuncia cure, liste d’attesa e carenza medici criticità del SSN da risolvere»

Per risolvere il problema della carenza di medici Aiop invita il decisore pubblico a valutare di adottare una «normativa di emergenza per assumere neolaureati e specializzandi. È doveroso, in ogni caso, coniugare la responsabilità, alla quale tutti siamo chiamati, con un’attenta programmazione»

«Liste d’attesa lunghissime e carenza di medici sono tra le emergenze, non più procrastinabili, che il nuovo Governo dovrà affrontare con urgenza, per evitare che il Servizio Sanitario Nazionale imploda». Lo afferma Barbara Cittadini, presidente nazionale di Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, che aggiunge: «Secondo i dati Istat, nel 2021, l’11% delle persone, circa 6 milioni, ha dovuto rinunciare a visite specialistiche ed esami diagnostici, a causa di difficoltà economiche e di accesso al servizio. Sono numeri in crescita, che non possono essere sottovaluti, considerando anche le inevitabili conseguenze in termini di prevenzione».

«La carenza di medici, circa 4mila, e del personale sanitario è un altro grave problema da affrontare» precisa la presidente Aiop, che invita il decisore pubblico a valutare di adottare una «normativa di emergenza per assumere neolaureati e specializzandi. È doveroso, in ogni caso, coniugare la responsabilità, alla quale tutti siamo chiamati, con un’attenta programmazione».

«La popolazione affronta fenomeni allarmanti dal punto di vista sanitario e sociale ed è, sovente, costretta a rinunciare alle cure, ad attendere tempi lunghissimi oppure a intraprendere percorsi di mobilità sanitaria non fisiologica, verso territori maggiormente efficienti. Occorre, al più presto – esorta Cittadini – avviare una riforma del SSN, che valorizzi la sinergia tra le sue componenti di diritto pubblico e di diritto privato, conferendo loro pari dignità, per rispondere tempestivamente alla domanda assistenziale della popolazione, garantendo a tutti il diritto alla salute costituzionalmente riconosciuto».

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