Voci della Sanità 10 Settembre 2019 17:13

Governo, Ordine TSRM e PSRTP a Conte: «Bene attenzione a medici e infermieri ma non dimentichiamoci delle altre professioni sanitarie»

La Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM PSTRP), fa un plauso al Governo del Presidente Conte per la manifesta volontà di sostenere e rilanciare il SSN e si augura che al più presto le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri diventino realtà.

«Soddisfazione e speranza per il discorso alla Camera dei Deputati del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte», afferma Alessandro Beux, Presidente della Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM PSTRP). «Nel discorso alla Camera dei Deputati di ieri il Primo Ministro Giuseppe Conte ha testimoniato – spiega Alessandro Beux – la volontà del Governo di intervenire a sostegno e rilancio del Sistema sanitario nazionale. Registriamo dunque con piacere e grande aspettativa gli interventi che lo consentiranno soprattutto per quel che riguarda l’annuncio del piano straordinario di assunzione di medici e infermieri».

«È innegabile che per sostenere e rilanciare la sanità del nostro Paese, sia in termini di sicurezza che di efficacia, è indispensabile assumere medici e infermieri; ma lo è altrettanto che il sistema socio-sanitario è più ampio e complesso di quello rappresentabile attraverso i soli medici e infermieri», continua Beux.

«Le professioni sanitarie sono 27 e chi ha intenzione di sostenere e rilanciare uno sviluppo armonioso del sistema sanitario deve pensare a ognuna di esse, comprese quelle praticamente assenti nel pubblico perché quasi esclusivamente attive nel privato o in libera professione ma non per questo esenti dal dover essere sostenute. Pertanto -spiega Beux- ci compiacciamo che ci sia la volontà di assumere medici e infermieri (ce n’è un gran bisogno!), ma non corriamo il rischio di farcela bastare. Perché:

⁃ chi ha bisogno di prevenzione (vaccinazioni, sicurezza alimentare e dei luoghi di lavoro, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;

⁃ chi ha bisogno di diagnostica strumentale (radiologica e di laboratorio, valutazioni ortottiche e audiometriche, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;

⁃ chi ha bisogno di protesica (acustica, ortopedica, etc…) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri;

⁃ chi ha bisogno di riabilitazione (fisica e psichica) non troverebbe risposta, se ci fossero solo medici e infermieri.

Detto ciò -conclude Beux- chiediamo al nuovo Ministro della Salute di intraprendere rapidamente il confronto con le professioni sanitarie affinché, insieme, si possa tradurre i buoni propositi di tutti in un’efficace cooperazione interprofessionale a tutto vantaggio delle persone assistite».

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