OMCeO, Enti e Territori 13 Novembre 2019

Giovani infermieri, sondaggio FNOPI: stipendio non soddisfa, piace la formazione

«Il risultato della survey – spiega Nicola Draoli, responsabile per il Comitato centrale della Federazione del settore “Fnopi Giovani” – mette in evidenza anche criticità legate alla qualità dello specifico posto di lavoro: è l’organizzazione dei servizi che spesso non va»

«Il risultato della survey – spiega Nicola Draoli, responsabile per il Comitato centrale della Federazione del settore “Fnopi Giovani” – mette in evidenza anche criticità legate alla qualità dello specifico posto di lavoro: è l’organizzazione dei servizi che spesso non va»

Insoddisfatti per lo stipendio soprattutto perché non è adeguato alle responsabilità, gli infermieri millennials sono invece soddisfatti per la loro formazione e per il rapporto con gli infermieri senior. Non hanno problemi di occupazione, ma si rendono conto che il loro posto migliore sarebbe quello su un territorio e in una residenzialità che ancora resta indietro. Anzi, ciò che vorrebbero sarebbe proprio una maggiore formazione in questo settore come in quello dell’area critica per far fronte alle emergenze dove già sono una punta di diamante e vorrebbero che questo avvenisse con vere e proprie specializzazioni.

È il quadro che emerge da un sondaggio della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche che con settori specializzati – questo è, appunto “Fnopi Giovani” – sta tracciando il profilo completo della professione infermieristica e delle sue esigenze che nascono e derivano dai veri bisogni di assistenza dei cittadini.

Al sondaggio ha partecipato un campione statisticamente significativo di giovani infermieri: l’età media delle donne è di 26,4 anni, quella degli uomini 25,9. Per la maggior parte (66%) si sono formati nelle strutture universitarie del nord del Paese, il 18% al centro e il 16% al sud.

I più hanno conseguito la laurea tra il 2013 e il 2018 e il 34% di loro ha acquisito anche una formazione post-base (laurea magistrale/specialistica, master di primo livello prevalentemente nell’area emergenza/urgenza, chirurgica, territoriale wound care, management).

Per il 76% l’esperienza lavorativa va da 2 a 5 anni, solo per il 12% è superiore ai 5 anni e solo il 7% è in attesa di occupazione: il 13% è libero professionista, l’80% lavora in strutture pubbliche e private con contratti a tempo determinato (pubblico 14%, privato 16%) e a tempo indeterminato (pubblico 29%, 21% privato).

Non c’è un ambito operativo che prevale: le percentuali vanno dal 5% per l’area della salute mentale al 21% dell’ambito sociosanitario/residenzialità (10% territorio, 14% area emergenza/urgenza, terapia intensiva, 16% ambito chirurgico, 20% ambito medico).

L’ambito clinico lavorativo in cui si registra maggiore soddisfazione da parte degli infermieri è quello dell’emergenza urgenza e terapia intensiva, settore notevolmente ambito anche da coloro che lavorano in campo medico e chirurgico. L’82% dei professionisti lavora nella regione in cui risiede, il 5% farebbe un’esperienza all’estero.

E tra i criteri che hanno orientato la scelta alla professione, motivazioni economiche a parte, c’è anche il bisogno di accrescere competenza ed esperienza.

«Il risultato della survey – spiega Nicola Draoli, responsabile per il Comitato centrale della Federazione del settore “Fnopi Giovani” – mette in evidenza anche criticità legate alla qualità dello specifico posto di lavoro: è l’organizzazione dei servizi che spesso non va. L’indagine è comunque uno sprone per i livelli organizzativi a riqualificare velocemente i setting di lavoro residenziali territoriali per renderli attirativi e adeguati alla professione così come si rende necessario lavorare fin dal percorso formativo di base su un maggior orientamento alla territorialità e non solo al settore dell’area critica».

Articoli correlati
Sanitari sempre più poveri: perso il 6,33% di potere d’acquisto. Tecnici e infermieri tra i più colpiti
I dati, diffusi dalla FNOPI, evidenziano anche la carenza di organici e le condizioni di lavoro degli infermieri: aumenta del 25-26% il rischio di mortalità causato da eccesso di pazienti e svolgimento di attività non infermieristiche, burocrazia in primis
Congresso FederAnziani, Mangiacavalli (FNOPI): «Serve infermiere di famiglia per assistenza cronicità»
Secondo gli ultimi dati Eurostat l’Italia è già al primo posto nel 2018 in Europa per percentuale di over 65. Barbara Mangiacavalli Federazione Nazionale degli Infermieri (FNOPI): «La priorità per il futuro è l’istituzione della figura dell’infermiere sul territorio, analoga a quella del medico di medicina generale»
Gestione rischio clinico regionale, presa di posizione degli infermieri toscani
«Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche delle Toscana stanno assistendo ad una querelle sulla direzione della gestione rischio clinico Regionale, in cui per altro sono coinvolti altri ordini locali, che tutto sembra meno che un percorso rigoroso e rispettoso delle norme in materia di Rischio Clinico così come definite dalla L 24/2017, quanto istanze apparentemente del […]
Agli infermieri piace il nuovo Patto per la Salute. Mangiacavalli (FNOPI): «Innovativo, apre al territorio»
La presidente della Federazione Nazionale degli Infermieri (FNOPI) Barbara Mangiacavalli apre anche sulla Manovra in discussione in Parlamento: «Confidiamo nel fatto che quanto promesso dal Ministro della Salute si realizzi»
Infermieri, 50% vorrebbe cambiare ambito di lavoro. Draoli (Giovani FNOPI): «Norme concorsuali da modificare»
Il referente per i giovani della Federazione delle professioni infermieristiche spiega perché molti infermieri millennials non sono soddisfatti del posto di lavoro: «Si ritrovano in un elenco in cui la sorte più che la valorizzazione tende poi a collocarli in un setting lavorativo piuttosto che in un altro»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Ecm

ECM, un mese alla fine del triennio. Bovenga (Cogeaps): «Attenzione a contenziosi, concorsi e lettere di richiamo»

A Roma il Presidente del Consorzio gestione Anagrafica delle Professioni Sanitarie ha illustrato le ultime novità in tema di aggiornamento professionale obbligatorio: «Il sistema è in crescita. Da ...
Salute

Burnout in sanità, i più colpiti? Giovani, donne e ospedalieri. I risultati della survey AME

Simonetta Marucci, coordinatrice del sondaggio dell’Associazione Medici Endocrinologi: «Continueremo ad analizzare il fenomeno per poi proporre risposte adeguate per migliorare la nostra attività ...
Diritto

Responsabilità professionale, Federico Gelli: «Sulla gestione del rischio tre regioni in ritardo. Polizza primo rischio, ecco quando farla…»

Il “padre” della Legge 24 del 2017, oggi presidente della Fondazione Italia in Salute, ha fatto il punto nel corso di un convegno all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma: «Legge va applicata...