Contributi e Opinioni 27 Maggio 2021 11:23

Dl Riaperture, saranno consentite visite a pazienti Covid. D’Arrando-Lorefice: «Protocollo uniforme assicurerà l’accesso»

«Come M5S vogliamo che le visite da parte dei familiari secondo regole prestabilite siano assicurate» sottolineano Celeste DArrando e Marialucia Lorefice, rispettivamente commissaria e presidente della Commissione Affari sociali alla Camera

La sofferenza affettiva legata alla pandemia e alle misure per contenerla ha avuto un impatto negativo sulla serenità e sulla salute delle persone anziane e di quelle con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, ospiti nelle strutture sanitarie. Per questo, attraverso due nostri emendamenti al decreto riaperture, che presto sarà discusso in Aula a Montecitorio, come Movimento Cinque Stelle vogliamo che le visite da parte dei familiari secondo regole prestabilite siano assicurate. Così, in una nota, Celeste DArrando e Marialucia Lorefice (entrambe M5S), rispettivamente commissaria e presidente della Commissione Affari sociali alla Camera, firmatarie degli emendamenti approvati al Decreto Riaperture sugli accessi negli ospedali.

«Per gli accompagnatori, i parenti o i visitatori dei pazienti affetti da Covid-19 – prosegue Celeste DArrando -, attraverso un protocollo uniforme su tutto il territorio nazionale, viene assicurato l’accesso in ambienti dedicati individuati dalla struttura e in condizioni di sicurezza per almeno un familiare in modo che i pazienti possano tornare a ricevere le visite dei propri cari».

«Si favoriscono inoltre le comunicazioni tra operatori e familiari – aggiunge Marialucia Lorefice – con informazioni puntuali e periodiche sullo stato di salute del proprio familiare attraverso una figura appositamente designata. In caso di impossibilità dello svolgimento di visite in presenza la struttura potrà fornire l’opportunità di effettuare delle videochiamate. Un lavoro che portiamo avanti da tempo, perché riteniamo fondamentale garantire il benessere relazionale e affettivo delle persone, ma nel rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione del contagio», concludono D’Arrando e Lorefice.

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