Voci della Sanità 27 Settembre 2019 16:28

Curare con la musica, sperimentazione dei ricercatori dell’ICS Maugeri in campo oncologico e del dolore resistente

Conferenza stampa alla Camera con la capogruppo in Commissione Affari Sociali M5S Fabiola Bologna e Alfredo Raglio, Coordinatore scientifico e didattico del Master in Musicoterapia dell’Università di Pavia. La deputata Cinque Stelle: «Impegno politico volto a definire linee guida nei vari ambiti clinici perché si arrivi ad una applicazione rigorosa e documentata»

«Puntiamo a porre in evidenza le basi scientifiche della musicoterapia e degli interventi con la musica in ambito clinico per le persone con disabilità. Credo che sia particolarmente importante che una discussione di questo tipo avvenga nel cuore delle Istituzioni: dimostra infatti che c’è grande attenzione ai soggetti più vulnerabili come le persone con disabilità, ma anche al tema dell’innovazione in ambito sanitario e della ricerca scientifica. Conoscenza e sensibilizzazione, anche in questo ambito, sono alla base di ogni intervento normativo che si voglia realizzare». Con queste parole la deputata e neurologa Fabiola Bologna, capogruppo Movimento 5 Stelle della XII Commissione Affari Sociali, ha introdotto la conferenza stampa dal titolo “Curare con la musica: premesse scientifiche e ambiti applicativi e di ricerca della musicoterapia” che si è svolta nella Sala Stampa della Camera dei Deputati.

Il prof. Alfredo Raglio (Phd Istituti Clinici Scientifici Maugeri – Pavia – e Coordinatore scientifico e didattico del Master in Musicoterapia presso l’Università di Pavia) è stato invitato a relazionare sulla materia che ha conosciuto notevole impulso di ricerca negli ultimi venti anni.

Lo studioso e ricercatore ha da subito sottolineato la valenza relazionale del rapporto terapeuta-paziente: un approccio basato sull’emozione che solo dopo è stato tradotto in sforzo riabilitativo perché, «come Oliver Sacks ricorda nel suo testo ‘Musicofilia’, la musica fa parte della nostra capacità innata di esprimerci, indipendentemente dalla nostra cultura musicale. Per questo motivo può essere accostato al concetto di biofilia».

I risultati dei numerosi studi richiamati dimostra come le sedute di musicoterapia abbiano effetti concreti riflettendosi in una netta diminuzione di episodi di ansia e deliri, oltre che sui parametri vitali e sulla stimolazione neurochimica dei pazienti. La musica può quindi essere lo strumento per rivolgersi a problematiche di natura psico-comportamentale e cognitiva. Da queste premesse si è sviluppata la Neurologic Music Therapy, una tecnica utilizzata per contrastare le disfunzioni neurologiche del sistema nervoso dal punto di vista cognitivo, sensoriale e motorio.

Dopo alcune ricerche condotte sullo stato di coscienza (minima e stato vegetativo), sulla riabilitazione della mano con strumenti di realtà virtuale e musicoterapie su pazienti con esito di stroke, dopo la creazione di musica algoritmica, attualmente i ricercatori dell’ICS Maugeri stanno sperimentando la musica algoritmica anche nel contesto oncologico (pazienti con tumore al seno che sono sottoposte per la prima volta alla radioterapia) e nell’ambito del dolore resistente (in particolare nei pazienti con fibromialgia).

A fronte di questi dati, la speranza e l’impegno politico – come evidenziato in chiusura dall’On. Bologna e dal Prof. Raglio – non possono che essere rivolti alla promozione della musicoterapia come pratica terapeutica-riabilitativa a tutti gli effetti, definendo delle linee guida nei vari ambiti clinici perché si arrivi ad una applicazione rigorosa e documentata che supporti la ricerca scientifica.

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