OMCeO, Enti e Territori 8 Maggio 2019

Contratto, Nursing Up: «Regioni ed Aran non perdano tempo, gli infermieri non possono aspettare ancora la revisione dell’ordinamento professionale»

Proseguono i lavori della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale, prevista dall’articolo 12 del Ccnl 21 maggio 2018 del Comparto Sanità e composta dai sindacati firmatari del contratto, dalle Regioni e dall’Aran. «La riunione è stata caratterizzata dall’esposizione dei dati sulla distribuzione del personale divise per fasce economiche, ad opera di Antonio Cascio, Comitato di Settore Regioni–Sanità, […]

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Proseguono i lavori della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale, prevista dall’articolo 12 del Ccnl 21 maggio 2018 del Comparto Sanità e composta dai sindacati firmatari del contratto, dalle Regioni e dall’Aran. «La riunione è stata caratterizzata dall’esposizione dei dati sulla distribuzione del personale divise per fasce economiche, ad opera di Antonio Cascio, Comitato di Settore Regioni–Sanità, al fine di fornire una lettura complessiva della situazione sul territorio» fa sapere il sindacato degli infermieri Nursing Up.

«Sottolineo in questa sede l’esigenza di dedicare meno tempo possibile all’individuazione di dati già disponibili attraverso il Conto annuale dello Stato – ha commentato Antonio De Palma, presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up – . La Commissione deve implementare un’attività di ricognizione e conoscenza di dati specifici in relazione al lavoro di dettaglio che bisogna fare. Quindi, prima di tutto, propongo di stendere un planning delle attività da svolgere con i dati necessari correlati. Altrimenti si rischia di perdere e gli infermieri non possono aspettare ancora».

«Contesto il fatto che le Regioni – ha specificato Antonio De Palma – non sono state in grado di fornire dati specifici relativi all’articolazione del personale del SSN sul territorio, suddivisa per profili professionali. Ciò è necessario, a nostro parere, per avere una visione puntuale ed organica dell’articolazione del personale dei vari ruoli e delle risorse impiegate». Il direttore Aran Gianfranco Rucco ha dichiarato che l’Aran non può dimenticare il vincolo finanziario e il vincolo economico-amministrativo, che ancora non è dato sapere. Che non si può prescindere da tali vincoli, altrimenti ognuno uscirà dalla Commissione col suo libro dei sogni. La riunione si è sciolta fissando il prossimo incontro per il 4 giugno, alle 10.30 in Aran.

«Per gli infermieri pretendiamo un cambio di marcia senza perdere altro tempo prezioso – ha continuato De Palma – la nostra delegazione è qui per difendere gli interessi dei professionisti sanitari, a difesa delle alte competenze della categoria. Una categoria che attende da lungo tempo la revisione del sistema di classificazione professionale del personale del SSN». «La Commissione – ha spiegato – ha proprio il compito di individuare le soluzioni più idonee a garantire l’ottimale bilanciamento delle esigenze organizzative e funzionali delle aziende ed enti sanitari con quelle di riconoscimento e valorizzazione della professionalità dei dipendenti».

«L’organismo – ha sottolineato il sindacato – che avrebbe dovuto essere istituito presso l’Aran entro trenta giorni dalla sottoscrizione del contratto (datata 21 maggio 2018), è previsto dall’articolo 12 del Ccnl relativo al personale del comparto sanità, triennio 2016–2018, e il Nursing Up, unico sindacato di categoria presente, vigilerà per salvaguardare i diritti degli infermieri italiani, affinché venga scritta una nuova importante pagina nella trentennale storia verso la valorizzazione professionale».

«Auspichiamo, per il bene degli infermieri italiani e degli altri professionisti ex legge 42/1999, che sia finalmente giunto il momento che tanto attendevamo: tutta la comunità professionale aspetta il rilancio delle cosiddette competenze avanzate – ha concluso De Palma – che il processo di innovazione venga finalmente portato a compimento il più presto possibile per adeguare l’inquadramento degli infermieri a quello vigente negli altri Paesi europei, dove emigrano i nostri giovani professionisti sanitari freschi di laurea, nonostante la drammatica carenza di organico del Ssn, che, lo ribadiamo ancora una volta, registra un’emorragia mai sanata di professionisti che ammonterà a breve a circa 90mila unità».

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