OMCeO, Enti e Territori 21 Gennaio 2019

Consulta salute mentale, nel Lazio e a Roma rischio emergenza

“Per la grave carenza di personale e per il progressivo svuotamento dei Servizi psichiatrici territoriali ed ospedalieri”, a Roma e nel Lazio sono a rischio “i livelli essenziali di cura con gravi ricadute sulla salute dei pazienti e pesanti ripercussioni sulle famiglie”. Lo sottolineano la Consulta regionale per la salute mentale e quella cittadina permanente […]

“Per la grave carenza di personale e per il progressivo svuotamento dei Servizi psichiatrici territoriali ed ospedalieri”, a Roma e nel Lazio sono a rischio “i livelli essenziali di cura con gravi ricadute sulla salute dei pazienti e pesanti ripercussioni sulle famiglie”. Lo sottolineano la Consulta regionale per la salute mentale e quella cittadina permanente per la salute mentale di Roma Capitale, dopo un incontro tenuto oggi per informare circa lo stato in cui versa l`assistenza psichiatrica pubblica a Roma e nel Lazio. “A fronte di un aumento delle problematiche psichiatriche complesse – si legge nella nota congiunta – che solo a Roma riguardano circa 35.000 pazienti in trattamento nelle tre ASL, va sempre piu` impoverendosi la rete di cura, con offerte di presa in carico disomogenee e assolutamente inadeguate alle necessita` cliniche, non rispettose dei bisogni di salute dei cittadini e che non garantiscono a tutti gli stessi obiettivi di efficacia, di appropriatezza delle cure e di accesso ai Servizi. Tutto cio` si sta consolidando nel silenzio e nell`indifferenza, penalizzando e discriminando le fasce piu` vulnerabili ed economicamente piu` deboli dei cittadini”. In particolare, la Regione “non ha accolto le proposte di modifica del tetto di esenzione alla compartecipazione per le SRSR (strutture residenziali socio riabilitative) cosicche` ad oggi le famiglie con un ISEE pari o superiore a euro 20.000 dovranno pagare ogni mese euro 1.944 + iva (quota sociale pari al 60%)”. Mentre il Campidoglio “vorrebbe procedere con un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per risolvere il dramma dei senza fissa dimora.Sarebbe un pericoloso ritorno al passato, l`azzeramento dei principi della riforma psichiatrica, trasformare un atto sanitario in un provvedimento di polizia urbana”. Tutti i componenti delle due Consulte per la salute mentale “auspicano che la Regione Lazio e Roma Capitale maturino in tempi brevissimi un intelligente ripensamento politico, restituendo all`assistenza psichiatrica e alla tutela della salute mentale una definizione omogenea ed organica degli obiettivi e delle strategie d`intervento per l`eliminazione delle profonde differenze e disuguaglianze che caratterizzano la continuita` terapeutica nella presa in carico, tenendo conto dei principi della dignita` della persona, dell`equita`, della qualita` e dell`appropriatezza nell`accesso alle cure”.

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