Voci della Sanità 27 Giugno 2018 15:10

Congresso Amsi: «65.000 professionisti sanitari stranieri arricchiscono il mercato del lavoro italiano senza provocare guerre tra poveri»

S’è svolto a Roma il Congresso AMSI, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, con il patrocinio dell’ Ordine del Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma, della Confederazione Internazionale Unione Medica Euro Mediterranea-UMEM, del Movimento Internazionale “Uniti per Unire” e della BTL-ITALIA, col suo centro studi B-ACADEMY. Hanno  partecipato oltre 100 professionisti della sanità, italiani e […]

S’è svolto a Roma il Congresso AMSI, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, con il patrocinio dell’ Ordine del Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma, della Confederazione Internazionale Unione Medica Euro Mediterranea-UMEM, del Movimento Internazionale “Uniti per Unire” e della BTL-ITALIA, col suo centro studi B-ACADEMY. Hanno  partecipato oltre 100 professionisti della sanità, italiani e d’origine straniera; l’ Amsi ha presentato le statistiche relative al censimento  dei professionisti della sanità d’ origine straniera che «non solo lavorano in modo sinergico e in armonia  coi colleghi italiani – sottolineano le Associazioni – ma contribuiscono sensibilmente alla crescita economica, allo sviluppo della cooperazione del nostro Paese e delle politiche per l’ integrazione».

Stando a quanto riportato da Amsi e UMEM, il numero di questi professionisti è in crescita rispetto agli ultimi anni, ma non di molto: gli arrivi, infatti (soprattutto da Siria, Egitto, Iraq, Africa) oggi sono bilanciati  dalle partenze (per Europa dell’ Est, Libano, Israele, Somalia).

In tutto vi sono, ad oggi, più di 65.000 professionisti della sanità d’origine straniera : 18.500 medici, 38.000 infermieri, 3.500 farmacisti, 4.000 fisioterapisti e 1000 psicologi. La maggior parte lavora nelle strutture private italiane, per l’impedimento a partecipare ai concorsi pubblici, che richiedono la cittadinanza italiana.

«Negli ultimi quattro anni si registra un aumento del 20% di ritorni di questi professionisti nei loro Paesi d’ origine (specie  Libano, Giordania, Romania, Albania, Paesi africani e sudamericani) per motivi economici o familiari» spiega il Professor Foad Aodi, Fondatore di Amsi ed Umem e Consigliere dell’ OMCEO di Roma. «Oltre a ciò registriamo anche un aumento del 30 per cento delle richieste di professionisti della sanità  italiani che chiedono di poter svolgere degli stage o di lavorare all’estero».

Altrettanto in aumento sono le richieste di medici italiani e di origine straniera da parte dei Paesi europei (Inghilterra, Scozia, Belgio, Olanda) mediterranei e arabi (Arabia Saudita, Qatar, Siria, Libia, Iraq, Sudan, Somalia), insieme alle nazioni africane e sud-americane (specie Congo, Nigeria, Senegal ed Ecuador). Inoltre si registra una diminuzione di oltre il 60% dei medici laureati provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est, in controtendenza a come fu appena dopo la caduta del Muro di Berlino: lo stesso si può dire per l’arrivo degli studenti di Medicina, in netto calo a causa dei difficili esami di ammissione a questo corso di laurea.

«Ribadiamo, come proposto nel nostro progetto #BuonaSanità, cui hanno aderito centinaia di Associazioni  – prosegue Foad Aodi – l’indispensabilità  d’una vera, innovativa legge europea sull’ immigrazione, coinvolgente tutti i Paesi UE come si sta discutendo in questi giorni in Europa. Basata su un’immigrazione programmata, sul rispetto di diritti e doveri reciproci: promuovendo la cooperazione internazionale, la creazione di nuove strutture sanitarie e di nuovi servizi socio-sanitari sia ai confini UE che nei nostri Paesi d’ origine. Vogliamo costruire ponti di dialogo, non muri di chiusura, come stanno facendo alcuni Paesi europei».

Nel ringraziare tutti gli intervenuti al Congresso (dal 2000 ad oggi  sono stati organizzati  più di 600 convegni AMSI) Aodi lancia il suo appello al mondo sanitario e politico per prendere in considerazione il progetto #BuonaSanità e affrontare urgentemente le questioni principali ricordate nello stesso progetto. Precariato, numero chiuso dei laureati, programmazione del numero degli specialisti, tutela del diritto dalla salute, definizione d’un codice di condotta internazionale per le Ong, lotta alle aggressioni e alle discriminazioni contro i professionisti della sanità, combattere la “medicina difensiva” e la fuga dei cervelli, colmare la carenza di medici specialisti,  medici di famiglia,  pediatri ed anestesisti sia negli ospedali che nel territorio.

Infine, Amsi e Uniti per Unire si rivolgono al Governo e a tutte le forze politiche per promuovere politiche per l’ integrazione; e li invitano  a non continuare a creare dissidi  politici e mediatici sulla pelle degli immigrati, regolari o irregolari, solo per scopi elettorali.

Al dibattito sono intervenuti anche il Preside della Facoltà di Medicina e Farmacia della “Sapienza”, Carlo Della Rocca (che presto incontrerà il professor Aodi per intensificare la collaborazione comune), il sindaco di Cerveteri e Coordinatore Nazionale del nuovo movimento politico “Italia in Comune”, Alessio Pascucci, l’esponente del Comitato Centrale della FNOMCeO, Vicepresidente dell’ OMCeO di Roma e Vicesegretario nazionale della FIMMG, Pierluigi Bartoletti, e il Presidente dell’ONG “Emergenza Sorrisi”, Dottor Fabio Avenavoli che hanno dato la loro massima disponibilità di portare avanti le proposte dell’AMSI coinvolgendo le istituzioni e Ong che rappresentano.

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