Voci della Sanità 6 Settembre 2016

Cgil, Cisl e Uil Medici: riduzione medici nelle strutture extra-ospedaliere danneggia la sanità calabrese

Cgil, Cisl e Uil Medici intervengono, in una nota congiunta, sul controverso decreto n. 81 a firma del Commissario Scura ed evidenziano: Per effetto del DCA  81 pubblicato il 22/07/2016 a firma del Commissario Scura e del Sub Commissario Urbani, relativo agli accreditamenti e regolamenti delle strutture sanitarie e socio-sanitarie extraospedaliere, scompare la figura del […]

Cgil, Cisl e Uil Medici intervengono, in una nota congiunta, sul controverso decreto n. 81 a firma del Commissario Scura ed evidenziano:

Per effetto del DCA  81 pubblicato il 22/07/2016 a firma del Commissario Scura e del Sub Commissario Urbani, relativo agli accreditamenti e regolamenti delle strutture sanitarie e socio-sanitarie extraospedaliere, scompare la figura del medico di modulo/struttura e comunque viene diminuita la presenza del medico specialista nelle stesse strutture.

L’assenza di tali figure professionali porterebbe a ridurre la qualità dell’assistenza offerta  con aggravio di spesa e sovraccarico di lavoro per la continuità assistenziale e da mezzanotte per il 118.

Inoltre potrebbe causare anche un aumento dei ricoveri  nelle strutture ospedaliere per acuti e di conseguenza non produrrebbe una riduzione dei costi per come voluto dalla struttura Commissariale nel redigere il decreto, ma ad un aumento della spesa sanitaria.

Inoltre, dopo anni di lavoro nelle suddette strutture, verrebbero ad essere licenziati tanti  medici che non troverebbero collocazione sul mercato sanitario in quanto gli stessi non hanno maturato alcun punteggio da esibire nella compilazione delle graduatorie che danno accesso sia alla medicina di base e sia alla continuità assistenziale.

Per tali motivi sarebbero relegati nel limbo, senza stipendio né pensione, tanti medici creando in questo modo dei cosiddetti “esodati” della sanità privata calabrese.

Le scriventi organizzazioni sindacali del personale medico chiedono un incontro con il Presidente della Regione Calabria e la struttura Commissariale sollecitando sin d’ora la modifica del decreto, mai discusso con le parti sociali.

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