Voci della Sanità 10 Dicembre 2020 18:57

Carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, confermati i benefici di trastuzumab deruxtecan

Circa un paziente su cinque con carcinoma mammario risulta HER2-positivo, e questa positività è associata a una malattia aggressiva, un alto tasso di recidiva e un aumento della mortalità. Trastuzumab deruxtecan, l’anticorpo monoclonale coniugato anti-HER2 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, continua a dimostrare un’efficacia notevole e una risposta duratura in pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER-positivo, precedentemente trattate con due o più regimi terapeutici anti-HER2. I risultati aggiornati dello studio di fase II DESTINY-Breast01 sono stati presentati durante il San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) 2020.

«Con una durata mediana del follow-up di 20,5 mesi, nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo trattato con trastuzumab deruxtecan (5,4 mg/kg) è stato osservato un tasso di risposta obiettiva (ORR) del 61,4%, e una durata mediana della risposta (DoR) di 20,8 mesi. La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) è stata di 19,4 mesi. In un’analisi esplorativa della sopravvivenza globale (OS), la percentuale stimata, al 35% di maturità dei dati, delle pazienti vive a 18 mesi dall’inizio del trattamento è stata del 74%. Nell’analisi precedente, effettuata a 11,1 mesi di follow-up, era stata osservata una ORR del 60,9%, con una DoR di 14,8 mesi e una PFS mediana di 16,4 mesi. È richiesto ora un follow-up aggiuntivo per dati più maturi sulla OS, e sono in corso ulteriori trial per confermare i risultati di DESTINY-Breast01». Lo comunica Daiichi Sankyo in una nota.

«I dati a lungo termine dello studio DESTINY-Breast01 confermano ulteriormente il ruolo che questa opzione terapeutica può svolgere nel cambiare gli esiti del trattamento per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo precedentemente trattate – ha spiegato Shanu Modi, MD, Oncologo senologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center –. È cruciale essere in grado di offrire ai pazienti una terapia come questa, che offre un beneficio clinico duraturo, poiché finora ci sono state pochissime terapie in grado di farlo in tale popolazione».

La maggior parte delle pazienti nello studio, aveva ricevuto linee multiple di terapie precedenti, inclusi trastuzumab, trastuzumab emtansina (T-DM1) e pertuzumab. La durata mediana del follow-up è stata di 20,5 mesi.

«Il profilo complessivo di sicurezza e tollerabilità di trastuzumab deruxtecan – prosegue il comunicato – è stato coerente con quanto osservato in precedenza, con poche ulteriori interruzioni della terapia dovute ad eventi avversi con trattamento di più lunga durata. Complessivamente, il 52,7% delle pazienti ha manifestato un evento avverso di grado ≥3 correlato al trattamento. Nell’analisi aggiornata con una mediana di 9 mesi di follow-up, il 18,5% delle pazienti ha interrotto la terapia a causa di eventi avversi, rispetto al 15,2% della precedente. La maggior parte dei casi di malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite si è verificata durante i primi 12 mesi di trattamento, e i risultati suggeriscono che il rischio di sviluppare ILD o tossicità da polmonite, non è correlato al trattamento cumulativo con trastuzumab deruxtecan».

«Sono stati segnalati – si legge ancora – tre nuovi casi di ILD correlata al trattamento, come stabilito da un comitato di aggiudicazione indipendente (un grado 1, un grado 2 e un decesso (grado 5). Due casi erano in fase di aggiudicazione al cut- off dei dati. È necessaria una continua attenzione ai sintomi polmonari al fine di un intervento precoce. Al cut-off dei dati dell’8 giugno 2020, il 20,1% delle pazienti era rimasto in trattamento con trastuzumab deruxtecan».

«Questi risultati aggiornati illustrano il potenziale trasformativo della pratica clinica di trastuzumab deruxtecan che potrebbe diventare opzione terapeutica a lungo termine per pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo precedentemente trattato – ha sottolineato Antoine Yver, MD, MSc, Vicepresidente esecutivo e Responsabile globale del reparto di Ricerca e sviluppo in oncologia di Daiichi Sankyo -. La durata della risposta e il profilo di sicurezza a lungo termine, confermano ulteriormente che la nostra tecnologia DXd dell’anticorpo monoclonale coniugato, costituisce un trattamento efficace e duraturo».

«Con una durata della risposta superiore a 20 mesi, i risultati dello studio DESTINY-Breast01 appena presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium rappresentano un’ottima notizia per tutte le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo che abbiano già ricevuto una precedente linea di trattamento e ci incoraggiano a cercare ulteriori conferme per l’utilizzo della molecola in questo setting» ha concluso José Baselga, MD, PhD, Executive Vice-President, Research & Development Oncology di AstraZeneca.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 18 gennaio, sono 95.077.677 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.031.599 i decessi. Ad oggi, oltre 39,47 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Assicurativo

Posso portare in deduzione la mia Rc professionale?

Tutti coloro che devono stipulare una polizza per la responsabilità civile in ambito professionale hanno la necessità di far pesare il meno possibile tale onere obbligatorio sul loro reddito da lavo...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...