OMCeO, Enti e Territori 29 Gennaio 2019

Alimenti, vestiti, giocattoli e soprattutto sorrisi. Il cuore di Consulcesi Onlus batte per i bambini di Tirana

Insieme alla Fundjave Ndryshe un contributo alle famiglie in maggiori difficoltà sociali ed economiche. I collaboratori della sede albanese del Gruppo Consulcesi, dai dipendenti ai manager, hanno devoluto il loro regalo di Natale aziendale in beneficienza e c’è stata una vera e propria gara per poter far parte della delegazione che si è occupata della consegna. Il racconto commosso: «Da quei bambini abbiamo ricevuto molto di più di quello che abbiamo donato»

Pacchi con generi alimentari, vestiti e giocattoli. Consulcesi Onlus, realtà nata dall’impegno sociale del gruppo Consulcesi, in collaborazione con Fundjave Ndryshe, ha iniziato il 2019 fornendo un aiuto concreto alle famiglie più bisognose di Tirana.

Lo scorso fine settimana una delegazione dei collaboratori della sede di Tirana – guidata dal Direttore Generale del Gruppo Simona Gori –  si è recata nei quartieri di Vaqarr, Prush e Arbane per portare un piccolo ma significativo contributo alle famiglie in evidente difficoltà economica: uomini, donne e soprattutto bambini costretti a vivere in condizioni di forte disagio sociale, e che per risparmiare vivono in appartamenti senza riscaldamento e corrente elettrica. Lo Stato albanese garantisce una prima forma di assistenza economica ma sono tante le emergenze che queste famiglie, in gran parte con tanti bambini piccoli e con i genitori senza lavoro ed in alcuni casi anche malati, devono fronteggiare quotidianamente.

Il sostegno di Consulcesi onlus non è stato solo materiale. A conferma del forte legame con il territorio, l’iniziativa è stata vissuta con forte trasporto da tutta la sede di Tirana: tutti i collaboratori, dai dipendenti ai manager, hanno devoluto il loro regalo aziendale in beneficienza e si è addirittura resa necessaria una selezione per individuare il gruppo che, insieme ai volontari della Fundjave Ndryshe, avrebbe consegnato alimenti, vestiti e giocattoli. Le candidature erano infatti più del doppio rispetto ai posti a disposizione per far parte della delegazione: in molti avevano espresso la volontà di poter toccare con mano la dura realtà di quelle famiglie, ascoltare le loro storie e cercare di alleviare le loro sofferenze con parole di conforto, abbracci e sorrisi.

«Abbiamo visto soffitti distrutti – il racconto commosso dei “volontari Consulcesi” che hanno vissuto questa toccante esperienza -, camere con un solo letto in cui dovevano dormire tre bambini, riscaldamento che non veniva acceso per risparmiare. C’erano bambini malati che non si possono curare e altri ancora che camminavano scalzi in case senza pavimenti o giocavano nella terra bagnata e fredda. I loro genitori erano disperati ed in molti casi anche frustrati perché impossibilitati a farli crescere e studiare come gli altri coetanei. Ma abbiamo ricevuto tanto dai sorrisi dei bambini quando hanno visto i giocattoli. E anche se sappiamo che la povertà nel nostro Paese è diffusa, troppo spesso ci dimentichiamo che ci sono persone che hanno estremamente bisogno del nostro sostegno. Ancora una volta, abbiamo avuto una conferma diretta che aiutare arricchisce».

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