L’Associazione ha partecipato all’incontro del CIPA sul Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana 2025-2027
È nella fase conclusiva il percorso verso il Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana 2025-2027. L’AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica – ha partecipato all’incontro promosso dal Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (CIPA), presieduto dal Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci. Nel corso dell’incontro è stato illustrato il Piano dopo l’Intesa raggiunta il 10 settembre in Conferenza Unificata. Il prossimo passaggio sarà l’adozione da parte del CIPA, cui seguirà la programmazione regionale. Per AISLA si tratta di un passaggio atteso, ma anche dell’avvio di una fase nella quale sarà necessario verificare come i principi contenuti nel Piano verranno tradotti concretamente nei territori.
La costruzione del Piano è stata accompagnata dal confronto con Parti sociali ed Enti del Terzo Settore. Diverse osservazioni emerse durante il percorso, è stato spiegato nel corso dell’incontro, sono state recepite nel documento. Un metodo partecipativo che consente di portare nella programmazione pubblica l’esperienza maturata quotidianamente accanto alle persone con fragilità e alle loro famiglie. “È un risultato importante, atteso da tempo, e vogliamo riconoscere il valore del percorso compiuto”, dichiara Pina Esposito, Segretario nazionale AISLA, presente all’incontro in rappresentanza dell’Associazione. “Abbiamo particolarmente apprezzato la scelta del CIPA e del Vice Ministro Bellucci di accompagnare la costruzione del Piano con un confronto reale con le Parti sociali e il Terzo Settore. Aver ascoltato e valorizzato il contributo delle organizzazioni che rappresentano persone e famiglie significa costruire politiche più vicine ai bisogni reali. È un metodo che auspichiamo possa accompagnare anche la fase di attuazione”.
Uno dei punti centrali del Piano è rappresentato dalla Valutazione multidimensionale unificata (VMU), insieme alla presa in carico integrata, al Piano assistenziale individualizzato (PAI), alla domiciliarità e al raccordo tra Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) e Livelli essenziali di assistenza (LEA). Un’impostazione che assume particolare rilievo nelle condizioni caratterizzate da elevata complessità clinica e assistenziale, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Per AISLA, la valutazione non può limitarsi a fotografare la condizione di non autosufficienza, ma deve essere in grado di intercettare anche l’intensità del bisogno, la sua possibile evoluzione e le necessità del nucleo familiare. È da questa valutazione che dovrebbe partire un PAI in grado di tradursi in interventi adeguati, tempestivi e continuativi. Il tema riguarda anche il rapporto tra il sistema della disabilità e quello rivolto alla popolazione anziana. Le due riforme prevedono strumenti differenti, ma il bisogno della persona può rimanere il medesimo. Da qui la necessità, sottolinea AISLA, di garantire continuità nella presa in carico e appropriatezza della risposta nella successiva fase di attuazione regionale e territoriale.
Anche il tema della domiciliarità viene letto dall’Associazione in una prospettiva più ampia. Restare a casa, infatti, richiede una rete capace di mettere in collegamento servizi sociali, sociosanitari e sanitari, competenze specialistiche e sostegno ai caregiver. Quando appropriato, a questa rete possono aggiungersi anche strumenti di telemedicina, telemonitoraggio e assistenza a distanza. L’obiettivo è evitare che la permanenza al domicilio si traduca semplicemente in uno spostamento del carico assistenziale sui familiari. Per le condizioni ad alta complessità, infatti, la domiciliarità richiede una presa in carico strutturata e continuativa.
L’adozione del Piano non chiude il percorso attuativo della riforma. Un passaggio particolarmente rilevante sarà quello relativo all’articolo 27 del decreto legislativo 29/2024, dedicato alla Valutazione multidimensionale unificata. La VMU rappresenta lo strumento attraverso il quale vengono rilevati in maniera integrata i bisogni sanitari, sociali e sociosanitari della persona anziana e del suo nucleo familiare e, in presenza di non autosufficienza, viene definito il PAI. La disciplina attuativa dovrà stabilire, tra gli altri aspetti, lo strumento nazionale di valutazione, i criteri di priorità per l’accesso ai Punti unici di accesso (PUA), la composizione e il funzionamento delle unità di valutazione e il raccordo con il sistema previsto dalla riforma della disabilità. È su questo terreno che, secondo AISLA, il principio di appropriatezza dovrà tradursi in risposte concrete e omogenee sul territorio. La valutazione dovrà quindi essere in grado di riconoscere non soltanto la presenza della non autosufficienza, ma anche l’intensità assistenziale, la rapidità di evoluzione della condizione, la necessità di continuità specialistica e i bisogni della famiglia. Solo così, sottolinea l’Associazione, il PAI potrà restituire una risposta realmente proporzionata alla complessità della persona.
Per AISLA, dunque, l’adozione del Piano rappresenta un passaggio importante, ma non conclusivo. La sfida sarà ora quella di trasformare l’impianto definito a livello nazionale in interventi concretamente accessibili nei territori. “Attenderemo ora l’adozione e la pubblicazione del Piano per leggerne compiutamente il testo e seguirne l’attuazione nei territori”, conclude Esposito. “Il valore di questo percorso si misurerà nella capacità di trasformare principi condivisi in risposte realmente accessibili e appropriate. AISLA continuerà a contribuire portando l’esperienza delle persone con SLA e delle loro famiglie”.
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