Meteo 12 Gennaio 2018

Ancona, Ospedali Riuniti: primo intervento per curare enfisema polmonare con il vapore

Combattere l’enfisema polmonare iniettando vapore acqueo ad alta temperatura (75-80 gradi) nella parte malata. E’ il nuovo tipo di intervento tentato per la prima volta in Italia dal Sod di Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Ancona ed illustrato dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera Michele Caporossi. «L’enfisema polmonare – ha spiegato il direttore di Pneumologia Stefano […]

Combattere l’enfisema polmonare iniettando vapore acqueo ad alta temperatura (75-80 gradi) nella parte malata. E’ il nuovo tipo di intervento tentato per la prima volta in Italia dal Sod di Pneumologia degli Ospedali Riuniti di Ancona ed illustrato dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera Michele Caporossi.

«L’enfisema polmonare – ha spiegato il direttore di Pneumologia Stefano Gasparini, che ha eseguito l’intervento assieme ai medici Lina Zuccacosta e Martina Bonifazi – rientra insieme alla bronchite cronica nell’ambito delle bronco pneumopatie croniche ostruttive e provoca l’incapacità di espellere l’aria (iperinflazione) per la ridotta elasticità del tessuto polmonare. In sostanza gli alveoli polmonari intrappolano l’aria provocando tosse cronica, affanno e nelle fasi avanzate anche insufficienza respiratoria invalidante. Occorre dunque ridurre il volume dei polmoni, un risultato che prima si otteneva con un intervento di asportazione delle parti più compromesse, o introducendo al loro interno valvole che favorissero l’uscita dell’aria (impedendone l’entrata), o con spirali che avvolgono il lobo polmonare malato. La nuova metodica – ha specificato il direttore Gasparini – consente invece col vapore di causare  alla parte malata un danno termico con conseguente cicatrice, che retrae la zona trattata, riducendone il volume».

L’operazione è stata effettuata su un paziente di 68 anni. «L’intervento – ha sottolineato l’equipe medica – non elimina la malattia, né l’utilizzo dei farmaci. Riduce solo i sintomi di affaticamento e difficoltà respiratoria migliorando la qualità della vita. La difficoltà dell’operazione non è tanto nel trattamento della durata di 15 minuti, quanto nello studio del paziente dal quale scaturiscono i dati da introdurre nel software in base alla Tac per determinare precisamente la sede da trattare e l’energia calorica da applicare. Resta fondamentale per tutti la prevenzione – ha ricordato Fabrizio Volpini, presidente della quarta Commissione Sanità del Consiglio regionale e consigliere delegato alla Sanità – dal momento che le bronco pneumopatie croniche ostruttive derivano principalmente dal fumo di sigaretta, da inquinamento ambientale o da esposizione professionale a polveri. Colpiscono una persona su dieci e sono la quarta causa di morte nel mondo».

Articoli correlati
Coronavirus, ecco il vademecum dell’Istituto Superiore di Sanità
Il documento contiene tutte le risposte alle domande più frequenti sul coronavirus: quali sono i sintomi a cui fare attenzione, i numeri da chiamare, come proteggere i familiari. La guida contiene anche le indicazioni sulle nuove misure adottate dal Governo
Coronavirus, Corsico (pneumologo Pavia): «In terapia intensiva non solo anziani e soggetti fragili»
«Ci sono pazienti che vanno bene e poi a un certo punto peggiorano. E questo succede in tutte le fasce d’età. Anche in pazienti sani si possono riscontrare peggioramenti piuttosto improvvisi». Il Direttore dell’Unità operativa complessa di pneumologia del Policlinico San Matteo di Pavia racconta la situazione dell’ospedale a più di un mese di distanza dallo scoppio dell’emergenza sanitaria in Italia
Coronavirus, Aimo: «Presente in sacco congiuntivale anche in assenza di altra sintomatologia»
I medici oculisti di Aimo si rivolgono al ministero Speranza: «Pazienti potenzialmente contagiosi affollano nostri Pronto Soccorso»
Covid-19, Aipo: «Pneumologia italiana allertata e pronta»
L’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri: «Un’importante sfida per il nostro SSN che si è pienamente dimostrato all’altezza nel rispondere a questa complessa e difficile situazione»
Depressione, è il medico di famiglia il punto di riferimento dei pazienti. Ma spesso non basta
Siracusano (Tor Vergata): «Il medico di famiglia è la prima frontiera, il primo sportello a venir contattato dalla persona che sta male, ma deve subito interfacciarsi con uno specialista, perché il grande problema, oggi, sono le depressioni non trattate e cresciute in recidiva»
di Tommaso Caldarelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 28 marzo, sono 622.450 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 28.794 i decessi e 135.779 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA   Bollettino...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...
Salute

«Scovare i positivi casa per casa: così abbiamo sconfitto il virus a Vo’». Il virologo Crisanti racconta il modello veneto

Il professore di Microbiologia e virologia Andrea Crisanti ha coordinato lo studio sugli abitanti di Vo’ Euganeo: «Con il tampone abbiamo identificato fin dall’inizio sia le persone asintomatiche...