Salute 22 Settembre 2026 11:10

Malattie reumatiche, l’ecografia distingue meglio tra segni fisiologici e infiammazione

Ricerca internazionale pubblicata su Lancet Rheumatology analizza i reperti ecografici di 802 persone sane. Definiti nuovi range di normalità per articolazione ed età.

di Redazione
Malattie reumatiche, l’ecografia distingue meglio tra segni fisiologici e infiammazione

Una nuova ricerca internazionale, pubblicata su Lancet Rheumatology, ha analizzato i reperti ecografici articolari presenti in soggetti sani, con l’obiettivo di definire parametri di riferimento più precisi per la diagnosi precoce delle malattie reumatiche infiammatorie. Lo studio, condotto nell’ambito del gruppo OMERACT (Outcome Measures in Rheumatology), è stato coordinato dalla Professoressa Maria Antonietta D’Agostino, Ordinario di Reumatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore della UOC di Reumatologia di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, insieme al Professor Andrew Filer, Professore di Reumatologia Traslazionale, Direttore del NIHR Birmingham Biomedical Research Centre e Direttore del Birmingham Tissue Analytics dell’Università di Birmingham (Gran Bretagna).

Primo nome dello studio è la professoressa Ilfita Sahbudin, Associata di Reumatologia all’Università di Birmingham. La ricerca, multicentrica e osservazionale, ha coinvolto 802 soggetti sani tra 18 e 80 anni, reclutati in 20 centri di 13 Paesi di Europa, Sud America, Asia e Medio Oriente. L’obiettivo era verificare un presupposto finora utilizzato nella pratica ecografica reumatologica: che nei soggetti sani, privi di segni clinici di malattia infiammatoria articolare, non fossero presenti alterazioni ecografiche rilevabili indipendentemente dall’età.

Oltre 28mila articolazioni esaminate

I partecipanti sono stati sottoposti a una valutazione ecografica sistematica delle articolazioni delle mani, comprese metacarpo-falangee e interfalangee prossimali, del polso e del piede, con particolare riferimento alle metatarso-falangee. Sono stati valutati tre parametri: ipertrofia sinoviale, segnale Doppler e versamento sinoviale, secondo le linee guida EULAR e il punteggio EULAR-OMERACT. Su oltre 28.000 articolazioni esaminate, il 13% ha presentato un’alterazione ecografica di grado superiore a zero.

La prevalenza maggiore è stata osservata nelle articolazioni del dorso del piede, in particolare nella prima e nella seconda articolazione metatarso-falangea. Il dato più rilevante riguarda il segnale Doppler, indicativo di un aumento della vascolarizzazione che può essere associato ai processi infiammatori: la sua presenza in qualunque articolazione della mano, del polso o del piede è risultata sempre indicativa di una condizione patologica, indipendentemente dall’età. Diversamente, le soglie di normalità relative a ipertrofia sinoviale e versamento articolare cambiano in funzione dell’articolazione esaminata e dell’età del soggetto.

“Quando facciamo un’ecografia per verificare la presenza di sinovite o artrite, alcune piccole alterazioni della membrana sinoviale possono essere già presenti anche in soggetti sani – spiega la Professoressa D’Agostino -. Per verificare la frequenza di queste alterazioni nella popolazione ‘sana’, abbiamo effettuato un ampio studio ecografico su soggetti di diverse etnie e sesso, valutando le articolazioni dei polsi, delle mani e dei piedi, per individuare quali alterazioni possano essere considerate estremamente specifiche di una patologia infiammatoria all’esordio, tali che la loro presenza indichi con certezza un’artrite, soprattutto in soggetti considerati a rischio (presenza di autoanticorpi o dolore infiammatorio persistente). Ne è risultato che le alterazioni Doppler, cioè l’aumento della vascolarizzazione della membrana sinoviale, configurano sempre una lesione patologica e che la presenza di alterazioni a carico di alcune articolazioni, come le piccole articolazioni delle mani (interfalangee prossimali e metacarpofalangee) vada sempre considerata patologica, a qualsiasi età, anche se il soggetto non ha ancora manifestazioni cliniche”.

Verso parametri di riferimento per la diagnosi precoce

“Questo studio conferma che l’ecografia è uno strumento estremamente affidabile, sensibile e specifico – prosegue l’esperta – per formulare una diagnosi precisa di sinovite, indipendentemente dall’età e da altri fattori che possono influenzare il quadro clinico, ed è superiore alla risonanza magnetica, perché può studiare più articolazioni nello stesso momento, alla radiografia o al solo esame clinico”.

“I risultati di questo studio – conclude la professoressa D’Agostino – rappresentano un passo avanti ulteriore verso la medicina di precisione applicata all’imaging reumatologico: la definizione di valori di riferimento specifici per articolazione ed età consentirà di distinguere con maggiore accuratezza i normali segni di invecchiamento articolare, o dell’artrosi, dalle prime manifestazioni di una malattia infiammatoria, riducendo il rischio di diagnosi tardive o, al contrario, di sovradiagnosi in soggetti sani”.

“OMERACT – aggiunge il professor Filer – è un’organizzazione internazionale che coordina lo sviluppo di nuovi strumenti di valutazione da utilizzare negli studi clinici e nei trial in reumatologia. La maggior parte delle misure di outcome utilizzate negli studi sull’artrite è stata sviluppata all’interno di questo gruppo di esperti. Il gruppo ecografico dell’OMERACT è all’avanguardia nel creare e validare strumenti che utilizzano l’ecografia articolare. Lo studio su Lancet Rheumatology è la seconda pubblicazione scaturita da questo gruppo, ma rappresenta il più ampio studio internazionale mai realizzato sull’ecografia muscolo-scheletrica e descrive i reperti ecografici in individui sani di tutte le fasce d’età, definendo i range di normalità e pubblicando nuovi atlanti ecografici per le articolazioni del polso e delle dita dei piedi, che posso essere utilizzati come guida da tutti i professionisti che vorranno utilizzare l’ecografia come strumento di diagnosi precoce”.

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