Lavoro e Professioni 26 Ottobre 2026 11:12

Lo Spallanzani promuove la formazione europea sulla digital PCR applicata ai virus emergenti a trasmissione zoonotica

L’Istituto ha ospitato il corso formativo promosso nell’ambito del consorzio EURL-PH-ERZV. L’evento ha coinvolto ricercatrici europee in attività teoriche e pratiche, favorendo lo scambio di competenze e il rafforzamento della rete di laboratori impegnati nella sorveglianza e nel contrasto alle minacce infettive emergenti.

di Redazione
Lo Spallanzani promuove la formazione europea sulla digital PCR applicata ai virus emergenti a trasmissione zoonotica

Nei giorni scorsi l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS ha ospitato il secondo appuntamento formativo nell’ambito del consorzio europeo EURL-PH-ERZV (EU Reference Laboratory for Emerging, Rodent-borne and Zoonotic Viral pathogens), su mandato dell’ECDC e finanziato dal programma EU4Health. Il corso ha coinvolto due ricercatrici provenienti dal Medical School of Aristotle University of Thessaloniki e dal Robert Koch Institute di Berlino offrendo un’occasione di aggiornamento specialistico e di scambio di competenze tra professionisti europei.

Il corso, intitolato “Nucleic Acid Quantification Methods with a Focus on Digital PCR”, è stato dedicato alle metodiche di quantificazione degli acidi nucleici mediante digital PCR (dPCR), una tecnologia molecolare di particolare interesse per la ricerca virologica e lo studio dei patogeni virali. Il programma ha alternato approfondimenti teorici ed esercitazioni pratiche con un focus su due approcci tecnologici: la dPCR basata su nanoplate e quella basata su droplet.

Le sessioni teoriche hanno illustrato i principi di funzionamento, le caratteristiche tecniche e le potenzialità delle due piattaforme, anche grazie al contributo di specialisti del settore (QIAGEN e Bio-Rad), che hanno condiviso conoscenze ed esperienze sulle rispettive tecnologie. Le attività formative sono state curate dai ricercatori del Laboratorio di Virologia dell’INMI con il contributo dei dottori Fabrizio Carletti e Giuseppe Sberna e delle dottoresse Claudia Minosse, Gabriella Rozera, Isabella Abbate, Elisabetta Lazzari ed Eliana Specchiarello, coinvolti nelle sessioni teoriche e pratiche. Le esercitazioni hanno permesso di approfondire le procedure operative delle piattaforme, l’esecuzione delle analisi e l’interpretazione dei dati. Particolare attenzione è stata dedicata alle applicazioni della dPCR nello studio dei virus emergenti e zoonotici, valorizzando l’esperienza scientifica maturata presso l’Istituto.

Per la dott.ssa Francesca Colavita, responsabile scientifica del progetto per lo Spallanzani “Questo training ha offerto un’importante occasione di confronto, consentendo lo scambio di conoscenze ed esperienze tra i laboratori europei. Iniziative come questa favoriscono la diffusione di competenze scientifiche e contribuiscono ad armonizzare le capacità operative dei laboratori utili per la risposta alle minacce infettive emergenti in particolare quelle legate ai virus zoonotici, la cui rilevanza per la salute pubblica è stata ampiamente dimostrata negli ultimi anni”.

Il direttore scientifico Dott. Enrico Girardi, Direttore Scientifico dell’INMI Spallanzani, ha sottolineato come “questo corso rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento di una rete europea di laboratori impegnati nel contrasto alle malattie infettive. Un approccio condiviso tra istituzioni sanitarie e di ricerca di diversi Paesi europei è fondamentale per contribuire a ridurre le potenziali minacce per la salute della popolazione derivanti dalla diffusione di agenti patogeni con potenziale epidemico”.

Soddisfatto il Prof. Fabrizio Maggi, Direttore dell’UOC Laboratorio di Virologia e Laboratori di Biosicurezza dello Spallanzani, secondo cui “con questa iniziativa, il nostro istituto conferma il proprio ruolo strategico come Laboratorio di Riferimento Europeo nell’ambito dell’EURL-PH-ERZV mettendo a disposizione le proprie competenze per supportare i laboratori europei e rafforzare la capacità comune di identificare e affrontare tempestivamente le minacce rappresentate dai virus emergenti e zoonotici”.