Politica 27 Settembre 2019 13:13

Sanità, Cimo-Fesmed: «Molte ombre nel piano delle regioni per il SSN»

«Ci sono misure inammissibili come la deroga all’orario di lavoro, l’assunzione di neolaureati con approssimativi percorsi di formazione e l’assunzione “a chiamata” di liberi professionisti», sottolinea il presidente della Federazione Guido Cimo

«Il piano delle Regioni per il SSN rischia di essere un furbo tentativo di correre ai ripari su un’emergenza che loro stesse hanno causato e di minare ulteriormente il terreno con azioni che segnerebbero il completo declino delle strutture pubbliche e l’ulteriore fuga dei medici». Queste le prime considerazioni del presidente della Federazione CIMO-FESMED, Guido Quici, al testo che la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome intende proporre al ministro della Salute con soluzioni di emergenza per la sanità e per la carenza di medici.

«A fianco di proposte di buon senso che potremmo anche condividere, troviamo misure inammissibili come la deroga all’orario di lavoro (cui il nuovo contratto ha purtroppo già aperto la strada), l’assunzione di neolaureati con approssimativi e difformi percorsi di formazione che non garantiscono competenze adeguate e l’assunzione “a chiamata” di liberi professionisti», spiega Quici, aggiungendo che “tutto ciò fa parte di un disegno di progressivo abbassamento della qualità del servizio nel SSN e di task shifting delle competenze del medico ad altre professioni sanitarie. Dopo 10 anni di politiche di ridimensionamento del SSN, di mancato turnover, di depotenziamento delle strutture sanitarie, di tagli al costo del personale, di riduzioni di migliaia di strutture complesse e di strutture semplici (tra il 2010 e il 2017, rispettivamente -2.655 e -6.740) con conseguente riduzione della offerta sanitaria; dopo 10 anni di risparmi delle Regioni accumulati proprio sui sacrifici economici e personali dei medici, ecco che la “bacchetta magica” è un piano che nasconde, insieme ad alcune proposte di buon senso che potevano essere attuate da tempo, altre che, sostanzialmente per abbassare i costi, riducono servizi e qualità delle prestazioni mettendo a rischio i pazienti e la sicurezza delle cure».

CIMO-FESMED ricorda che la carenza di medici è diventata insostenibile soprattutto perché oltre il 30% dei medici in attività ha superato i 60 anni ed un ulteriore 38% è tra i 50 e i 60 anni. Una recente indagine CIMO, condotta a campione in alcuni ospedali italiani, testimonia che nella maggior parte dei casi le unità di degenza e i servizi hanno quasi tutto personale medico oltre i 62 anni. Stante che il nuovo contratto consente di esonerarli dalle guardie, chi coprirà allora i turni? Chiuderanno le strutture?

«Non si è voluto, come più volte richiesto, attivare il cosiddetto ospedale di insegnamento; non si è voluto ascoltare quanto le Organizzazioni Sindacali hanno più volte denunciato, non si è voluto compensare la crescente e grave emorragia legata all’esodo dalle strutture pubbliche ed ora che è tardi e che si tenta di intervenire, le proposte che vediamo da parte delle Regioni sono il classico intreccio di rimedi emergenziali e furbizie finalizzate a far passare il criterio di abbassamento dei livelli di competenza e il trasferimento di mansioni a personale meno specializzato, a costi più bassi», afferma il Presidente di CIMO-FESMED.

La Federazione ritiene che, ancora una volta, manchi la volontà politica di un serio sostegno alla sanità pubblica e che personale sanitario e cittadini debbano sapere che molti dei cambiamenti in atto sono figli di una strategia di spartizione del valore della sanità, diminuendo la qualità di quella pubblica e universalistica a vantaggio di altri sistemi, in cui l’accesso alle cure sarà differenziato.

CIMO-FESMED chiede dunque al Ministro della Salute Speranza di aprire un confronto con le parti sociali e le principali associazioni di categoria, al fine di affrontare i temi dell’emergenza di personale e dare una corretta prospettiva alle future strategie della sanità nel Paese.

Articoli correlati
Burnout e preoccupazioni, ma anche tante soddisfazioni. Ecco perché (non) fare il medico secondo Paolo Nucci
In un libro tutto quel che un aspirante medico deve sapere per fare una scelta di vita consapevole
CIMO-FESMED: «Vergognoso sfruttare pandemia per un task shifting contro i medici»
CIMO-FESMED ribadisce la propria posizione in relazione a diversi interventi giudicati poco lungimiranti se non ostili alla categoria dei medici
Enpam, per medici e dentisti via libera a domande per esonero contributi
L'Enpam avvia la procedura online per ricercare medici e odontoiatri potenzialmente beneficiari dell’esonero dei contributi previdenziali
Come capire se un medico riceve (o riceverà) la giusta pensione
È possibile che un professionista sanitario che non esercita più riceva una pensione più bassa di quanto gli spetterebbe. Errori nelle pratiche amministrative possono portare ad una rata mensile sensibilmente meno corposa di quanto maturato. Abbiamo parlato con Francesco Russo, amministratore Con.Ser.Imp srl, studio associato a Consulcesi & Partners, per capire cosa deve fare un medico per farsi restituire quanto ingiustamente tolto
Dad per i figli dei sanitari, medici contrari. Anelli (Fnomceo): «Siamo sconcertati, ripristinare la deroga»
I figli dei professionisti sanitari erano stati esentati dalla didattica a distanza per dar modo ai genitori di non doversi assentare dal lavoro. Il dietrofront del ministero dell’Istruzione causa la protesta di medici e operatori sanitari e comitati di genitori, docenti e studenti
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 7 maggio, sono 156.080.676 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 3.256.425 i decessi. Ad oggi, oltre 1,22 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&n...
Voci della Sanità

Terapia domiciliare Covid, Ministero ricorre al Consiglio di Stato. Il Comitato: «Ricorso in appello va contro voto del Senato»

«Chiediamo al Ministro della Salute Speranza delucidazioni in merito alla decisione di ricorrere in Appello, alla luce dell’opposto indirizzo votato dal Senato» scrive in una nota Er...
Salute

Vaccini e rischi, Peyvandi (EMA): «No ad eparina o aspirina prima dell’inoculazione»

Le raccomandazioni di Flora Peyvandi del comitato scientifico dell’Agenzia: «Non bisogna neppure sospendere la pillola anticoncezionale»
di Federica Bosco