Lavoro 22 Novembre 2017

Pizza e birra al posto dello stipendio. Giovani medici protestano su Facebook: «No alla sanità low cost»

È legittimo offrire ad un medico una cena a base di pizza e birra al posto dell’onorario che gli spetta di diritto? E uno stipendio di 3,50 euro all’ora? E il medico, cosa deve fare quando riceve proposte del genere? «Nel momento in cui un collega accetta una tariffa che viola il tariffario minimo dev’essere […]

Immagine articolo

Personale sanitario incrocia le braccia durante uno sciopero in una immagine d’archivio. ANSA/STRINGER

È legittimo offrire ad un medico una cena a base di pizza e birra al posto dell’onorario che gli spetta di diritto? E uno stipendio di 3,50 euro all’ora? E il medico, cosa deve fare quando riceve proposte del genere? «Nel momento in cui un collega accetta una tariffa che viola il tariffario minimo dev’essere sanzionato dall’Ordine. Nessuno dev’essere messo in condizioni di prender parte a una sanità low cost». La dottoressa Lucrezia Trozzi, fondatrice del gruppo Facebook “Gmas, Giovani medici anti sfruttamento”, intervistata da Repubblica.it espone la sua proposta per combattere una deriva che negli ultimi tempi si sta facendo sempre più pesante: quella di pagare con moneta diversa dal denaro corrente, o comunque ben al di sotto del minimo, le prestazioni dei camici bianchi: «Mi sentivo in un suq arabo – ha raccontato ancora –. Mi sono ritrovata a dover contrattare il mio onorario per una prestazione di 118, un servizio di emergenza per il quale seguiamo un corso di formazione di oltre mille euro. La responsabile della cooperativa che mi aveva chiamato voleva pagarmi ancora meno della tariffa praticata a Roma, che è di 16 euro l’ora. Poi, tramite passaparola, mi è arrivata un’altra offerta: servizio di ambulanza a una corsa di cavalli. Hanno cercato di convincermi che 13 euro l’ora fossero un compenso adeguato. È stata la prima volta che ho rifiutato un’offerta di lavoro. Mi sono detta che non potevo essere la sola in questa situazione e ho creato il gruppo su Facebook».

«Cari colleghi e care colleghe – si può leggere nella descrizione del gruppo Facebook fondato da Lucrezia Trozzi e dal collega Nicola Pescetelli ad inizio novembre e che conta già 2.800 membri –, abbiamo creato questo gruppo con lo scopo di condividere tra noi le proposte di lavoro che siano risultate inadeguate, come compenso e condizioni, per dei professionisti quali siamo. Chi aderisce al gruppo pensa che un medico sia un professionista, che merita un trattamento in linea con la sua preparazione e le sue responsabilità. Vi preghiamo di ricordare chi siete ogni volta che accettate un incarico, e ci auguriamo che ognuno lotterà, supportato dai colleghi, affinché non esistano più giovani medici sfruttati sul territorio. Se non ci aiutiamo fra noi, nessuno lo farà».

«Ho aperto il gruppo perché mi sentivo sola e impotente – continua Lucrezia su Repubblica.it -, ho scoperto invece che ci sono tantissimi colleghi che la pensano come me. L’obiettivo non è denunciare chi ci fa queste proposte, ma tutelare la professione. Quello che ci interessa è avere l’attenzione degli Ordini provinciali dei medici».

Articoli correlati
Regionali 2020, nelle prime elezioni post-Covid boom di professionisti sanitari candidati
Da destra a sinistra tanti infermieri e medici tentano la scalata in Consiglio regionale nelle sette regioni chiamate al rinnovo. In Puglia sfida tra virologi (Lopalco vs De Vito), mentre in Campania candidato il Presidente OPI Napoli Ciro Carbone. In campo anche biologi, fisioterapisti, tecnici di radiologia e farmacisti. Tutti considerano l’esperienza nella sanità un valore aggiunto per l’impegno politico
Fibrosi cistica e Covid-19, l’esperto: «Pochi casi in tutto il mondo, ma non bisogna abbassare la guardia»
La Senatrice Binetti definisce tre strade da seguire per rispondere alle esigenze dei malati, chiarisce le potenzialità del nuovo farmaco e chiede a gran voce l’approvazione della Legge sulle malattie rare e del Piano nazionale
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento?
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento? Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali devono sottoporre la richiesta di accreditamento alla CNFC fatta […]
Media e sanità: siamo di fronte ad attacchi ingiustificati nei confronti del Ssn?
Ne parla Francesco Carbonetti, dirigente medico della Asl Roma 2, Ospedale Sant'Eugenio, e rappresentante dei giovani medici della Cisl Medici Lazio
di Vanessa Seffer, Uff. Stampa Cisl Medici Lazio
Con lockdown medici in ferie forzate, a rischio indennizzo. C&P: «Nostri legali a lavoro per tutelare diritto»
"Costretti" dal datore di lavoro a prendere ferie pregresse forzate, non avranno alcun diritto all'indennizzo per "ferie non godute" riconosciuto qualche settimana fa da una sentenza della Corte Suprema. Consulcesi & partners: «I nostri legali a lavoro per tutelare un diritto sancito dalla Corte Suprema».
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 21 settembre, sono 31.032.045 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 960.729 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 21 settembre: Ad oggi in...
Formazione

Test di Medicina 2020, ecco come è andata: la cronaca dalle università di Roma, Firenze, Milano, Napoli e Bari

Oltre 66 mila candidati per 13.072 posti disponibili. Tra speranze, sogni, proteste e irregolarità, anche quest’anno il Test di medicina ha fatto parlare di sé. Pubblicate le risposte corrette al ...
Salute

Covid-19, studio italiano scopre meccanismo responsabile della morte dei pazienti in terapia intensiva

Lo studio, che vede come capofila il S. Orsola di Bologna, è stato pubblicato su “Lancet Respiratory Medicine” lo scorso 27 agosto