Lavoro 9 Novembre 2022 10:52

G-AME: ecco chi sono e cosa fanno i giovani endocrinologi

Nelle scorse settimane i giovani endocrinologi hanno preso parte al 21° Congresso Nazionale AME, “Update in Endocrinologia Clinica”. Zampetti (G-AME): «Quest’anno siamo stati protagonisti di quattro sessioni dell’evento nazionale

Essere specializzato in endocrinologia ed avere meno di quarant’anni: sono questi i due requisiti minimi necessari per entrare a far parte di G-AME, il Gruppo Giovani dell’Associazione Medici Endocrinologi. «Il nostro Gruppo nasce dal desiderio di promuovere la partecipazione dei giovani endocrinologi alle attività della società scientifica – spiega Benedetta Zampetti, coordinatrice G-AME –. Intendiamo favorire la nascita di reti che abbiano lo scopo anche di far conoscere a tutti i soci le reali opportunità lavorative di settore».

Il 21° Congresso Nazionale AME

Nelle scorse settimane i giovani endocrinologi hanno preso parte al 21° Congresso Nazionale AME, “Update in Endocrinologia Clinica”. «Promuovere la partecipazione attiva al Congresso AME, infatti, è tra gli obiettivi della nostra mission – sottolinea la coordinatrice G-AME -. Quest’anno abbiamo preso parte a quattro sessioni dell’evento nazionale. Tra queste una è stata dedicata alla presentazione di dodici casi clinici, selezionati da una commissione creata ad hoc. Alla fine dei lavori quattro hanno ricevuto un premio», racconta Zampetti.

I giovani premiati

A ricevere il riconoscimento sono stati: Francesca Retta, specializzanda in Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell’ospedale Mauriziano Umberto I di Torino, Chiara Parazzoli, specializzanda in Endocrinologia presso il dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale all’università degli studi di Milano, Lorenzo Zanatta, specializzando in Endocrinologia presso l’università di Firenze e Alessandro Mondin, specializzando in Endocrinologia all’università di Padova.

I casi clinici

Tra i premiati un caso che riguarda un paziente affetto da ipoparatiroidismo postchirurgico cronico refrattario alle terapie convenzionali. «È stato effettuato un tentativo di somministrazione sottocutenea continua di teriparatide che, avendo avuto buon esito, suggerisce la possibilità di trattare allo stesso modo pazienti che si trovino in situazioni analoghe», dice Retta. Un altro caso ha riguardato il confronto tra le possibili complicanze di un trattamento chirurgico e un approccio conservativo in presenza di para carcinomi della testa e del collo. «È risultato – racconta Zanatta – che un approccio conservativo, soprattutto per i para carcinomi di dimensioni superiori ai 34 mm, pare essere superiore al trattamento chirurgico». Gli altri due casi premiati hanno analizzato una rara patologia ipofisaria e l’iperparatiroidismo primitivo.

«Attualmente sono poco più di 750 i giovani endocrinologi che animano le attività di G-AME. Il Gruppo ha già all’attivo due Congressi organizzati in modalità virtuale ed un terzo – conclude Zampetti – è in programma per gennaio 2023».

 

 

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