Lavoro 21 novembre 2017

Emendamento ex specializzandi, Consulcesi: «Insistere su soluzioni di buon senso»

Massimo Tortorella, Presidente del gruppo che garantisce tutela legale dei medici, interviene sulla discussione parlamentare in corso sulla Legge di Bilancio

«Tutelando il diritto dei medici e salvaguardando le casse dello Stato si risparmierebbero almeno due miliardi» così in una lettera alla stampa Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi, punto di riferimento del mondo medico sul fronte della responsabilità professionale dei medici, in riferimento all’articolo  sull’emendamento per i rimborsi agli ex specializzandi proposto alla Legge di Bilancio.

«In relazione all’articolo pubblicato sulla bocciatura dei primi emendamenti alla Legge di Bilancio – prosegue il Presidente – riteniamo che sarebbe francamente un’occasione mancata accantonare, ancora una volta,  la responsabile soluzione politica alla lunga vertenza giudiziaria tra lo Stato ed i medici che si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006. Da ormai oltre venti anni, Consulcesi ha permesso che il loro diritto negato (in violazione delle direttive Ue in materia) fosse riconosciuto dai tribunali di tutta Italia».

«La nostra determinazione, rafforzata dalla fiducia di migliaia di medici, ha creato un orientamento giuridico ormai favorevole ai ricorrenti. Sentenze e rimborsi ne sono, in tal senso, una inequivocabile testimonianza. Talmente chiara che, di fronte ad una vera e propria emorragia di fondi pubblici ed al rischio di un esborso complessivo di oltre 5 miliardi di euro, si continua a sostenere, ancora oggi e in maniera assolutamente bipartisan, l’esigenza di un accordo transattivo. In questa direzione – prosegue – va anche l’emendamento, presentato dal senatore Pietro Aiello con il sostegno della senatrice Laura Bianconi, capogruppo di Alternativa Popolare (A.P.), partito attualmente forza di governo. Seppur bloccato ora in Commissione Bilancio, quell’emendamento verrà presentato comunque in Aula dal senatore Aiello e proprio per il suo intento siamo certi che troverà il sostegno di quanti ritengono ormai improcrastinabile chiudere la vicenda: tutelando il diritto dei medici e salvaguardando le casse dello Stato, che risparmierebbe almeno due miliardi. Una cifra che potrebbe essere reinvestita per migliorare la qualità dei servizi offerta ai cittadini ma anche per quei punti centrali nelle agende sindacali: più borse di studio per le scuole di specializzazione, sblocco del turn over, rinnovo dei contratti».

«Per questo auspichiamo un ampio coinvolgimento di tutte le forze deputate a tutelare il diritto dei medici. Noi continueremo a farlo nelle aule dei Tribunali, ovvero nelle sedi di nostra competenza, con il mandato che continuano a darci i nostri oltre 100mila medici. Sarebbe peraltro opportuno che la politica e le istituzioni finalmente si riappropriassero di una competenza che è loro propria, togliendola quindi ai Tribunali – conclude -. Siamo altresì pronti a mettere in campo altre iniziative per sostenere le loro ragioni e far sentire la loro voce alla politica e alle istituzioni, stimolando una chiusura della vertenza ispirata dal buon senso. Ad ogni modo, se c’è una cosa che abbiamo imparato insieme ai nostri medici, da questa lunga storia è che la giustizia, per quanto lunga e tortuosa possa sembrare, alla fine arriva sempre e per questo “chi la dura, la vince».

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