Lavoro 22 giugno 2016

EX SPECIALIZZANDI – «Con decreto del Governo rimborsi in 60 giorni»

Dal Parlamento arriva la richiesta trasversale, da NCD a M5S: «Firmare transazione». Intanto arrivano nuove sentenze e nuove consegne assegni ai medici Consulcesi: «Oltre 10 milioni a Roma»

Con la volontà politica della maggioranza, la partita può essere chiusa in 60 giorni. È l’ottimistica previsione di Luigi Galetti, Senatore del Movimento 5 Stelle al giornalista di La7 e Radio 24 David Parenzo. Il riferimento è al Disegno di legge n°2400, appena depositato da un fronte politico trasversale per porre fine al contenzioso tra Stato e medici ex specializzandi.

Perché con il nuovo atto (che unisce e supera i tre Ddl già presentati negli ultimi anni in Parlamento su questo tema), il Governo italiano ha finalmente la possibilità concreta di porre un freno al continuo esborso di risorse pubbliche che rappresentano, per ammissione dello stesso Premier Renzi in un recente Question Time alla Camera, la principale voce di spesa per la Presidenza del Consiglio. La soluzione proposta prevede un accordo transattivo tra le parti: «Nel testo che abbiamo elaborato – spiega il Senatore Guido Viceconte (NCD) – è previsto che i medici che non hanno ricevuto la borsa di studio ricevano un rimborso di 10 o 11mila euro annui, a seconda del periodo in cui si sono specializzati».

Una cifra forfettaria che, una volta approvato il testo, risarcirà i medici danneggiati (ma solo quelli che avranno fatto ricorso prima dell’entrata in vigore della legge) senza gravare troppo sulle casse pubbliche, al momento già minacciate dall’eventualità di un salasso di oltre 5 miliardi di euro. Eventualità che, senza interventi normativi, potrebbe presto diventare realtà. Basti pensare che Consulcesi, gruppo leader nella tutela legale dei medici, solo pochi giorni fa ha consegnato oltre 10 milioni di euro a centinaia di medici ex specializzandi che avevano fatto ricorso per gli anni di scuola post-laurea non correttamente retribuiti: «Fino ad ora – spiega il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella, in occasione della consegna assegni – solo il nostro gruppo è riuscito a far riconoscere oltre 500 milioni agli ex specializzandi che non hanno ricevuto la borsa di studio. È una cifra importante, che è sicuramente già costata tanto anche ai cittadini italiani. Si rischia di dover sborsare altri 4,5 miliardi di euro. Per questo confidiamo che questa transazione arrivi in tempi rapidissimi».

Il Senatore Viceconte, inoltre, dà atto a Consulcesi che «ad oggi è riuscita a dare a tantissimi medici la possibilità di vedersi riconoscere, con anni di ritardo, un diritto violato», il tutto usando «mezzi legali, leciti e giusti» tali da «assicurare un notevole rimborso a tanti professionisti». «Quella che i cittadini italiani stanno pagando è una tassa occulta – spiega David Parenzo, giornalista di La7 e Radio 24, che ha presentato l’evento in cui sono stati consegnati gli assegni – perché l’Europa ci aveva già sanzionato prima, i Governi nel corso di questi anni hanno avuto dei ritardi clamorosi nel riconoscimento di questo tipo di diritto, danneggiando i cittadini italiani che continuano a pagare. Vespasiano – chiude Parenzo –, l’imperatore che mise la tassa sui cessi, disse pecunia non olet. Qui il denaro, in realtà, ha un odore, ed è l’odore di uno scandalo che deve essere risolto, perché qui parliamo di una cifra che davvero rischia di mettere in crisi il bilancio dello Stato». Ma il Ddl 2400 non va ad intervenire soltanto sulla risoluzione del contenzioso tra medici e Stato, ma anche sul problema del blocco del turnover. In che modo?

«Nel testo – spiega il Senatore Galetti – c’è un articolo che permette di scegliere se destinare i soldi del rimborso ai fondi pensionistici, favorendo il pensionamento di alcuni colleghi prima dei tempi naturali e permettendo, in questo modo, uno sblocco del turnover che favorirà il ricambio generazionale». «Si tratta – spiega il Segretario Generale della FIMMG Lazio, Maria Corongiu – di un ritardo di decenni da parte dello Stato nel mettersi in regola con le normative europee. Finalmente ora lo Stato si è reso conto che forse ci guadagna, se riusciamo a sopperire al più presto a questo tipo di mancanze. Siamo contenti per queste vittorie in tribunale, visto che molti nostri iscritti hanno fatto ricorso. Siamo contenti perché, finalmente, è stata fatta giustizia nel panorama europeo». «Sono molto contenta – spiega la dottoressa Alessandra Bacigalupi, ginecologa, in rappresentanza degli oltre 200 medici che hanno ricevuto il rimborso – perché finalmente mi sono vista riconoscere lo studio, la fatica, e un diritto che lo Stato avrebbe dovuto riconoscermi a suo tempo».

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